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È difficile immaginare un'auto più italiana della Fiat 500 e forse proprio per questo sorprende scoprire che una delle sue interpretazioni più particolari arriva dal Regno Unito. La protagonista è la Fiat 500 Scattante, progetto della nuova realtà La Cinquecento, nata dall'idea di Max Kindersley di riportare in strada la 500 appartenuta alla sua famiglia e rimasta per circa 25 anni in un fienile nel West Berkshire. Il risultato non è una semplice restaurazione, ma un vero e proprio restomod: l'aspetto e lo spirito della storica utilitaria restano riconoscibili, mentre telaio, sospensioni, freni, sterzo, impianto elettrico e propulsore vengono profondamente aggiornati.
La storia della 500 Scattante nasce quindi da un esemplare del 1973 trasformato in qualcosa di completamente nuovo. Il progetto della carrozzeria è stato sviluppato insieme allo studio milanese BorromeodeSilva, già coinvolto in altri importanti progetti di restomod. La carrozzeria mantiene le proporzioni della 500 originale, ma introduce passaruota allargati, nuove minigonne, cerchi specifici e fari supplementari anteriori ispirati alle auto da rally. Il risultato è una Cinquecento dall'aspetto più muscoloso, senza però tradire il disegno originale.
Il primo prototipo è stato presentato in Italia alla Tutto Bene Hillclimb, sul Mottarone, il 9 settembre 2026. La vettura punta a un peso di circa 650 kg, un valore che sottolinea la volontà di mantenere centrale la leggerezza. Nonostante l'incremento rispetto alla 500 originale, la Scattante rimane una piccola e compatta sportiva pensata soprattutto per offrire una risposta immediata ai comandi.
La trasformazione più importante è però nascosta sotto la carrozzeria. La Fiat 500 Scattante utilizza un motore bicilindrico da 802 cc derivato dalla Fiat 126, collocato posteriormente come sulla 500 originale e abbinato a un cambio manuale. Il propulsore è dotato di doppia accensione e, secondo le informazioni disponibili, non è stata ancora comunicata ufficialmente la potenza definitiva. La filosofia di La Cinquecento non punta infatti alla ricerca di numeri record, ma a reattività, erogazione della coppia e coinvolgimento del guidatore.
Anche il resto della meccanica è stato rivisto: sospensioni, freni, sterzo, raffreddamento e impianto elettrico sono stati riprogettati o profondamente modificati. Nell'abitacolo, invece, l'approccio è volutamente minimalista. Restano il volante a due razze, il tachimetro e il grande contagiri, affiancati da semplici interruttori a levetta. A fare la differenza sono dettagli più ricercati come i sedili a guscio rivestiti in pelle e suede e la pedaliera in metallo lavorato.
Il nome Scattante, che in italiano richiama un'auto agile e pronta allo scatto, riassume bene l'obiettivo di questo progetto. La Cinquecento non vuole trasformare la 500 in una piccola supercar, ma estremizzare ciò che ha reso celebre l'originale: leggerezza, semplicità, carattere e piacere di guida. È la stessa filosofia dichiarata da Kindersley, che ha scelto di migliorare profondamente la vettura senza cancellarne l'identità.
La produzione sarà estremamente limitata: La Cinquecento prevede infatti di realizzare soltanto pochi esemplari all'anno, configurati secondo le richieste dei clienti. Il prezzo indicativo è di circa 150.000 sterline, una cifra che la colloca inevitabilmente nel mondo delle auto da collezione e delle elaborazioni artigianali. La 500 Scattante diventa così un curioso incontro fra heritage italiano, design milanese e artigianato britannico: una piccola Fiat nata oltre mezzo secolo fa che oggi prova a conquistare una nuova generazione di appassionati attraverso la formula del restomod.