Mercato auto Anni Venti

Mercato auto post-Covid, Impatto da guerra mondiale: cosa conta ora per le Case [Grafici e Dati]

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Gli ultimi studi aggiornati alla Fase2 mostrano come l’impatto del Covid-19 segni il mercato auto: al livello di un conflitto mondiale, per calo di volumi e produzione. Le Case rivedranno i loro riferimenti e i comportamenti verso l'utenza?

Diciamo subito la verità, pochi sanno davvero come evolverà il mercato dell’auto nei prossimi anni, anche se la tendenza nera delineata a marzo potrebbe divenire grigia nei prossimi mesi. Andando a spulciare tra le analisi grafiche e quantitative degli ultimi studi, scopriamo alcuni elementi fissi, che i costruttori per certo tengono in considerazione.

La pandemia ha fatto crollare le vendite di auto come la seconda guerra mondiale, circa. Con la differenza che per ora è durata meno, in fase critica e gli stabilimenti non sono andati persi o rimasti "indietro" per anni. Se la caduta è stata immediata causa il lockdown, la ripresa è però graduale, con l’estate e gli anni a venire.

Pesano l’indecisione e l’insicurezza sul futuro, a differenza dei momenti post-bellici. Da un lato il settore chiede ai governi di spingere la domanda e alleggerire i costi, dall’altra nessuno può contare su certezze finanziarie, sanitarie e anche di tecnologia prevalente nel lungo termine. Soprattutto in termini di programmazione. L’automotive che era già in transizione con tempi più o meno definiti, con il 2030 quale target dato per la diffusione “seria” degli EV, ora è tutto in divenire.

Con la sola certezza della tendenza e dei molti posti lavoro a rischio; delle molte situazioni finanziarie che si devono far quadrare “al limite”; di consumatori presenti, visto che l’auto serve eccome, ma troppo bombardati da alternative allettanti sulle quali ormai si sono fatti troppi dubbi e ripensamenti, operati anche da una certa disinformazione.

I cali di vendita e produzione auto nelle varie nazioni
I cali di vendita e produzione auto nelle varie nazioni

Settore colpito ma non affondato (-30%)

Una tendenza già poco rosea nel 2019, è ora peggiorata ovunque, anche in quella Cina dove i numeri sono ben “controllati”. Limitandosi alla sola Europa, sono Spagna e Italia quelle che hanno più pagato per ora il lockdown di inizio 2020, contrariamente alla Germania. A livello mondo è la Corea ad avere sentito meno in assoluto l’effetto Covid.

Secondo uno scenario “medio” elaborato da PWC ci vorranno non meno di due anni per tornare ai livelli del pre-Covid e i volumi di mercato di quest’anno vedranno cadute stimate tra il -28% e il -35%, come produzione. Mentre per le vendite l’oscillazione è -32/38%. Un aspetto che deriva dalle precedenti crisi vissute (2008 finanziaria e 2012 eurozona) fa prevedere una relativa miglior tenuta a breve nel mondo auto, per i settori aftermarket ed usato, al contrario della pura vendita a nuovo.

PREMIUM SEMPRE FORTI. In termini di marchi invece, sono quelli premium ad avere il vantaggio di una gamma più estesa e correggibile, d focalizzare sui segmenti più popolari. Quelli che potrebbero vedersi spinti come alternativa migliore al trasporto pubblico, anche per quei giovani che fino al 2019 si diceva non volessero saperne di possedere un’automobile.

CONCESSIONARI DA TUTELARE. Per quanto riguarda i rivenditori di auto, nell’ultima crisi sono diminuiti di circa il 13% in Europa, con i piccoli che se non chiudono sono assorbiti dai grandi dealer di concessionari.

Elettriche e ibride prendono quota nel mercato auto 2020
Elettriche e ibride prendono quota nel mercato auto 2020

Le raccomandazioni emerse dal recente studio sull’impatto Covid19 nel settore auto europeo, sono essenzialmente dettate per i Colossi dell’auto che agendo in un certo modo, potranno mantenere viva la filiera e quindi sfruttare le varie ripartenze. Sembra tutto ovvio ma non è facile e nemmeno gratuito, anzi.

In primis si dovranno occupare di mantenere attiva la filiera, evitando che saltino forniture basilari per colpa di liquidità. In Italia, contrariamente ai pur carmnaker, abbiamo sistemisti e fornituri di portata internazionale che dovranno essere sostenuti dalle Case non solo FCA.

Quindi la tutela e il supporto dei rivenditori, cercando di garantire per ciascun dealer delle vendite minime alla sussistenza, evitando perdite di punti nella rete o concentrazioni di potere.

Altro punto basilare il “sentimento” dell’utenza finale, che è molto variabile secondo quanto i governi si spingano negli incentivi. In questo caso Costruttori lungimiranti manterranno una comunicazione attiva più diretta che in passato (ne abbiamo parlato per il Caso Ferrari, qui).

L’auto elettrica, incredibilmente, potrebbe permettere buoni guadagni ai costruttori prima di quanto si pensasse, se “piazzata” bene. Ci possiamo aspettare in breve termine delle forti spinte con soluzioni dedicate. Queste si sposerebbero anche all’ultimo elemento, quello delle esperienze il più possibili digitali, senza necessari contatti umani per la parte informativa e finanziaria. Sistemi e strumenti che le Case potrebbero offrire in miglior modo per alcuni modelli e tecnologie a discapito di altre, per loro meno profittevoli o addirittura impossibili.

Nuove elettriche quindi proposte verso automobilisti propensi subito al cambio auto o aziende strutturate con attività non compromessa dal Covid (soggetti quindi con solidità economica alle spalle).

Intenzioni e fiducia degli utenti riguardo all'auto
Intenzioni e fiducia degli utenti riguardo all'auto

 

Fonte: The Impact of COVID-19 on the European Automotive Market PwC

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