Il futuro dell’AI potrebbe arrivare dal mare: questa nave fa una cosa incredibile, ecco cosa

Il futuro dell’AI potrebbe arrivare dal mare: questa nave fa una cosa incredibile, ecco cosa
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Una nuova idea per i data center dell’intelligenza artificiale arriva dal mare. Si chiama Kraaken ed è una piattaforma offshore progettata da Optimal Transit per produrre autonomamente l’energia necessaria al calcolo, sfruttando il calore dell’oceano e quello di scarto generato dai server
15 agosto 2026

Lintelligenza artificiale non ha soltanto bisogno di chip sempre più potenti: per funzionare su larga scala richiede enormi quantità di energia elettrica, sistemi di raffreddamento e infrastrutture. Da qui nasce Kraaken, un progetto che porta i data center direttamente in mare trasformandoli, di fatto, in grandi piattaforme energetiche mobili. Presentata da Optimal Transit nel luglio 2026, la famiglia Kraaken comprende configurazioni da 10, 20, 50 e 100 MW ed è pensata per ridurre la dipendenza dalla rete elettrica terrestre, dal suolo e dall'acqua dolce.

Un data center galleggiante che genera la propria energia

Il cuore del progetto è la tecnologia proprietaria Digital Ocean Thermal (DOT), un sistema multi-stadio che combina l'energia termica naturalmente presente nell'oceano con il calore di scarto prodotto dai data center. L'obiettivo è trasformare un sottoprodotto normalmente destinato a essere disperso in una nuova fonte energetica, utilizzando contemporaneamente l'acqua fredda dell'oceano per il raffreddamento. Il sistema dovrebbe consentire un funzionamento continuativo, 365 giorni l'anno, in condizioni marine che vanno dalle acque equatoriali fino alle regioni artiche.

Il DOT integra tecnologie come un ciclo Rankine multistadio, il recupero dell'entalpia, sistemi di sovralimentazione e sintesi di ammoniaca verde. È importante sottolineare che si tratta, al momento, di un progetto in fase di sviluppo: la società prevede di completare i disegni ingegneristici pronti per la certificazione ABS e la validazione tramite digital twin della tecnologia DOT prima di procedere verso la produzione.

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Da 10 a 100 MW: così sarà la Kraaken

Le piattaforme Kraaken utilizzano una configurazione navale SWATH (Small Waterplane Area Twin Hull), caratterizzata da due scafi e da un'area ridotta a contatto con la superficie dell'acqua. Una soluzione che punta soprattutto sulla stabilità, un requisito fondamentale per ospitare infrastrutture di calcolo ad alta densità e sistemi di raffreddamento a liquido. La gamma parte dai modelli 10/20 MW, lunghi circa 76 metri e destinati a edge computing, cloud sovrano e applicazioni regionali di AI.

Al vertice ci sono invece le versioni 50/100 MW, lunghe circa 91 metri, pensate per l'addestramento dell'intelligenza artificiale, gli hyperscaler e i grandi modelli linguistici. Una caratteristica particolarmente interessante è la mobilità. Le Kraaken potranno essere ormeggiate stabilmente al largo oppure operare in autonomia. In caso di condizioni meteorologiche estreme, la piattaforma potrebbe sganciarsi e spostarsi con la propria propulsione a una velocità dichiarata fino a 16 nodi, circa 30 km/h, evitando le tempeste più intense. Il collegamento con la terra sarà garantito da comunicazioni ad alta banda, comprese connessioni ottiche e satellitari.

Costi, vantaggi e dubbi: la sfida è ancora da dimostrare

Secondo le stime di Optimal Transit, un data center AI da 100 MW costruito sulla terra può richiedere tra 900 milioni e 1,5 miliardi di dollari di infrastrutture, esclusi server e GPU, mentre i costi operativi annuali possono arrivare a 80-150 milioni di dollari. Per una Kraaken da 100 MW, invece, la società indica un investimento infrastrutturale inferiore a 500 milioni di dollari e costi operativi annuali nell'ordine di 10-20 milioni. Sono però valori previsionali forniti dall'azienda e dovranno essere verificati dalla realizzazione concreta del progetto. Il concetto è interessante anche perché affronta contemporaneamente alcuni dei principali problemi dei moderni data center: disponibilità di elettricità, consumo di acqua per il raffreddamento, occupazione di suolo e tempi necessari per autorizzazioni e costruzione.

La società punta inoltre a una vita operativa di circa 30 anni della piattaforma navale, aggiornando nel tempo l'hardware informatico senza dover necessariamente sostituire l'intera infrastruttura. La tecnologia, tuttavia, non è ancora una soluzione commerciale operativa: il progetto deve superare le fasi di ingegnerizzazione, validazione e finanziamento. Optimal Transit prevede di utilizzare l'attuale raccolta Series A per completare i progetti dei modelli da 20 e 100 MW e, dopo un'eventuale Series B nel 2027, punta ad avviare la produzione delle prime piattaforme. Se le promesse saranno confermate, Kraaken potrebbe rappresentare un nuovo modo di costruire le infrastrutture necessarie all'AI, spostando una parte della corsa alla potenza di calcolo dalla terraferma al mare.

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