Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
“L’on-board di Max l’ho guardato molto bene. L’ho studiato”: Andrea Kimi Antonelli è rimasto rapito dalle prodezze di Verstappen alla 24 Ore del Nürburgring 2026. Come tantissimi appassionati, ha seguito le gesta del quattro volte campione del mondo alla Nordschleife – “Ho guardato le prime tre o quattro ore, poi durante la notte e al mattino” - prima che il sogno del successo si infrangesse per un problema tecnico all’albero della trasmissione.
“È stata una gran figata di gara, e mi è dispiaciuto moltissimo per Max. Si stavano avviando verso la vittoria, prima che avessero il problema tecnico. Ma ha svolto una corsa incredibile”, ha raccontato dal Canada in un incontro con la stampa italiana selezionata cui ha partecipato anche Automoto.it. “È stato un weekend molto speciale per il motorsport in generale, soprattutto a ruote coperte. È stato pazzesco, era tutto sold out. Avrei dovuto esserci anche io, ma era il compleanno di mia sorella, e ho deciso di restare a casa. Sarà per il prossimo anno”.
Ma Antonelli non ha alcuna intenzione di vivere la Nordschleife solo come spettatore di lusso. “Ci sono delle gare al di fuori della Formula 1 che desidero assolutamente correre, a cominciare dalla 24 Ore del Nürburgring passando per Le Mans e Daytona. Sono in una fase in cui è meglio che mi concentri sulla Formula 1, ma in futuro voglio fare anche altro, come sta facendo Max”, ha risposto a una nostra domanda in merito all’ampliamento dei suoi orizzonti nel motorsport. Ma il suo presente è concentrato esclusivamente sulla F1.
Il leader della classifica mondiale di Formula 1 più giovane di sempre cerca a tutti i costi di mantenere un basso profilo, concentrandosi sulla pista. “È stato un gran inizio di stagione e l'obiettivo è continuare così, però è inevitabile che possa arrivare un weekend storto, che non va secondo i piani. È importante proteggermi, restare con i piedi per terra, umile”. E Antonelli pone anche un freno alle analogie con un’altra eccellenza dello sport italiano, Jannik Sinner. “I paragoni fanno piacere. Ma Sinner finora ha ottenuto molto. Io sono ancora un po’ indietro da questo punto di vista. Ho ancora qualcosa da dimostrare. Non tantissimo, ma qualcosa sì. Per questo non trovo giusto essere paragonato a lui.”.
La prossima sfida di Kimi si gioca a Montréal, su un tracciato intitolata a una leggenda dello sport, Gilles Villeneuve. “Mio padre è un grandissimo fan di Gilles, mi ha sempre parlato di lui, del suo stile di guida, dei suoi traversi. Questa è una bella pista, tecnica. Non facile. È abbastanza corta, ed è importante cercare di mettere tutto insieme. Se commetti un piccolo errore è difficile recuperarlo nel resto del giro”.
Antonelli a Montréal con una Mercedes W17 profondamente rivista punta ancora al successo, per avere nuove gioie in un periodo ricco di soddisfazioni. “La felicità per la vittoria in Cina è durata una settimana, per Suzuka un paio di giorni. Per Miami un po’ di più, perché è stata una gara davvero soddisfacente. La felicità per me è stare bene, essere in pace con me stesso, rilassato. Riuscire a godermi quello che faccio, la vita in generale, non solo nel motorsport. Essere un ragazzo normale al di fuori della pista, passare del tempo con la famiglia e con gli amici”. Un adolescente come tutti gli altri, ma incredibilmente singolare: questo è Kimi Antonelli.