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Di Silvestre, BMW Italia: “Con lo sguardo in avanti, tra digitalizzazione e nuovo umanesimo”

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Il bilancio di fine anno e le riflessioni sul futuro del Presidente e AD della sede italiana del Gruppo

Di Silvestre, BMW Italia: “Con lo sguardo in avanti, tra digitalizzazione e nuovo umanesimo”

“Un anno duro, doloroso, ma anche un anno di trasformazione radicale”.

Comincia così la riflessione del numero uno della sede italiana di BMW, Massimiliano Di Silvestre, in un incontro con la stampa.

Dalla consapevolezza di quel che è stato alla necessità di guardare avanti a partire proprio dal presente, cioè dalla digital trasformation che è già diventata quella nuova normalità che sta già cambiando il nostro modo di lavorare, di fare business, di relazionarci con i clienti.

Un punto di non ritorno, dice Di Silvestre, che, tuttavia, fa emergere con forza una nuova esigenza: quella di recuperare un approccio human to human, che renda viva, calda, emozionante l’esperienza tra le aziende, i brand, e gli stakeholder. “Non possiamo e non vogliamo perdere il contatto umano. La nostra visione si fonda su un mondo fatto di innovazione, di sostenibilità, di tecnologia, ma soprattutto di persone. Perché, alla fine, sono le persone, gli umani, che fanno la differenza”, sottolinea.

La sfida del mercato presente: superata con onore

Tornando al passato recente, l’AD di BMW Italia passa in rassegna tre dei successi 2020, tre prodotti iconici come la MINI Cooper SE, il secondo modello full electric della gamma; la BMW R18, un capolavoro di design e tecnologia della nostra divisione BMW Motorrad; la nuova BMW Serie 4 che introduce il nuovo linguaggio del design BMW e apre la strada al futuro del marchio che troverà la sua massima espressione il prossimo anno con il lancio di BMW i4 e BMW iX.

Primo obiettivo: sostenibilità

“In chiusura d’anno - prosegue Di Silvestre - vorrei proporre tre riflessioni su argomenti per noi fondamentali: a partire dalla sostenibilità, un contenuto per noi essenziale perché come ha dichiarato il Ceo del nostro gruppo, 'i migliori veicoli al mondo sono sostenibili. Ecco perché premium e sostenibilità saranno ancor più indissolubilmente legati in futuro”.

Per BMW, parliamo di un processo partito 50 anni fa e giunto a uno dei suoi momenti di punta nelle scorse settimane quando l’azienda si è aggiudicata il primo posto nella categoria "Automobiles" della classifica dei Dow Jones Sustainability Index World and Europe, guadagnando 80 punti su 100 possibili.

Oggi tutti i siti di produzione BMW utilizzano elettricità proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili e il gruppo si appresta a compiere il passo successivo nella lotta al cambiamento climatico, attraverso una gestione responsabile delle risorse con obiettivi chiari per la riduzione di CO2 fino al 2030: quelle per veicolo di almeno un terzo nell’intero ciclo di vita, tanto per avere un ordine di grandezza

Mobilità elettrica: il momento è arrivato

Fin qui, “il cosa”. A proposito del “come”, Di Silvestre cita come leva principale una strategia di prodotto di vasta portata con una massiccia espansione della mobilità elettrica e 30 miliardi di investimenti nei prossimi 5 anni. “Tra 10 anni avremo un totale di oltre sette milioni di veicoli elettrificati del BMW Group sulle strade - spiega - circa due terzi dei quali con propulsione completamente elettrica. Come arriveremo a questi risultati? Con una straordinaria offensiva di prodotto che ci porterà già alla fine del 2021 ad aver venduto 1 milione di veicoli elettrificati dal lancio della BMW i3 nel 2013, in un processo che porterà a implementare l’elettrificazione completa in tutta la gamma di modelli in futuro.

Tutto ciò sullo sfondo di un appello: “A questo proposito mi sento di dire che questo è il momento di fare scelte da parte del sistema-Paese. Non possiamo più rimandare decisioni importanti sulla mobilità sostenibile. Imprese, istituzioni e ricerca devono disegnare insieme il futuro attraverso la creazione di infrastrutture tecnologiche (penso al 5G), reti di ricarica su tutto il territorio nazionale e una revisione della fiscalità dell’auto aziendale. Pochi punti, molto qualificanti, per cambiare l’Italia in un momento in cui l’automobile è tornata centrale nella mobilità delle persone. Dobbiamo farlo adesso. Non possiamo più aspettare

Una questione di responsabilità

Ultimo non ultimo dei punti-chiave della riflessione di De Silvestre, la responsabilità sociale d’impresa. “I tempi sono cambiati anche in questo settore. In passato, un'azienda poteva scegliere per quali problemi impegnarsi. Oggi non è più così. I consumatori, in particolare Millennial e Generazione Z, chiedono a gran voce alle imprese di essere le protagoniste del cambiamento del mondo e del tentativo di risolvere i problemi più urgenti che affliggono la società”.

Ciò a cui si riferisce è una crisi di fiducia ormai generalizzata, l’emergenza climatica, la disparità di reddito, la correttezza verso i collaboratori, il diritto alla salute e all'istruzione, il riscaldamento globale, le discriminazioni. “Su tutti questi temi - prosegue - ogni azienda è chiamata a rispondere, prendendo posizione e mettendo in gioco la propria reputazione. Che cosa vuol dire tutto questo? Che bisogna essere “brand activist”. E se è vero che la dichiarazione del “purpose” non basta più è altrettanto vero che è necessario passare all'azione”.

In questo senso, BMW è diventata un punto di riferimento in Italia con il progetto SpecialMente, non solo nel mondo automotive ma, più in generale, in quello delle aziende che operano nel Paese, confermandosi anche nella top ten di RepTrack unico brand automotive insieme a Ferrari.

Un lavoro intenso “che abbiamo fatto sia a livello aziendale - conclude Di Silvestre - sia attraverso l’impegno dei nostri collaboratori, sia attraverso le iniziative (sempre crescenti) della nostra rete dei Concessionari. Anche in tempi di Covid, con un importante impatto economico sul nostro business, abbiamo confermato nel 2020 tutti gli investimenti programmati in tema di CSR, come segno tangibile del nostro impegno serio, concreto, fattivo in Italia. Per esempio, donando 60 mila mascherine ai principali presidi sanitari impegnati sul territorio italiano, abbiamo fatto anche operazioni straordinarie, insieme ai nostri dealer per dare risposte puntuali alle esigenze determinate dalla pandemia”.

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