BYD scatena i robot: presto 3 umanoidi in ogni concessionaria. I venditori sono a rischio?

BYD scatena i robot: presto 3 umanoidi in ogni concessionaria. I venditori sono a rischio?
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BYD non vuole limitarsi a usare i robot umanoidi nelle fabbriche. Il costruttore cinese punta a portarli anche nelle concessionarie, dove potrebbero accogliere i clienti, spiegare le auto e persino mostrarne le funzioni. E ora il progetto entra nella fase decisiva
10 agosto 2026

La prossima persona a cui potremmo chiedere informazioni entrando in una concessionaria BYD potrebbe non esserlo. Il costruttore cinese sta infatti accelerando sul fronte della robotica umanoide, con un progetto che punta a portare i robot direttamente negli showroom. L'obiettivo non sarebbe, almeno per ora, sostituire i venditori, ma affiancarli nelle attività di accoglienza, presentazione delle vetture e dimostrazione delle loro funzioni. BYD ha confermato l'intenzione di presentare il suo primo robot umanoide nell'agosto 2026, mentre la vicepresidente esecutiva Stella Li ha indicato un obiettivo decisamente ambizioso: arrivare a due o tre robot per ogni punto vendita.

Il protagonista del progetto si chiama Xiao Di ed è stato concepito proprio pensando all'interazione con il pubblico. Il robot potrà occuparsi del primo contatto con il cliente, illustrare i diversi modelli della gamma, spiegare caratteristiche e funzionamento delle vetture e realizzare vere e proprie dimostrazioni. Le caratteristiche sono pensate per rendere l'interazione il più naturale possibile. Xiao Di è alto 1,61 metri, pesa 58,5 kg e dispone di una struttura articolata che permette di muovere gambe, mani e collo. Il sistema integra inoltre visione a 360 gradi, riconoscimento facciale e capacità di interpretare gesti e movimenti delle labbra. Un altro elemento particolarmente interessante è la capacità di comunicare in 12 lingue, comprendendo sei dialetti cinesi e sei lingue straniere.

BYD: due o tre robot in ogni concessionaria

La parte più sorprendente del progetto riguarda però la scala dell'operazione. Stella Li ha dichiarato di voler arrivare a due o tre robot in ogni showroom BYD, con la possibilità di renderli commercialmente utilizzabili entro uno o due anni. I robot dovrebbero spiegare le vetture, intrattenere i visitatori e persino effettuare dimostrazioni delle funzionalità delle automobili. Il costruttore cinese sta dunque cercando di trasformare la propria rete commerciale in un laboratorio per la cosiddetta embodied AI, cioè un'intelligenza artificiale inserita in macchine capaci di percepire l'ambiente e interagire fisicamente con esso.

Non è ancora il momento di parlare di concessionarie senza esseri umani. La stessa Li ha sottolineato che il rapporto personale con il cliente continuerà ad avere un ruolo importante. L'obiettivo dichiarato è piuttosto quello di migliorare il servizio attraverso la robotica, lasciando agli addetti umani le attività nelle quali empatia, negoziazione e relazione personale rimangono fondamentali.

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Dalle fabbriche agli showroom: la nuova sfida dell'industria auto

L'ingresso di BYD nella robotica umanoide si inserisce in una corsa molto più ampia che coinvolge ormai buona parte dell'industria automobilistica. BMW sta sperimentando robot umanoidi negli stabilimenti statunitensi, mentre Mercedes lavora con Apollo per attività di movimentazione e mansioni ripetitive. Anche Tesla, Hyundai, GAC e altri costruttori cinesi stanno sviluppando o testando soluzioni analoghe. La differenza di BYD è soprattutto nell'utilizzo immaginato per questi robot. Se nelle fabbriche l'obiettivo principale è automatizzare operazioni ripetitive, nello showroom il robot entra direttamente in contatto con il consumatore.

È un passaggio molto più delicato, perché richiede capacità di comunicazione, riconoscimento dell'ambiente e una gestione naturale dell’interazione. Automotive AI e robotica condividono diverse basi tecnologiche: percezione, elaborazione delle informazioni, controllo del movimento, software e integrazione dell'hardware. È proprio questa sovrapposizione che spinge il costruttore a considerare la robotica un'estensione naturale delle proprie competenze.

Il primo robot BYD è ormai vicino

Alla fine di luglio BYD ha confermato che il suo primo robot umanoide sarà presentato ad agosto in uno dei suoi centri esperienziali Di Space. Un'anticipazione pubblicata da un centro BYD di Zhengzhou aveva già lasciato intendere l'imminente debutto del prototipo. Resta da capire quanto rapidamente Xiao Di potrà passare dalla fase dimostrativa a quella commerciale. Il settore della robotica umanoide è infatti ancora giovane e deve risolvere problemi importanti legati a autonomia energetica, intelligenza artificiale, sicurezza e capacità di operare in ambienti imprevedibili.

Gli showroom, tuttavia, rappresentano un ambiente relativamente controllato e potrebbero essere uno dei primi luoghi nei quali rendere economicamente sostenibile l'impiego di questi sistemi. La vera partita, quindi, potrebbe essere appena iniziata. Per BYD l'auto del futuro non è soltanto elettrica, connessa e intelligente: potrebbe avere anche un collega umanoide pronto ad accogliere il cliente. E se il piano dei due o tre robot per concessionaria dovesse davvero diventare realtà, la trasformazione del mondo dell'auto sarebbe molto più profonda di quanto oggi possiamo immaginare.

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