Le auto che si svalutano più in fretta: alcune perdono quasi tre quarti del loro valore

Le auto che si svalutano più in fretta: alcune perdono quasi tre quarti del loro valore
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La svalutazione delle auto continua a rappresentare uno dei principali costi nascosti per gli automobilisti. Un'analisi sul mercato dell'usato evidenzia come alcuni modelli, soprattutto elettrici di fascia alta, possano perdere oltre il 70% del loro valore in soli quattro anni. Ecco cosa emerge e perché il fenomeno sta attirando sempre più attenzione
7 luglio 2026

Quando si acquista un'auto nuova si pensa soprattutto al prezzo di listino, ai consumi e ai costi di gestione. Molto più raramente si considera un elemento che può incidere in maniera decisiva sul costo complessivo di possesso: la svalutazione. Un recente studio dedicato al mercato dell'usato evidenzia infatti come alcune vetture, in particolare diversi modelli elettrici premium, abbiano registrato un vero e proprio crollo del valore residuo dopo appena quattro anni. Un dato che offre interessanti spunti di riflessione sia per chi intende acquistare un'auto nuova sia per chi valuta il mercato dell'usato.

Secondo i dati riportati dall'analisi, alcune auto elettriche di fascia alta hanno subito una svalutazione particolarmente marcata. A guidare la classifica è la Jaguar I-Pace, che arriva a perdere circa il 73,2% del proprio valore dopo quattro anni. Subito dietro troviamo altri modelli di lusso come la Mercedes EQS, con una perdita del 65,8%, l'Audi e-tron GT, che scende del 63,1%, e la Tesla Model S, che registra un calo del 58,1% nello stesso periodo. Anche la Lucid Air mostra una forte diminuzione delle quotazioni sul mercato dell'usato, confermando come il segmento delle elettriche premium stia attraversando una fase di forte correzione dei prezzi.

Perché il valore delle auto crolla così rapidamente

Le ragioni di questa forte svalutazione sono molteplici. Negli ultimi anni il settore delle auto elettriche è stato caratterizzato da un'evoluzione tecnologica molto rapida: batterie sempre più efficienti, autonomie superiori, sistemi di ricarica più veloci e continui aggiornamenti software hanno reso i modelli di pochi anni fa meno competitivi rispetto alle nuove generazioni. A questo si aggiungono i consistenti ribassi dei listini effettuati da diversi costruttori e una crescente pressione sul mercato dell'usato, che ha contribuito ad abbassare ulteriormente le quotazioni. Anche l'incertezza sulla domanda e il rallentamento della crescita delle vendite di elettriche in alcuni mercati internazionali hanno inciso sul valore residuo dei veicoli.

La perdita di valore rappresenta uno dei costi più importanti nella vita di un'automobile e dovrebbe essere presa in considerazione insieme a consumi, manutenzione e assicurazione. Non significa che acquistare un'auto elettrica sia necessariamente una scelta sbagliata, ma è fondamentale valutare attentamente il modello, il segmento di appartenenza e l'evoluzione del mercato. Per chi acquista una vettura nuova con l'intenzione di rivenderla dopo pochi anni, conoscere il possibile valore residuo può fare la differenza tra un buon investimento e una perdita economica significativa. Allo stesso tempo, questa situazione potrebbe trasformarsi in un'opportunità per chi cerca un'elettrica usata di fascia premium, oggi disponibile a prezzi decisamente più accessibili rispetto al passato. Le attuali dinamiche del mercato automobilistico, caratterizzate da rallentamento delle vendite globali e da una revisione delle strategie sull'elettrificazione da parte di molti costruttori, potrebbero continuare a influenzare le quotazioni anche nei prossimi anni.

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