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La Citroën Ami è diventata negli ultimi anni uno dei simboli della nuova mobilità urbana elettrica. Compatta, accessibile e guidabile già dai 14 anni con patente AM, nasce per gli spostamenti cittadini e per una velocità massima di appena 45 km/h. Proprio per questo quanto accaduto in Francia ha lasciato senza parole le forze dell'ordine: una Ami pesantemente modificata è stata fermata mentre viaggiava a 97 km/h, una velocità più che doppia rispetto a quella prevista dal costruttore e dalla normativa che regola i quadricicli leggeri.
Secondo quanto riportato dalle fonti francesi e rilanciato da diversi media specializzati, la microcar elettrica è stata intercettata dalla gendarmeria durante un controllo stradale. Il dispositivo di rilevazione della velocità ha registrato ben 97 km/h in un tratto dove il limite era fissato a 50 km/h. Una volta fermato il veicolo, gli agenti hanno scoperto che alla guida si trovava un ragazzo di 15 anni, affiancato da un passeggero di 14 anni. L'ispezione tecnica ha evidenziato numerose modifiche non omologate che avrebbero consentito alla Ami di superare ampiamente il limite elettronico originale. Il quadriciclo elettrico francese, infatti, è progettato per raggiungere al massimo 45 km/h e dispone di un motore elettrico da 6 kW con autonomia di circa 75 km, caratteristiche studiate per garantire sicurezza e semplicità d'utilizzo in ambito urbano.
Le conseguenze sono state immediate: sequestro del mezzo, segnalazione alle autorità competenti e coinvolgimento dei genitori del giovane conducente, che potrebbero essere chiamati a rispondere delle infrazioni commesse. L'episodio riaccende il dibattito sulla crescente diffusione delle elaborazioni illegali delle microcar elettriche. Sebbene modelli come la Citroën Ami siano omologati come quadricicli leggeri e possano essere guidati già a partire dai 14 anni, qualsiasi intervento che ne alteri le prestazioni originali comporta la perdita dell'omologazione e può trasformare un mezzo nato per la mobilità urbana in un serio pericolo per la sicurezza stradale. Telaio, sospensioni, impianto frenante e protezione degli occupanti sono infatti progettati per velocità nettamente inferiori rispetto ai quasi 100 km/h registrati nel caso francese. Un fenomeno che le autorità stanno monitorando con crescente attenzione, soprattutto considerando la popolarità sempre maggiore delle microcar elettriche tra i più giovani.