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La batteria allo stato solido entra in una nuova fase dello sviluppo di BYD. Stella Li, Executive Vice President del costruttore cinese, ha confermato che già il prossimo anno sarà possibile vedere un veicolo equipaggiato con la nuova tecnologia. Una dichiarazione che segna un passaggio importante per uno dei principali protagonisti mondiali della mobilità elettrica, ma che va interpretata correttamente: il progetto riguarda innanzitutto una vettura dimostrativa, utile a verificare il funzionamento della tecnologia in condizioni reali, e non ancora un modello pronto per i clienti.
Stella Li ha spiegato che BYD studia praticamente ogni possibile evoluzione nel campo degli accumulatori e considera la propria ricerca sulle batterie allo stato solido in una posizione di primo piano. L'obiettivo dichiarato è portare nel 2027 un modello dotato di questa tecnologia. Al momento, però, BYD non ha indicato quale sarà l'auto scelta, né ha fornito dati definitivi su capacità della batteria, autonomia, prestazioni o tempi di ricarica.
La novità va quindi letta come una tappa concreta verso la sperimentazione su strada. Il programma si inserisce in una roadmap già delineata nei mesi scorsi: il responsabile tecnologico delle batterie BYD, Sun Huajun, aveva indicato il periodo 2027-2029 come una fase di dimostrazione delle batterie allo stato solido a elettrolita solfuro, con una successiva espansione industriale prevista intorno al 2030.
Rispetto alle attuali batterie agli ioni di litio con elettrolita liquido, la tecnologia solid-state promette diversi vantaggi: maggiore densità energetica, possibilità di ridurre peso e ingombri a parità di energia immagazzinata e, potenzialmente, un miglioramento dei livelli di sicurezza. Per un'auto elettrica significa poter puntare, almeno in prospettiva, su maggiore autonomia o su batterie più compatte e leggere.
La strada verso la produzione di massa, tuttavia, è ancora complessa. BYD ha evidenziato problemi legati alla stabilità delle interfacce tra i diversi materiali, alla gestione delle dendriti di litio, ai rendimenti produttivi e soprattutto ai costi. Nel caso degli elettroliti a base di solfuri, inoltre, la sensibilità all'umidità richiede processi produttivi particolarmente controllati. Il responsabile scientifico Lian Yubo ha definito nel 2026 lo sviluppo della tecnologia una fase di “svolta cruciale”, sottolineando però che restano importanti ostacoli ingegneristici e industriali.
BYD non è sola nella corsa alle batterie allo stato solido. In Cina anche CATL, Geely, Chery e altri produttori stanno preparando programmi di produzione pilota e test su strada, con il 2027 che si sta rapidamente trasformando nell'anno chiave per la prima ondata di dimostrazioni automobilistiche. CATL, in particolare, ha indicato anch'essa il 2027 per l'avvio della produzione sperimentale su piccola scala. Per BYD, però, il passaggio dalla ricerca al veicolo rappresenta soltanto l'inizio. Le precedenti indicazioni aziendali parlano di piccoli lotti dimostrativi intorno al 2027 e di una vera espansione industriale più avanti, con l'obiettivo di portare progressivamente la tecnologia anche su modelli meno costosi.
La stessa BYD prevede infatti una lunga convivenza tra batterie tradizionali e stato solido: secondo Lian Yubo, le batterie agli ioni di litio e le nuove soluzioni potrebbero coesistere per 15-20 anni, perché caratteristiche, costi e applicazioni continueranno a differenziare le varie tecnologie. Il 2027 sarà dunque soprattutto l'anno della prova sul campo. Se i test confermeranno affidabilità, durata, sicurezza e vantaggi economici, la batteria allo stato solido BYD potrà compiere il passo successivo verso la produzione su scala più ampia. Per ora, però, parlare di una rivoluzione già pronta per arrivare nei concessionari sarebbe prematuro: la vera partita si giocherà nella capacità di trasformare un risultato tecnologico in un prodotto industriale competitivo.