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Fusione PSA-FCA: è ufficiale, c'è l'accordo

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Fusione 50/50, sede in Olanda, Elkann presidente e Tavares amministratore delegato. Ecco i termini dell’accordo votato all’unanimità dai consigli dei due Gruppi

Fusione PSA-FCA: è ufficiale, c'è l'accordo

I Gruppi FCA e PSA hanno ufficializzato i termini dell’accordo di fusione anticipato dalla stampa nelle scorse ore. Il Consiglio di Sorveglianza di Peugeot S.A. e il Consiglio di Amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles N.V. Hanno infatti concordato all’unanimità di lavorare a una piena aggregazione dei rispettivi business tramite una fusione paritetica.

Entrambi i consigli hanno dato mandato ai rispettivi team di portare a termine i negoziati, con l’obiettivo di raggiungere nelle prossime settimane un Memorandum of Understanding vincolante.

La nota che ufficializza la volontà di unire i due Gruppi conferma sostanzialmente le stime: l’aggregazione proposta creerebbe il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di vetture vendute con una capacità di 8,7 milioni di veicoli all’anno, ricavi complessivi di quasi 170 miliardi di euro e un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro.

Gli azionisti di ciascuna società deterrebbero il 50% del capitale del nuovo gruppo risultante dalla fusione. L’operazione verrebbe effettuata in forma di fusione sotto una capogruppo olandese e la struttura di governance della nuova società sarebbe bilanciata tra gli azionisti, con una maggioranza di consiglieri indipendenti. Il consiglio di amministrazione sarebbe composto da 11 membri.

Cinque membri del consiglio di amministrazione sarebbero nominati da FCA, incluso John Elkann in qualità di Presidente, e cinque da Groupe PSA, incluso il Senior Independent Director e il Vice Presidente. Carlos Tavares sarebbe l’amministratore delegato, oltre che membro del Consiglio di Amministrazione, per un mandato iniziale di cinque anni.

Prima del perfezionamento dell’operazione, FCA distribuirebbe agli azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro, nonché la propria partecipazione in Comau, mentre PSA offrirebbe ai propri la partecipazione del 46% detenuta in Faurecia. La nuova azienda risultante dalla fusione avrebbe sede in Olanda e sarebbe quotata in Borsa sui listini di Parigi, Milano e New York.

PSA e FCA hanno manifestato l’intenzione di mantenere la medesima forza lavoro, senza alcuna chiusura di stabilimenti, un’eventualità che aveva allarmato i sindacati in mancanza di notizie certe da parte delle due aziende.

Piattaforme e tencologie condivise porterebbero ad una creazione di valore per 3,7 miliardi di euro, che «deriverebbero principalmente da una più efficace allocazione delle risorse per gli investimenti di larga scala in piattaforme veicoli, sistemi di propulsione e tecnologie e dalla maggiore capacità di acquisto insita nella nuova dimensione del gruppo risultante dalla fusione», spiega la nota di PSA-FCA, «riconoscendo - aggiunge - nel contempo il valore significativo della piattaforma differenziata di FCA in Nord America e la sua forte posizione in America Latina, compresi i suoi margini ai vertici del settore in quelle regioni. Ciò rifletterebbe anche il valore aggiunto che i marchi globali di fascia alta di FCA, Alfa Romeo e Maserati, apporterebbero grazie al loro notevole potenziale di sviluppo. Il portafoglio esteso coprirebbe tutti i segmenti di mercato con marchi iconici e prodotti competitivi basati su piattaforme razionalizzate e sull’ottimizzazione degli investimenti».

Mike Manley ha dichiarato: «Sono contento di avere l’opportunità di lavorare con Carlos e il suo team su questa aggregazione che ha il potenziale di cambiare il settore. Abbiamo una lunga storia di cooperazione di successo con Groupe PSA e sono convinto che, insieme a tutte le nostre persone, potremo creare una società leader nella mobilità a livello globale».

Per Carlos Tavares, «Questa convergenza crea un significativo valore per tutti gli stakeholder e apre a un futuro brillante per la società risultante dalla fusione. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora con Mike e sarò molto felice di continuare a lavorare con lui per costruire insieme un grande gruppo».

  • Andrea Moro

    Sicuramente ne faranno le spese gli operai italiani a favore di quelli francesi, Fiat e Lancia sono cotte, a PSA interessava Maserati, Alfa Romeo e Jeep. Non capisco come abbiano accettato la fusione paritetica, visto PSA dopop aver acquistato Opel stava andando forte, mentre FCA è bollita (lo dico con dispiacere visto che sono 30 anni che guido solo auto gruppo Fiat).
  • Francesco.Tonin, Verona (VR)

    Mah, a leggere i commenti , vedo un astio più o meno giustificato, verso FCA. Non capisco perchè il nuovo gruppo, dalla stessa piattaforma, non possa far crescere più modelli di diversi marchi, mentre altri costruttori fanno lo stesso da anni, come se questi ultimi fossero gli"unti dal Signore", unici capaci di fare questo. Vag che fa da anni con i suoi marchi "popolari" Audi, VW, Seat , Skoda? Un copia incolla di motori, telai, sospensioni, elettronica, solo in parte rivisitata in funzione dei marchi, qualche allestimento esclusivo.. Poi se qualcuno non compera FCA perchè ce l'ha a morte con questa casa , mbè ce ne faremo una ragione, si vive lo stesso, i problemi sono altri mica si sta a vedere cosa compera il Kawaliere nipponico.
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