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Il fascino delle auto d’epoca sta affrontando una battuta d’arresto senza precedenti. I recenti risultati d’asta mostrano una drastica riduzione delle valutazioni anche per modelli iconici, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli anni di forte crescita del mercato. Ma quali sono i motivi di questa crisi e come si sta riorganizzando la domanda nel segmento delle classiche?
La recente asta di Mecum ha fatto da campanello d’allarme per il mercato delle vetture storiche. La celebre Ferrari 250 GTO, simbolo di eccellenza automobilistica e spesso considerata un «sacro graal» per collezionisti, era attesa con valutazioni di oltre 100 milioni di dollari: alla fine è stata venduta a “soli” 38,5 milioni, molto al di sotto delle aspettative e persino inferiore alle vendite recenti di modelli simili. Questo risultato riflette una contrazione generalizzata del valore delle auto d’epoca, con riduzioni significative per modelli precedenti al 1970 e per tante altre classiche che fino a poco tempo fa mantenevano quotazioni stabili o in crescita.
Gli esperti spiegano che l’accaduto non è dovuto a un singolo evento, ma a un insieme di fattori: dalle dinamiche generazionali al mutamento dei gusti, con un numero crescente di giovani collezionisti che preferiscono automobili degli anni ’80, ’90 e dei primi 2000, più utilizzabili e culturalmente vicine alle nuove leve. Questa transizione di preferenze sta progressivamente riducendo domanda e prezzi per le cosiddette “auto d’epoca classiche”, accelerando la caduta delle quotazioni a livello globale.
Oltre alla dimensione demografica, entrano in gioco dinamiche economiche più ampie. Il rallentamento del mercato delle auto in generale, riscontrato nei dati di immatricolazione e nelle vendite di nuovi veicoli, con contrazioni anche nei segmenti tradizionali, testimonia una fase di adattamento del settore automobilistico nel suo complesso. Questo contesto più prudente si riflette anche nei segmenti di lusso e di investimento, compressi dalla minore liquidità e dall’incertezza degli investitori.
Nonostante il quadro attuale, alcuni analisti ritengono che questa fase possa fungere da “correzione di mercato”, riportando i valori a livelli più sostenibili e creando opportunità per gli appassionati con budget contenuti. Modelli meno rari o appartenenti a epoche più recenti potrebbero mantenere o addirittura aumentare la loro appetibilità, mentre le vetture classiche più datate potrebbero risentire di un mercato ristrutturato. La situazione resta comunque fluida: per collezionisti e investitori sarà cruciale monitorare le aste, le tendenze di domanda e i cambiamenti generazionali nei prossimi mesi.