Ferrari Luce: la difesa a sorpresa di James May

Ferrari Luce: la difesa a sorpresa di James May
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James May, ex volto di Top Gear, difende la nuova Ferrari Luce. Tra retroscena su Maranello e riflessioni sull'elettrico, ecco cosa pensa davvero la leggenda britannica della prima Rossa a batterie.
27 maggio 2026

C'è chi vorrebbe togliere il Cavallino dal cofano, chi ironizza sui cloni cinesi e chi si strappa i capelli. Ma nel coro quasi unanime di critiche piovute sulla Ferrari Luce, c'è una voce illustre e autorevole del giornalismo motoristico internazionale che si smarca e sorprende tutti: quella di James May.

Il celebre "Captain Slow", ex volto storico di Top Gear e The Grand Tour, è stato intervistato dalla BBC proprio per commentare la prima vettura 100% elettrica di Maranello. E la sua reazione è stata tanto lucida quanto spiazzante: la nuova Rossa, a James May, piace.

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"Un design figlio del suo tempo"

A differenza dei puristi che non riescono a digerire le linee anomale della Luce, May legge la rottura estetica e tecnologica come un passaggio necessario per il marchio: "Mi piace. Trovo interessante che abbiano fatto qualcosa di molto contemporaneo, molto moderno," ha spiegato il giornalista britannico. "Penso sia una parte importante della loro identità: la Ferrari è sempre stata profondamente legata alla propria epoca, ed è per questo che le loro vetture diventano poi dei grandi classici".

Eppure, l'arrivo di una Rossa a batterie non era nei piani ufficiali del Cavallino fino a pochi anni fa. May lo sa bene e, con il suo classico humour inglese, ha svelato un retroscena vissuto in prima persona direttamente a Maranello: "Ero in Ferrari e uno dei capi mi guardò praticamente negli occhi dicendomi: 'Noi non faremo un'elettrica'. Ed eccoci qui. A dire il vero, ho sempre pensato che prima o poi sarebbe successo. Come avrebbero potuto non farla?"

Oggi il mercato è cambiato, e secondo May il lancio della Luce non è un capriccio, ma una mossa dettata da una domanda genuina. "La gente si sta interessando alle auto elettriche, e c'è chi desidera una Ferrari elettrica", ha sentenziato.

 

Addio al motore: cosa resta della supercar?

La parte più interessante dell'analisi di May, tuttavia, riguarda proprio l'anima del marchio italiano. Il giornalista non nasconde che il passaggio alle batterie sancisca la fine di un'era e di una filosofia costruttiva ben precisa: "Se torniamo indietro di vent'anni, c'era sempre chi diceva: 'Quando compri una Ferrari, in realtà paghi il motore, e il resto della macchina te lo danno gratis'. Lo si diceva per via delle corse, dei motori, dell'estrazione della massima potenza, del rumore, delle vibrazioni... era un'esperienza puramente passionale."

Tutto questo, ammette May, con un'auto elettrica svanisce. La meccanica nuda e cruda lascia il posto al silenzio e all'elettronica. Il giudizio finale riassume perfettamente questa trasformazione: la Ferrari Luce perde forse quel brivido viscerale, diventando "più un'automobile che una supercar". Eppure, conclude serafico May, "Mi piace".

 

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