F1, "Quella non era Formula 1": Pérez affonda Spa e svela i veri problemi della Cadillac

F1, "Quella non era Formula 1": Pérez affonda Spa e svela i veri problemi della Cadillac
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Alla vigilia del GP d’Ungheria, Sergio Pérez traccia un bilancio senza filtri della sua prima metà di stagione con il debuttante team Cadillac. Il pilota messicano critica duramente la gestione energetica vista a Spa-Francorchamps, definendola "non da F1", e analizza le difficoltà di sviluppo della squadra legate alle terze parti.
23 luglio 2026

Alla vigilia del Gran Premio d’Ungheria, l'atmosfera nel garage del team Cadillac Racing è un misto di lucido pragmatismo e cocente delusione. A prendere la parola è Sergio Pérez, che analizza senza peli sulla lingua la difficile prima parte di stagione dell'undicesimo team dello schieramento, reduci da un weekend da incubo a Spa-Francorchamps

Il ritiro precoce nel GP del Belgio ha permesso a Pérez di osservare la gara da "spettatore", facendosi un'idea ben precisa dei limiti degli attuali regolamenti e della gestione del deployment. "Spa è stato un caso in cui tutti hanno faticato con la gestione dell'energia. Fondamentalmente più andavi piano, più eri veloce: va contro ogni logica. Ho potuto guardare la gara dopo essermi ritirato: quello che ho visto non era Formula 1. Con questi regolamenti, Spa non è un bel posto dove stare. Fortunatamente qui a Budapest ci aspetta un weekend più 'normale'”.

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Da debuttante sulla griglia, il team affronta le inevitabili difficoltà di gioventù. Sergio spinge l'ingegneria a fare un passo avanti nei processi di aggiornamento e nella gestione termica delle gomme. "Ci manca un po' di sviluppo. Non abbiamo sviluppato abbastanza e dobbiamo ripensare i nostri processi. Essendo una nuova squadra, dipendiamo molto da terze parti e non controlliamo del tutto la situazione. C'è inefficienza, stiamo ancora scoprendo molte cose lungo la curva di apprendimento. Nessuno nel team è contento di dove ci troviamo: l'obiettivo è spingere con altri aggiornamenti per dimostrare a noi stessi che la linea di sviluppo è solida in ottica futuro".

Interpellato sulla sua prestazione personale al rientro nella categoria dopo uno stop, Checo si promuove quasi a pieni voti, ammettendo però la difficoltà nel riadattarsi ai ritmi vertiginosi della F1. "Che voto mi darei per la prima metà stagione? Non un 10, ma qualcosa di molto vicino. Sono davvero felice di essere tornato perché ho dimostrato a me stesso di essere ancora uno dei migliori se messo nel giusto ambiente. Il mio passo gara e in qualifica è stato estremamente solido".

Il messicano ha continuato: "La sfida più grande? Rientrare nel ritmo e nella routine. Ti dimentichi quanto sia piena la vita di un pilota, quanto sia pianificata ogni singola ora e quanto vivi in funzione di un'agenda. Quella è stata la parte più dura, ma dopo due o tre mesi ci fai l'abitudine".

In merito all'incertezza sul numero definitivo di gare in calendario e alle novità regolamentari future, Pérez chiosa con pragmatismo. "Come pilota ci sono cose che non puoi controllare, e quante gare faremo è una di quelle. Non sprecerei mai energie a pensarci: andrò semplicemente ovunque ci dicano di andare. Sui cambi regolamentari futuribili, finché non li provi al simulatore è difficile giudicare. FIA e F1 hanno fatto passi da gigante, ma quanto visto a Spa dimostra che c'è ancora molto da fare".

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