Tesla segue Ferrari: le Signature Edition non si possono rivendere (multa di 50.000 dollari)

Tesla segue Ferrari: le Signature Edition non si possono rivendere (multa di 50.000 dollari)
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Il marchio americano reintroduce una controversa clausola anti-speculazione per le ultime Model S e Model X Signature Edition. Chi proverà a rivendere l’auto entro un anno rischia una sanzione fino a 50.000 dollari e l’esclusione dai futuri acquisti Tesla
20 aprile 2026

Dopo il precedente esperimento legato al Cybertruck, il costruttore guidato da Elon Musk torna a limitare la libertà dei clienti imponendo un divieto di rivendita sulle nuove Model S e Model X Signature Edition, le serie speciali di addio delle due ammiraglie elettriche. La decisione arriva in un momento cruciale per Tesla, che sta progressivamente chiudendo un capitolo storico della propria gamma per concentrarsi su nuovi progetti industriali e tecnologici. Le Tesla Model S e Model X Signature Edition rappresentano una produzione ultra-limitata destinata a segnare la fine di un’era. Si tratta infatti delle versioni celebrative finali dei due modelli che hanno contribuito a definire il successo globale del marchio elettrico americano.

Secondo diverse fonti internazionali, tra cui Electrek e Autoblog, gli acquirenti devono firmare un vero e proprio “No Resale Agreement”, ovvero un contratto che vieta la vendita dell’auto entro i primi 12 mesi dalla consegna. In caso di violazione, Tesla può richiedere danni liquidati pari a 50.000 dollari oppure all’intero valore della rivendita, scegliendo la cifra più elevata. Il documento prevede anche ulteriori restrizioni: qualora il proprietario fosse costretto a vendere l’auto per cause impreviste, dovrà prima offrirla a Tesla stessa, che potrà riacquistarla al prezzo originale decurtato dell’utilizzo e dell’usura.

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Serie limitatissime e rischio speculazione

Le Signature Edition sono prodotte in numeri estremamente ridotti: circa 250 esemplari di Model S e 100 di Model X, venduti su invito a clienti selezionati e già esauriti in pochissimo tempo. Con prezzi intorno ai 159.000 dollari e dotazioni complete, tra cui guida autonoma supervisionata, ricariche gratuite a vita e pacchetti premium inclusi, queste auto hanno tutte le caratteristiche per diventare oggetti da collezione.

Tesla vuole quindi evitare il fenomeno del cosiddetto flipping: acquistare un modello raro solo per rivenderlo immediatamente a cifre molto più alte sul mercato secondario. Un rischio concreto, considerando che veicoli prodotti in quantità limitate possono acquisire valore già pochi mesi dopo la consegna.

https://twitter.com/cybrtrkguy/status/2043317785535668561

Un déjà-vu: il precedente Cybertruck e le incognite legali

Non è la prima volta che Tesla tenta questa strategia. Una clausola quasi identica era stata introdotta nel 2023 per il Cybertruck, con lo stesso limite annuale e identica sanzione economica. All’epoca però l’azienda fece marcia indietro dopo polemiche e difficoltà applicative, quando la disponibilità del modello aumentò e il mercato parallelo si normalizzò.

La differenza, oggi, è la natura definitiva delle Signature Edition: la produzione non verrà ripetuta e la scarsità è permanente. Per Tesla, mantenere queste vetture nelle mani degli appassionati serve anche a preservare il valore simbolico delle ultime Model S e Model X, modelli destinati a lasciare spazio a nuovi progetti industriali come il robot umanoide Optimus e le future piattaforme elettriche del marchio.

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