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Doveva essere il manifesto tecnologico e il simbolo indiscusso della transizione ecologica firmata Porsche, ma la realtà del mercato si è rivelata ben più amara delle aspettative. Dalla Germania rimbalzano indiscrezioni che, se confermate,segnerebbero un clamoroso dietrofront strategico: la produzione della Porsche Taycan potrebbe interrompersi definitivamente entro il 2030.
A lanciare la notizia è l'autorevole magazine economico tedesco WirtschaftsWoche, secondo cui la dirigenza di Zuffenhausen avrebbe già delineato una "via d'uscita" a lungo termine per la sua prima ammiraglia completamente elettrica.
I numeri parlano chiaro e sembrano giustificare questo drastico cambio di rotta. Dopo un iniziale entusiasmo e un forte successo commerciale al lancio, la Taycan ha subito una severa flessione. Dalle ben 41.000 unità consegnate globalmente nel 2023, le vendite sono precipitate a circa 16.000 lo scorso anno. Il trend negativo non ha accennato a fermarsi: nei primi sei mesi del 2026, le consegne non sono riuscite a superare la modesta soglia di 6.700 vetture.
Questa perdurante debolezza della domanda, unita ad alcuni problemi di affidabilità che hanno minato la fiducia e rallentato la diffusione del modello, ha costretto i vertici a interrompere le linee di assemblaggio in più occasioni nel corso degli ultimi mesi. Inizialmente la dirigenza aveva persino valutato il trasferimento della produzione nello stabilimento di Lipsia. Tuttavia, secondo le fonti tedesche, un accordo di massima (seppur non ancora formalizzato nei dettagli) tra la direzione e il consiglio di fabbrica avrebbe stabilito di mantenere la produzione a Zuffenhausen, ma con una data di scadenza fissata proprio al 2030. Sull'arrivo di un'eventuale erede, al momento, vige il buio totale.
La crisi della Taycan si inserisce in un contesto industriale ben più ampio. Porsche ha deciso di tirare il freno a mano sul proprio percorso verso la mobilità esclusivamente a batteria, prendendo atto di una scarsa propensione all'acquisto di vetture elettriche (BEV) da parte del proprio zoccolo duro di appassionati.
Non a caso, la Casa ha già provveduto a cancellare l'ambizioso obiettivo - sbandierato nel 2022 - che prevedeva di raggiungere una quota dell'80% di vendite totali di veicoli elettrici entro la fine del decennio. Un ripensamento che sta inevitabilmente influenzando l'intera gamma: se da un lato la nuova Macan a batteria ha da poco debuttato, dall'altro si rincorrono voci sempre più insistenti sull'arrivo di una variante con motore termico per il nuovo SUV, un'ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava categoricamente esclusa dai piani di Zuffenhausen.
Per ora, Porsche ha preferito trincerarsi dietro un gelido "no comment" riguardo alle rivelazioni della WirtschaftsWoche.L'unico appiglio ufficiale per decifrare le reali intenzioni dell'azienda resta una dichiarazione rilasciata a fine luglio alla Frankfurter Allgemeine Zeitung dall'amministratore delegato Michael Leiters.
In quell'occasione, il manager aveva tentato di rassicurare gli animi, usando però un vocabolario che oggi suona decisamente sibillino: "Non abbiamo intenzione di interrompere la produzione della Taycan a breve termine. Abbiamo investito molto in questo modello e vogliamo aspettare e vedere come si evolve la domanda". È proprio quel riferimento temporale al "breve termine" ad alimentare i dubbi sul destino a lungo raggio della berlina sportiva, un progetto colossale che rischia di trasformarsi da rivoluzione in un capitolo chiuso della storia Porsche.