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Nuova fiammata dei prezzi dei carburanti in Italia dopo la riduzione dello sconto sulle accise sul gasolio, passato da 10 a 5 centesimi al litro. La misura, introdotta dal governo nei giorni scorsi, ha innescato – secondo le rilevazioni del Codacons – un aumento diffuso dei listini su tutta la rete distributiva nazionale. Il risultato è un ritorno del diesel sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro e una situazione particolarmente critica lungo la rete autostradale, dove i prezzi del servito superano in alcuni casi anche i 2,6 euro/litro.
Sul mercato nazionale, il prezzo medio del gasolio in modalità self service è tornato stabilmente sopra i 2 euro al litro. Secondo la mappatura aggiornata del Codacons basata sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), le regioni con i valori più elevati risultano Calabria (2,030 €/l), Molise e Sardegna (2,025 €/l), mentre nella provincia di Bolzano si raggiungono anche i 2,042 €/l. Il fenomeno conferma una tendenza già evidenziata negli ultimi mesi: la riduzione graduale delle agevolazioni fiscali sui carburanti si traduce in un immediato adeguamento dei prezzi alla pompa. Un andamento che, secondo le associazioni dei consumatori, rischia di avere effetti a catena su trasporti e beni di largo consumo.
È però sulla rete autostradale che si registrano gli aumenti più significativi. Sempre secondo il Codacons, in alcune tratte strategiche il gasolio in modalità servito ha raggiunto livelli record: fino a 2,699 euro al litro sulla A21 Torino-Piacenza, valori prossimi ai 2,63 euro su A11 e A12, e prezzi tra 2,55 e 2,59 euro su arterie fondamentali come A14, A4, A7, A3 e A1. Una dinamica che evidenzia un divario sempre più marcato tra rete ordinaria e autostrade, dove i costi di gestione e servizio amplificano gli effetti dei rincari fiscali. Per chi viaggia frequentemente, soprattutto trasportatori e pendolari su lunga percorrenza, l’impatto economico risulta particolarmente significativo.
L’elemento forse più rilevante riguarda le stime economiche. Il Codacons calcola che la riduzione dello sconto sulle accise da 10 a 5 centesimi al litro comporti un aggravio di circa 17,1 milioni di euro a settimana per gli automobilisti italiani. La cifra sale fino a 51,5 milioni di euro settimanali se il confronto viene fatto con il precedente taglio da 20 centesimi. Si tratta di un impatto diretto sulle famiglie e sulle imprese che utilizzano quotidianamente veicoli diesel, in un contesto già segnato da inflazione e aumento dei costi energetici. Gli osservatori del settore evidenziano come l’evoluzione dei prezzi carburanti resti strettamente legata alle politiche fiscali e alle dinamiche internazionali del mercato petrolifero, lasciando poco margine di stabilità nel breve periodo.