Crisi Porsche: in arrivo altri 5.000 esuberi in Germania, ma per il CEO Leiters "non basteranno"

Crisi Porsche: in arrivo altri 5.000 esuberi in Germania, ma per il CEO Leiters "non basteranno"
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La Casa di Zuffenhausen vara un nuovo drastico piano di riduzione del personale per far fronte al crollo delle vendite in Cina e ai ritardi sull'elettrico. Salve le tutele fino al 2035, ma l'8 ottobre si deciderà il futuro strategico del marchio.
23 luglio 2026

Il momento di difficoltà del settore automobilistico europeo colpisce duramente anche uno dei marchi storicamente più solidi e redditizi: il consiglio di sorveglianza di Porsche ha infatti approvato il nuovo piano presentato dal CEO Michael Leiters, che prevede il taglio di ulteriori 5.000 posti di lavoro in Germania.

La nuova ondata di tagli, ridurrà la complessiva della forza lavoro sale a sfiorare le 9.000 unità, andando a sommarsi ai 3.900 esuberi che erano già stati annunciati dall'azienda. Si tratta di un impatto notevole se si considera che attualmente la Casa di Zuffenhausen impiega un totale di circa 23.000 persone. Nonostante la portata della riorganizzazione, le prospettive restano cupe: lo stesso Leiters ha spiegato che questo programma di contenimento dei costi "non sarà comunque sufficiente a consentire all'azienda di recuperare competitività".

L'azienda ha tuttavia assicurato che la riduzione dell'organico avverrà in modo non traumatico, precisando che non ci saranno licenziamenti. Il piano sarà attuato esclusivamente attraverso turnover naturale, pensionamenti anticipati ed uscite volontarie.

I settori maggiormente coinvolti da questi tagli saranno le aree amministrative e della ricerca e sviluppo, andandosi a estendere anche a livello manageriale, ovvero quei reparti che negli ultimi anni erano cresciuti in modo sensibile. Tra i siti produttivi e di progettazione più colpiti figura il centro di sviluppo di Weissach (vicino a Stoccarda), dove attualmente lavorano circa 7.500 dipendenti. Contestualmente, per rassicurare i lavoratori che rimarranno, le garanzie occupazionali sono state estese fino al 2035.

 

Le cause: crollo in Cina e "vuoto di gamma"

Questa manovra è la diretta conseguenza di un quadro economico sempre più complicato. Porsche è reduce da un 2025 particolarmente negativo, segnato da un marcato rallentamento delle vendite globale, ma concentrato soprattutto nel fondamentale mercato cinese. Questa flessione ha inciso pesantemente sui margini della Casa automobilistica.

A complicare ulteriormente la situazione si è aggiunto un significativo vuoto di gamma. Da una parte, in Europa, sono uscite di produzione vetture fondamentali come la Macan termica e le sportive 718 Cayman e Boxster. Dall'altra, diversi progetti chiave legati ai veicoli elettrici hanno subito ritardi o rinvii. Tra questi ci sono la nuova Panamera elettrica e una inedita SUV di segmento E, posticipate per permettere al marchio di ricalibrare l'offerta commerciale tra i modelli a batteria e le vetture dotate di motore a combustione interna.

Per capire le reali contromosse e la futura direzione del marchio bisognerà attendere il prossimo 8 ottobre. In questa data è atteso un aggiornamento strategico più ampio, durante il quale verranno definite le future scelte di prodotto e come sarà distribuita la produzione tra i vari stabilimenti in terra tedesca.

 

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