Giti Tire, quell’elefante proteso verso la qualità del pneumatico a giusto prezzo

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Il produttore di pneumatici asiatico porta in Italia una gamma prodotti completa, con alle spalle ricerca fatta in Europa anche per la sostenibilità e a valle attività di marketing che toccano settori dello sport. L’intervista al nuovo responsabile per il mercato tricolore, Daniel Gonzalez (anche podcast)
14 luglio 2022

In Italia forse non tutti conoscono il marchio di pneumatici Giti Tire, di cui su automoto.it abbiamo già parlato. Il costruttore di origini asiatiche vanta una lunga presenza nel Vecchio Continente, per una gamma estesa di prodotti a uso sia auto sia camion.

Daniel González, fresco responsabile del brand per il mercato italiano, da maggio 2022, ci spiega qualcosa in più dell’azienda e degli obiettivi, che riguardano Europa e Bel Paese.

Daniel Gonzalez, responsabile per il mercato Italia
Daniel Gonzalez, responsabile per il mercato Italia

Siete un marchio ancora relativamente poco noto a molti, in Italia. Come vi descrivete nel percorso storico e cosa proponete?

“Per qualcuno sembra nuovo, ma il marchio Giti lavora già da oltre 25 anni in Europa con prodotti Quality. Alle spalle una storia lunga oltre 70 anni, partendo dalla fondazione a Singapore. La capacità produttiva ora è in Cina e Indonesia, ma guardiamo da decenni all’Europa puntando sempre alla qualità. Con un prezzo molto buono in ogni mercato dove entriamo. È il nostro primo obiettivo“.

Vale per ogni Paese questo approccio, o è dedicato?

“La strategia è la stessa per tutta Europa. Dove l’Italia è tra i mercati più importanti, forse il più importante. Abbiamo un’ottima sinergia con Magri gomme, da sempre partner esclusivo sull’Italia (per la distribuzione, ndr). Sono molto felice e li ringrazio per quello che fanno, nello sviluppare il nostro marchio qui”.

Quindi nonostante i tempi perturbati del settore automotive, i risultati soddisfacenti?

“Sì, il trend è molto buono con gli anni, in termini di vendita ma anche di sviluppo. Non siamo molto conosciuti, vero e per quello lavoriamo con un importatore che è molto valido, divenendo molto complici. Per noi è molto importante avere il partner giusto in Italia e lo abbiamo”.

Quali tecnologie o caratteristiche sono tipiche della produzione Giti Tire, tra Asia ed Europa?

“Abbiamo un centro di R&D in Germania, che ci caratterizza molto rispetto ad altri produttori di Asia e Cina. Tutto viene sviluppato qui in Europa, soprattutto testato in Europa e solo poi fabbricato in Asia, Cina o Indonesia. Siamo certi di avere prodotti che vanno bene per clima e applicazioni di ogni nazione europea. Sia auto, sia truck. Altri non fanno così, mentre noi teniamo ad un prodotto che ci diversifica, per fornire gomme prodotte come premium a prezzo quality”.

Quale invece la caratteristica tipica del vostro prodotto rispetto al mercato?

“Il nostro primo obiettivo è avere la qualità della gomma, con una base di sicurezza per il cliente e anche lungo chilometraggio. Per tutto il chilometraggio esigiamo che il pneumatico e la mescola diano comportamento costante. Un funzionamento ottimale anche ai limiti di valore minimo consentito per il battistrada, non solo da nuovo. Per noi è molto importante che tutta la vita del pneumatico garantisca la stessa qualità. Per questo nei nostri test facciamo prove complete, anche quando il battistrada è sotto misura minima, inutilizzabile”.

Collaborate con qualche costruttore anche in Europa?

“Prima della pandemia eravamo con i più famosi costruttori di rimorchi. Ora stiamo recuperando il primo equipaggiamento sul Tridec per l’Europa. Per la parte Truck siamo molto forti in Asia, dove abbiamo un grande peso dell’OE. A breve apriremo posizioni del genere anche qui”.

Lavorate anche nel Motorsport, quali le categorie preferite e con quali obiettivi?

“Il team Motorsport è presente sia per autocarro sia per vetture. Nei truck siamo molto forti, in UK, mentre per le auto seguiamo diverse gare importanti in Germania. La prima volontà è quella di usare gli sviluppi tecnici per le nostre gomme, dal circuito alla strada (come per il GitiCompete GTR1). Che poi è anche la seconda, visto il peso del marketing con questo slogan. Non è da tutti: un’azienda con produzione cinese o da Indonesia, che va nelle competizioni europee, con buoni risultati. Sono pneumatici gara ma non di quelli estremi (es. da Formula) utili per migliorare quelli da uso in strada, pensando alla classica 24 Ore del Nürburgring (dove i team Giti Tire Motorsport by WS Racing, hanno ottenuto podio e vittoria di classe nel 2022, ndr)“.

Cosa ne pensate degli pneumatici dedicati agli EV e come approcciate i veicoli elettrificati?

“Noi stiamo puntando maggiormente, ora, allo sviluppo di pneumatici green che siano più sostenibili ed ‘eco’ per quello che riguarda consumo carburante e rumorosità. Lo preferiamo rispetto a sviluppare pneumatici esclusivi da elettrico. È un cammino ancora lungo, soprattutto per il mondo truck, quello dell’elettrificazione. Vero che il pneumatico deve essere un po’ diverso, a causa di massa e accelerazione delle BEV: comportano carcassa e mescole diverse. È però ancora una piccola parte del mercato. Evolviamo man mano anche questo fronte, ma non è la nostra priorità attuale come il dare subito più efficienza“.

Quali misure avete preso per la sostenibilità e con che risultati?

“Alla fine questa è un’azienda che deve vendere pneumatici. Tutti questi pneumatici nelle varie misure (come Giti GSR237 Combi Road 355/50R22.5, Giti GSR236 Combi Road 215/75R17.5 e Giti GDL617 Ecoroad 315/70R22.5, tipiche premium) li sviluppiamo sempre più green per il mercato di oggi. Arrivando a una etichetta B per il rotolamento e A sulla rumorosità”.         

Siete aperti a sponsorizzazioni e attività su fronti esterni al settore auto, come mai?

“Nei due anni passati abbiamo sponsorizzato la maratona di Berlino, tra le più famose d’Europa. Supportiamo anche la Hockey League europea ed il Kitesurf internazionale. Il motivo è che vogliamo essere un po’ diversi dagli altri, puntiamo ad altro tipo di persone e target, rispetto a chi spende tutto il budget nel calcio e gli sport più popolari”.

Come volete essere visti, da chi vi impara a conoscere?

“Vogliamo essere consolidati sul segmento quality, una gamma di prodotti che il cliente finale ma anche l’officina riconosce, per qualità e sicurezza. Chiunque può restare tranquillo che con Giti avrà un prodotto tra i migliori del mercato, in termini di qualità / prezzo”.

Un’ultima curiosità, perché l’elefante?

“L’elefante è il simbolo, portafortuna da sempre per il marchio Giti. È nato con l’azienda, dal 1951, quando si chiamava Gajah Tunggal (che significa proprio elefante). In lui ci sono i valori di affidabilità, resilienza e forza, tipici dell’azienda”.

Da Moto.it

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