riflessioni

Il dramma di Roma e l'urgenza di ripensare le città

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Le due ragazze sedicenni investite da un'auto guidata da un ragazzo poco più grande, le loro famiglie distrutte: l'ennesimo caso che dovrebbe spingere tutti a riflettere - ancora una volta - sullo stato della mobilità nel nostro Paese e a pretendere un serio progetto, che coinvolga politica e amministrazioni

Il dramma di Roma e l'urgenza di ripensare le città

Di questi tempi, si fa un gran bel parlare delle smart city, le città intelligenti che dovrebbero renderci tutti più sicuri e più felici di circolare sulle nostre strade.

Ormai il processo è avviato e la penetrazione, via via crescente, del 5G dovrebbe agevolarne lo sviluppo e la realizzazione.

Nei mesi a venire, pertanto, vedremo tanti cambiamenti, in qualche caso repentini, in altri più graduali, ma quel che è certo è che nulla sarà più come prima, e che l'impatto che tutto ciò avrà sul quotidiano sarà straordinario, paragonabile a quello che la rivoluzione industriale impresse alla mobilità dai primi del Novecento in poi.

Ma c'è un ma. Contenti o meno degli stravolgimenti che stanno per invadere le nostre strade, e consapevoli che il progresso proseguirà comunque per la sua strada, è necessario un altro passaggio. Anzi è fondamentale. Dirimente. Ed è quello che chiama in causa la politica. E con essa, anzi ancora di più, chi è deputato ad amministrarla, la cosa pubblica. A tutti i livelli.

Il dramma che si è abbattuto in corso Francia a Roma dovrebbe servire, una volta ancora, come spinta per mettere in atto quel piccolo - se comparato a quello monumentale che trasformerà i luoghi in cui viviamo in coacervi di intelligenze artificiali - progetto di intelligenza, questa volta sì, umana, che dovrebbe concimare il terreno delle meraviglie che la tecnologia ci sta promettendo.

Occorre, pertanto, che la politica e le amministrazioni mettano in primo piano tutta una serie di questioni che toccano tutti, ma proprio tutti, da vicino, e in ogni metro che percorriamo sulle nostre strade.

Non è più pensabile che, soprattutto tra i giovani e i giovanissimi, la prevenzione sui rischi che si corrono alla guida sia un dettaglio di quelli che si possono anche trascurare.

Non è più tollerabile che gli omicidi stradali siano più numerosi degli etilometri e dei controlli sulle strade.

Non è più concepibile che la pioggia, anche quella non eccezionale, trasformi l'asfalto delle nostre strade in una trappola mortale e che faccia sparire la segnaletica orizzontale come se fosse stata disegnata con i pastelli a cera. E che quella verticale sia fitta e ridondante al punto da dire troppo, e quindi niente.

Non è più accettabile che ogni ponte e viadotto venga attraversato con la paura che si possa sbriciolare sotto le nostre ruote.

Non è più possibile che in auto (ma anche in moto) oltre a guidare si facciano cose che distolgono da tale attività. Quantomeno non prima che l'intelligenza delle macchine sia comparabile a quella di tutti noi, individui normali.

Buon Natale

  • Ponan68, Monza (MB)

    Sicuramente le tecnologie che arriveranno nei prossimi anni aiuteranno maggiormente ad evitare drammi come questi. Ma se già oggi in tutte le auto venissero obbligatoriamente adottati sistemi come l'Active Braking With Pedestrian Detection (il sistema di frenata automatica con riconoscimento dei pedoni) oppure gli alcohol interlock (il guidatore soffia in un dispositivo in auto e in caso di esito positivo all’alcool, quest’ultima non parte), molto probabilmente non saremmo qui a parlarne. Non sono tecnologie del futuro e non costano uno sproposito.
  • MAXPAYNE IT, Fusignano (RA)

    Tante chiacchiere per nulla. Mi dispiace ma ha ragione Feltri. Che azz ci facevano le due in giro a mezzanotte a giocare a scavalca guard Rail? Mettici il terzo idiota alla guida ,fatto come un coltivatore di Maria, e ubriaco ,oltretutto, come un distillatore di whisky del Tennessee, di contrabbando e la disgrazia l'hai già spiegata. Ripensare è obbligatorio, ma mica la città, l'educazione da dare a questi sbruffoni che non fanno nulla da mattina a sera, se non pensare a idiozie simili . Quando impareranno a usare la testa, al posto di fracassarsela in un muro, causa idiozie personali spacciate per libertà, cesseranno all'istante ,tragedie come questa. E tutto passa dalle famiglie, che evidentemente non hanno idea di come si tira su un figlio sano.
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