Cuscino berlinese: cos’è, come funziona e perché non è ancora legale in Italia

Cuscino berlinese: cos’è, come funziona e perché non è ancora legale in Italia
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Il cuscino berlinese è un particolare rallentatore di velocità sempre più diffuso in Europa perché migliora la sicurezza stradale senza penalizzare autobus, mezzi di soccorso, motocicli e biciclette. In Italia, però, il Codice della Strada non ne consente ancora l'installazione ordinaria: ecco come funziona, quali vantaggi offre e perché la normativa rappresenta ancora un ostacolo
22 luglio 2026

Tra le soluzioni più innovative per la moderazione del traffico urbano c'è il cosiddetto cuscino berlinese, un dispositivo progettato per ridurre la velocità delle automobili limitando al tempo stesso i disagi per il trasporto pubblico, i mezzi di emergenza e gli utenti della mobilità sostenibile. Ampiamente utilizzato in numerosi Paesi europei, questo particolare dosso artificiale continua però a scontrarsi con i limiti imposti dall'attuale Codice della Strada italiano, che ne impedisce la diffusione salvo specifiche deroghe ministeriali. Una situazione che alimenta il dibattito tra amministrazioni locali e tecnici della sicurezza stradale.

Il cuscino berlinese è un particolare dosso artificiale di forma generalmente rettangolare o quadrata che, a differenza dei tradizionali rallentatori, non occupa l'intera larghezza della carreggiata. Proprio questa caratteristica permette ai veicoli con carreggiata più ampia, come autobus, mezzi di raccolta rifiuti e in molti casi anche ai mezzi di soccorso, di attraversarlo con un impatto ridotto, mentre le automobili sono costrette a rallentare per superarlo. Anche biciclette e motocicli possono evitarlo passando lateralmente, migliorando comfort e sicurezza rispetto ai classici dossi. Nato nel Nord Europa e sperimentato inizialmente a Berlino, questo sistema viene oggi impiegato soprattutto nelle Zone 30 e nelle aree residenziali dove l'obiettivo è ridurre la velocità senza compromettere la fluidità del traffico.

Perché il Codice della Strada italiano non lo consente

Il principale ostacolo alla diffusione del cuscino berlinese è di natura normativa. L'attuale Regolamento di esecuzione del Codice della Strada prevede infatti che i dossi artificiali occupino l'intera larghezza della carreggiata, caratteristica che il cuscino berlinese non possiede. Di conseguenza il dispositivo non rientra tra quelli normalmente autorizzabili sul territorio nazionale. Alcuni Comuni hanno comunque avviato sperimentazioni ottenendo specifiche autorizzazioni o deroghe ministeriali, proprio per valutarne l'efficacia nella riduzione della velocità e degli incidenti. Negli ultimi anni diverse amministrazioni hanno manifestato interesse verso questa soluzione, considerata più moderna rispetto ai tradizionali rallentatori e maggiormente compatibile con le esigenze della mobilità urbana contemporanea.

Gli studi e le esperienze maturate all'estero evidenziano come il cuscino berlinese rappresenti un efficace strumento di traffic calming, ovvero di moderazione del traffico. Il dispositivo induce gli automobilisti a ridurre la velocità, contribuendo ad aumentare la sicurezza stradale soprattutto nelle aree frequentate da pedoni e ciclisti, ma evita i forti sobbalzi che caratterizzano i dossi tradizionali. Anche i tempi di percorrenza dei mezzi di emergenza risultano meno penalizzati, aspetto particolarmente importante nelle aree urbane. Non a caso il cuscino berlinese viene spesso indicato come una delle soluzioni più efficaci per accompagnare lo sviluppo delle Zone 30 e delle politiche dedicate alla mobilità sostenibile. Tuttavia, finché non interverrà un aggiornamento della normativa nazionale o una specifica omologazione, il suo impiego in Italia resterà limitato a casi autorizzati singolarmente, lasciando aperto il confronto tra innovazione infrastrutturale e regole del Codice della Strada.

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