Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Il decreto Carburanti diventa legge e porta con sé una serie di misure pensate per attenuare l'impatto dell'aumento dei prezzi dei prodotti energetici. Il provvedimento riunisce diversi interventi adottati nei mesi scorsi e conferma, tra le altre cose, il meccanismo di riduzione delle accise sul gasolio. Per automobilisti e motociclisti che utilizzano il diesel, la misura rappresenta quindi un intervento diretto sul costo del rifornimento, anche se con una durata limitata nel tempo. Il decreto interviene inoltre sull'autotrasporto, con ulteriori risorse destinate alle imprese, e introduce disposizioni fiscali per le grandi società energetiche.
La misura più interessante per chi guida un'auto diesel riguarda la riduzione dell'accisa sul gasolio. Il decreto-legge 17 settembre 2026, n. 162 ha fissato l'aliquota a 572,90 euro per mille litri dal 18 al 25 settembre 2026. Dal 26 settembre al 5 ottobre 2026, invece, l'aliquota sale a 622,90 euro per mille litri, determinando una riduzione dello sconto rispetto alla prima fase. Il provvedimento prosegue quindi la strategia già adottata nei mesi precedenti per contenere il prezzo del diesel alla pompa.
Il taglio originario varato a fine luglio prevedeva una riduzione di 14 centesimi sull'accisa, alla quale si aggiungeva l'effetto dell'Iva, per un beneficio complessivo indicato in circa 17 centesimi al litro. La misura è stata successivamente prorogata attraverso ulteriori decreti. Per gli automobilisti è importante ricordare che la riduzione delle accise non equivale necessariamente a uno sconto identico e immediatamente visibile sul prezzo esposto dal distributore: il prezzo finale dipende anche dall'andamento delle quotazioni internazionali del petrolio, dal cambio euro-dollaro e dalle altre componenti che concorrono alla formazione del prezzo dei carburanti.
Il DL Carburanti guarda anche alle imprese che utilizzano il gasolio in modo intensivo. Nel provvedimento sono stati inseriti ulteriori 11,4 milioni di euro per le agevolazioni destinate al comparto dell'autotrasporto. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva già indicato le risorse come credito d'imposta destinato alle imprese di trasporto merci e passeggeri con veicoli Euro V ed Euro VI.
La misura si inserisce nel sistema di credito d'imposta sul gasolio previsto per compensare parte della maggiore spesa sostenuta dalle imprese rispetto ai prezzi di riferimento. Per il periodo marzo-agosto 2026 le aziende hanno potuto presentare domanda attraverso la piattaforma dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; il MIT ha precisato che, una volta effettuate le verifiche, il credito riconosciuto può essere visualizzato nel cassetto fiscale e utilizzato entro il 31 dicembre 2026.
Il provvedimento approvato dal Senato comprende anche misure di carattere fiscale e industriale. Tra queste figura un anticipo d'imposta del 39% sugli utili distribuiti da grandi società energetiche con ricavi superiori a 20 miliardi di euro, secondo le condizioni previste dalla norma. Si tratta di un anticipo sulle imposte legate alla distribuzione degli utili, accompagnato da un credito d'imposta di pari importo utilizzabile secondo le modalità stabilite dalla legge.
Nel pacchetto trovano inoltre spazio disposizioni relative ad Acciaierie d'Italia e al gruppo Ilva, oltre a interventi sul settore dei giochi. Per chi guida, però, il tema destinato a incidere più direttamente nel breve periodo resta quello delle accise sul diesel e dell'evoluzione dei prezzi alla pompa. La riduzione prevista fino al 5 ottobre rappresenta infatti una misura temporanea: dopo quella data sarà necessario verificare quali saranno le eventuali nuove decisioni in materia di caro carburanti.