Dentro la corsa ai chip per l’auto intelligente: Nvidia, intelligenza artificiale e la nuova guerra

Dentro la corsa ai chip per l’auto intelligente: Nvidia, intelligenza artificiale e la nuova guerra
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Non è più solo una sfida tra case automobilistiche. È una battaglia tra piattaforme tecnologiche per controllare il cervello dell’auto del 2030.
22 febbraio 2026

C'era un periodo dove l'importanza di un'auto si riduceva a motore, telaio, design e prestazioni, poi sono arrivate le auto intelligenti, e da lì tutto è cambiato. Chi controlla il processore principale dell’auto controlla l’esperienza digitale, la guida assistita, gli aggiornamenti futuri e, soprattutto, il rapporto con il cliente nel tempo. L’auto moderna non è più un insieme di componenti isolati, ma un sistema integrato che ruota attorno a un “cervello” ad altissima potenza di calcolo. E in questa corsa Nvidia si è ritagliata un ruolo da protagonista assoluta.

NVIDIA
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Nvidia: dal gaming al sistema operativo dell’auto

Nvidia non si limita a vendere semiconduttori. Con la piattaforma NVIDIA DRIVE ha costruito un ecosistema completo che combina hardware, software, strumenti di sviluppo e ambienti di simulazione, che punta a diventare l’equivalente di un sistema operativo per l’automobile.

La visione è quella dell’AI-defined vehicle, un’auto in cui guida assistita, funzioni autonome, infotainment e connettività girano su un unico stack integrato: via i moduli separati, si punta ad una piattaforma unificata, aggiornata via software e progettata per evolvere nel tempo.

Drive Orin rappresenta la generazione attuale più diffusa nei sistemi avanzati L2 e L3. Con una potenza fino a 254 TOPS, Orin è già integrato in progetti con costruttori come Toyota per funzioni ADAS evolute. Ma la vera ambizione di Nvidia risalta con Drive Thor.

Basato sull’architettura Blackwell, Thor porta la potenza fino a circa 1000 TOPS nella versione base e fino a 2000 TOPS nella variante SUPER. In un solo chip vengono concentrate funzioni che tradizionalmente richiedevano architetture distribuite: cockpit digitale, gestione sensori, elaborazione AI, connettività e servizi cloud. È un salto dimensionale che cambia la scala della competizione.

La vera forza di Nvidia, però, non è solo la potenza grezza, bensì l’ecosistema. CUDA, librerie AI, tool di simulazione come Omniverse, ambienti di training e debugging creano un ambiente di sviluppo che fidelizza costruttori e fornitori di primo livello. Una volta che un OEM costruisce il proprio software su quell’infrastruttura, cambiare piattaforma diventa estremamente complesso.

Alpamayo: l’auto che “ragiona”

Al CES 2026 Nvidia ha presentato Alpamayo, una piattaforma progettata per introdurre capacità di reasoning AI nei veicoli. Tutto questo non si riduce a evitare ostacoli o al lane assist, ma di interpretare contesti complessi e situazioni atipiche.

Alpamayo punta a superare il semplice pattern matching, integrando modelli capaci di valutare scenari non standard e di spiegare le proprie decisioni. È un’evoluzione che avvicina l’auto ai modelli di intelligenza artificiale generativa che hanno rivoluzionato altri settori.

Mercedes-Benz è tra i primi partner a integrare questa tecnologia nei modelli destinati al mercato statunitense, con espansione prevista in Europa e Asia. Il sistema si appoggia alla nuova famiglia di chip Rubin e Vera Rubin, progettati per offrire maggiore efficienza energetica oltre a un incremento prestazionale. In un veicolo elettrico, questo equilibrio tra potenza e consumi è determinante.

L'auto di NVIDIA
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Nvidia contro Qualcomm e Mobileye

Se Nvidia presidia la fascia più avanzata e premium del mercato, non è certo sola. Mobileye, controllata da Intel, continua a dominare il segmento delle soluzioni ADAS chiavi in mano. I suoi chip EyeQ offrono un pacchetto relativamente standardizzato e facilmente integrabile, ideale per costruttori che vogliono introdurre rapidamente funzioni di assistenza evoluta senza costruire internamente uno stack complesso.

Qualcomm, con Snapdragon Ride, adotta una strategia diversa. Punta su efficienza, integrazione e costi contenuti. I suoi SoC, con potenze nell’ordine delle decine di TOPS, sono perfetti per sistemi L2 e L2+ destinati al mercato di massa. L’integrazione di connettività 5G, V2X e Wi-Fi nello stesso pacchetto rende la soluzione particolarmente interessante per modelli mid-range.

La differenza di fondo è ben più importante. Nvidia offre una piattaforma altamente scalabile e orientata al futuro, con prestazioni estreme e grande spazio di aggiornamento. Qualcomm e Mobileye puntano su soluzioni più mirate, spesso più efficienti dal punto di vista economico.

Qualcomm
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I campioni cinesi: Horizon e Huawei

Nel mercato cinese, la competizione assume una dimensione ulteriore. Horizon Robotics e Huawei stanno emergendo come attori centrali nella fornitura di SoC per veicoli intelligenti. Spinte da una forte domanda interna e da strategie industriali mirate, queste aziende potrebbero arrivare a controllare oltre la metà del mercato domestico entro il 2035.

Huawei, in particolare, integra chip, cloud e servizi connessi in un ecosistema che ricorda da vicino quello degli smartphone. Horizon Robotics si concentra invece su soluzioni AI ottimizzate per il contesto cinese, con una forte collaborazione con brand locali. In questo scenario, la corsa ai chip si intreccia con la costruzione di ecosistemi digitali nazionali.

Potenza estrema o efficienza intelligente?

Una delle domande centrali è se 1000 o 2000 TOPS siano davvero necessari per la maggior parte dei veicoli. La potenza di calcolo porta con sé costi, consumo energetico e gestione termica complessa. Nei veicoli elettrici, ogni watt conta.

Qui emerge una linea di frattura interessante. Nvidia spinge verso architetture ad altissime prestazioni, capaci di sostenere evoluzioni future e livelli L3 e L4 più avanzati. Qualcomm e Mobileye privilegiano efficienza e ottimizzazione per il presente.

Investire oggi in potenza estrema significa puntare su un futuro di guida altamente autonoma e servizi digitali avanzati. Puntare su efficienza significa massimizzare l’adozione nel breve termine.

Chip e scheda
Chip e scheda

Chi diventerà il “sistema operativo” dell’auto?

La vera battaglia non riguarda solo i chip, ma l’intero stack che li circonda. Hardware, software, strumenti di sviluppo, servizi cloud e aggiornamenti OTA formano un ecosistema integrato.

Chi riuscirà a imporre la propria piattaforma come standard di fatto avrà un vantaggio enorme, visto che in primis fornirà il cervello elettronico dell’auto, e in secondo luogo influenzerà anche la monetizzazione futura attraverso abbonamenti software, funzioni sbloccabili e servizi digitali. La corsa ai chip è quindi una corsa al controllo dell’esperienza utente e dei flussi di ricavi nel lungo periodo.

La competizione tra Nvidia, Qualcomm, Mobileye e i player cinesi non è una corsa tecnologica, ma la definizione del nuovo equilibrio dell’industria automobilistica. Non si tratta di chi costruisce il motore più potente, ma di chi ha la piattaforma più utilizzata, un controllo dell'ambiente in tutto e per tutto.

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