Esiste un posto in cui il diesel è più caro che in Italia

Esiste un posto in cui il diesel è più caro che in Italia
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Il diesel in Svizzera raggiunge un nuovo record storico e arriva a 2,46 franchi al litro. Il prezzo del gasolio è sostenuto dalle tensioni sui mercati internazionali, dalla crisi dei trasporti sul Reno e dai problemi che hanno interessato la raffineria di Cressier. E per gli automobilisti il pieno diventa sempre più costoso
23 settembre 2026

Fare il pieno di diesel in Svizzera non è mai stato così caro. Il prezzo medio nazionale del gasolio ha raggiunto 2,46 franchi al litro, dopo aver già toccato quota 2,41 franchi pochi giorni prima. Il nuovo valore supera quindi il precedente record storico registrato nel 2022, quando il prezzo era arrivato a circa 2,40 franchi al litro. La corsa dei carburanti interessa anche la benzina: la senza piombo 95 è salita a 2,14 franchi al litro, mentre la 98 ha raggiunto 2,25 franchi.

Il diesel è passato da 1,78 franchi al litro a inizio 2026 agli attuali 2,46 franchi, con un incremento molto significativo nel corso dell'anno. La progressione è diventata particolarmente rapida nelle ultime settimane: il 9 settembre il prezzo medio era di 2,30 franchi, il 17 settembre aveva raggiunto 2,41 e il 19 settembre è salito ancora di 5 centesimi. Il TCS rileva quindi una crescita di 11 centesimi in una sola settimana al momento del primo record di 2,41 franchi.

 

Reno basso e crisi della raffinazione: perché i prezzi salgono

Dietro il caro carburanti c'è una combinazione di fattori. Le tensioni geopolitiche internazionali hanno ridotto l'offerta di prodotti raffinati, mentre la prolungata siccità ha fatto scendere il livello del Reno, una delle principali vie utilizzate per il trasporto dei prodotti petroliferi destinati alla Svizzera. Con il fiume in condizioni di magra, le navi possono viaggiare con carichi molto inferiori al normale: secondo le autorità svizzere, in alcuni punti possono essere trasportate circa 400 tonnellate, contro le 2.500 abituali. Questo significa più viaggi e costi logistici superiori.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono stati i problemi della raffineria di Cressier, nel Cantone di Neuchâtel, l'unico impianto di raffinazione del petrolio presente in Svizzera. Dopo un fermo tecnico durato quasi due settimane, la raffineria ha ripreso la produzione e normalmente copre poco più del 30% del fabbisogno svizzero di prodotti petroliferi. Durante l'interruzione sono state autorizzate anche deroghe temporanee alle scorte obbligatorie, con il prelievo fino a 30.000 metri cubi di diesel e altrettanti di benzina.

 

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Approvvigionamento garantito, ma il pieno resta molto caro

La riapertura di Cressier ha migliorato la situazione sul fronte dell'approvvigionamento di carburante. Le autorità federali svizzere hanno comunicato che benzina e gasolio possono nuovamente essere distribuiti attraverso i normali canali e che non sono al momento necessari ulteriori prelievi dalle riserve. Tuttavia, la situazione rimane definita tesa a causa delle difficoltà di navigazione sul Reno e delle condizioni dei mercati internazionali.

Per chi guida, dunque, il problema principale resta il costo del rifornimento. Con il diesel a 2,46 franchi al litro, un serbatoio da 60 litri arriva a costare circa 147,60 franchi. Il dato è particolarmente significativo anche per il mercato dell'auto, perché dimostra quanto le dinamiche geopolitiche e logistiche possano incidere direttamente sui costi quotidiani della mobilità. E, almeno per ora, il nuovo record del gasolio svizzero rappresenta un ulteriore segnale della forte volatilità dei prezzi dei carburanti.

 

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