Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il buon inizio commerciale della nuova Renault 5 ha riaperto un filone che sembrava destinato ai manuali di storia dell’auto: riportare nel presente modelli del passato, ripensati in chiave elettrica e contemporanea. A seguire la strada intrapresa da Fiat con la 500 o da BMW con la Mini è stata Renault, che in meno di un anno ha trasformato la sua 5 E-Tech in un bestseller europeo. Ora, a guardare con attenzione quella direzione, sembrerebbe esserci anche Citroen.
A confermarlo è Xavier Chardon, CEO del marchio francese, che in una recente intervista concessa ad AutoBild ha risposto così alla possibilità di un ritorno della 2CV: “Se utilizzi il suo scopo originario e lo trasli al giorno d’oggi, c’è ancora spazio per questo tipo di interpretazione”.
Il contesto è chiaro: l’Unione Europea ha iniziato a ragionare su una formula ispirata ai kei-car giapponesi per rendere più accessibile l’auto elettrica. Non è un caso: come specificato da Bruxelles, “molti nuclei familiari non possono permettersi l’acquisto di un’auto”. Per i costruttori, l’idea di tornare a modelli compatti, semplici e poco costosi potrebbe rappresentare una nuova via d’uscita dal nodo dei costi di elettrificazione.
In questo scenario la 2CV, nata per democratizzare la mobilità nel dopoguerra, diventa un riferimento spontaneo. Ma Chardon mette subito in chiaro un punto: non si tratta di inseguire lo stile rétro.
Per Chardon, la 2CV non è un oggetto nostalgico, ma un concetto industriale. “La chiave è capire perché è diventata un’icona”, ha spiegato. La 2CV, ricordava, nacque sotto la proprietà Michelin con l’obiettivo di vendere più pneumatici, superò la Seconda guerra mondiale e poi si trasformò in uno strumento sociale: mobilità economica, semplice, individuale.
Chardon lo riassume così: “Trovare un modo per offrire mobilità individuale che sia sostenibile e accessibile. Per questo servono ingredienti diversi: una direzione chiara, possibilità europee e intelligenza. È la filosofia della 2CV che ci ispirerà in futuro.”
Non è la prima volta che Chardon apre il tema: in altre occasioni aveva definito il potenziale della 2CV “enorme”, ricordando le sue caratteristiche originali: economica da mantenere, facile da usare, capace di trasportare quattro persone e anche “50 chili di patate sotto lo stesso tetto”, simbolo di un’utilità quotidiana che oggi sarebbe perfetta per l’auto urbana.
E l’esempio Renault pesa: dal lancio dell’autunno 2024 al dicembre 2025 la 5 E-Tech ha superato le 100.000 unità vendute, diventando la full-electric più acquistata dai clienti privati in Europa e Spagna nella prima metà del 2025.
Chardon, però, avverte: un’eventuale nuova 2CV non dovrebbe inseguire la moda rétro come fine a sé stessa. “Il design rétro può funzionare o no”, ha spiegato, “l’importante è andare oltre la forma e recuperare la sua essenza.” In altre parole: se mai tornerà una 2CV, sarà probabilmente elettrica o elettrificata, compatta, economica, e progettata per rispondere a un’esigenza concreta.
Fra l’annuncio europeo sui kei-car e l’exploit della Renault 5, l’idea di una nuova 2CV non sembra più un esercizio romantico. È piuttosto la traduzione moderna di un progetto industriale: mobilità individuale a costi accessibili. Citroen non ha confermato nulla, ma una porta è stata aperta. E, come spesso accade nel settore auto, quando la filosofia incontra un modello di business, i progetti tendono a prendere forma.
Citroen
Via Gattamelata, 41
Milano
(MI) - Italia
800 80 40 80
https://www.citroen.it/
Citroen
Via Gattamelata, 41
Milano
(MI) - Italia
800 80 40 80
https://www.citroen.it/