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Appassionati, automobilisti, ma soprattutto Subaristi: c'è una notizia di particolare importanza per chi ama il marchio delle Pleiadi, ma che si deve comunque prendere - come si suol dire - con le "pinze". Subaru sembra infatti pronta a rispolverare l'eredità lasciata dalle gloriose Impreza dominatrici del mondo dei rally, preparando il terreno per il grande ritorno dell'iconica dinastia STI.
Durante un recente evento del campionato Super Taikyu, il costruttore nipponico ha proiettato un'immagine teaser che mostra tre vetture misteriose nascoste sotto un telo. Il messaggio per gli appassionati è chiaro: l'intenzione è quella di riportare il vero temperamento sportivo nella gamma, puntando fermamente su nuovi motori endotermici a quattro cilindri.
Due delle tre sagome celate dal drappo sembrano destinate a reinterpretare la leggendaria WRX, sigla un tempo associata alle varianti estreme della Impreza e oggi diventata un modello a sé stante, che potremo definire meglio come un allestimento "speciale". Le linee lasciano intuire l'arrivo di due carrozzerie distinte: una classica berlina a tre volumi e una declinazione hatchback o station wagon, caratterizzata da un assetto leggermente più rialzato che potrebbe richiamare lo spirito rugged dei Forester ad alte prestazioni.
Nonostante i teli, sono ben visibili i tratti inconfondibili del DNA Subaru, a partire dalla celebre presa d'aria sul cofano, indispensabile per l'intercooler del motore boxer. Passaruota allargati e fiancate scolpite suggeriscono inoltre un design quasi rétro, dalle forme aggressive e marcatamente squadrate.
Sotto il cofano non ci sarà spazio per compromessi elettrificati e, stando alle indiscrezioni provenienti dal Giappone, le nuove WRX manterranno il propulsore turbo a quattro cilindri contrapposti da 2,4 litri. La novità risiederà nelle calibrazioni, che dovrebbero spingere la potenza ben oltre la soglia dei 300 cavalli, con un picco di coppia superiore ai 400 Nm. A fare la gioia dei puristi sarà soprattutto il ritorno di un irrobustito cambio manuale a sei marce (precedentemente dismesso su questi livelli di potenza), ovviamente accoppiato alla trazione integrale simmetrica che ha fatto la storia del marchio.
Il terzo modello nascosto nel teaser anticipa invece la futura generazione della BRZ. La piccola coupé a quattro posti, che continuerà a condividere lo sviluppo con la Toyota GR86, rimarrà fedele ai principi di leggerezza, trazione posteriore e perfetto bilanciamento del telaio. Esiste tuttavia l'ipotesi che la vettura possa abbandonare la classica architettura boxer, qualora Toyota decidesse di allineare maggiormente la meccanica alla propria famiglia di sportive Gazoo Racing. Questa spinta al ritorno alle origini non è casuale: di fronte all'avanzata spietata della nuova concorrenza cinese, i marchi storici giapponesi hanno compreso che valorizzare il proprio retaggio nel motorsport è l'unica via per mantenere saldo il legame emotivo con la clientela.
Il vero paradosso di questa operazione nostalgica riguarda le normative sulle emissioni. Se oggi Subaru ha la possibilità di rimettere in cantiere auto sportive a benzina, il merito è ironicamente del successo commerciale dei suoi veicoli elettrici e ibridi, come la Solterra. Le forti vendite di modelli a zero emissioni hanno abbassato la media inquinante dell'intera flotta aziendale, permettendo al marchio di rientrare comodamente nei rigidi parametri CAFE (Corporate Average Fuel Economy). In questo modo, l'azienda potrà produrre lotti limitati di vetture ad alte prestazioni senza incorrere in pesanti sanzioni finanziarie.
Resta tuttavia l'incognita per il mercato Europeo, dove le regole ambientali sono nettamente più stringenti. Se questi specifici modelli a benzina rischiano di non superare i confini del Vecchio Continente, la filiale europea non intende comunque rimanere a guardare. David Dello Stritto, direttore generale di Subaru Europe, ha infatti confermato che l'azienda sta lavorando a stretto contatto con il Giappone per avere al più presto delle derivate ad alte prestazioni basate su architetture totalmente elettriche.