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Mondiale WRC 2021. Arctic Rally. Spettacolo e tensioni da capogiro in vista

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È il Rally Arctic di Babbo Natale. Scenario lappone da brividi e dimenticare lo Svezia cancellato, kit di sopravvivenza a bordo. Incontro straordinario di nordici, specialisti e fuoriclasse, occasione per chi è in ritardo e non può permetterselo

Mondiale WRC 2021. Arctic Rally. Spettacolo e tensioni da capogiro in vista

Rovaniemi, Lapponia, 12 Febbraio. La Finlandia avrà due Prove di Mondiale WRC nel 2021. Con i tempi che corrono, e nell’incrocio micidiale di congiunture, è la più bella delle notizie che si possano scrivere e leggere. E non è solo questo, non è tutto qui. Il Rally Arctic del debutto, a poche settimane dall’omologo Arctic Lapland Rally di cui è l’evoluzione/promozione in senso Mondiale, è un evento che sta generando un interesse enorme. È come se tutte le energie, sopite dal momento critico, si stessero scatenando in un’occasione unica e inedita. Dopo il “riscaldamento” dello Svezia, poi cancellato, finalmente è un Rally invernale come s’intende. E per esser certi di poter garantire le “condizioni”, il WRC si spinge a Nord come non aveva mai fatto nella sua lunga storia.

Oltre i 66 gradi di latitudine Nord, a Rovaniemi, la capitale della Lapponia e residenza ufficiale di Babbo Natale, siamo a 20 gradi sotto zero e il sole è perennemente basso sull’orizzonte. Il paesaggio è sublime e riporta indietro all’immaginario del Natale perfetto. Cielo terso, muri di neve, foreste di conifere. Alle “renne” ci penseranno Toyota, Hyundai, Ford, e d’altra parte né Latvala, né Adamo, Né Wilson saranno disposti a far da Babbo Natale e mettersi a distribuire regali. Qualcuno l’ha già fatto al Monte-Carlo, e non è contento. Torniamo a noi. Il contesto è fantastico, e il Rally promette di esserlo almeno altrettanto.

Un Rally particolare, non c’è che dire.

Un Rally così attira Piloti così. Ecco che gli specialisti si fanno avanti. Sono gli habitué delle basse temperature, gli amanti delle strade innevate, tutti quelli che pensano di poter dire la loro in queste particolari condizioni, e soprattutto quelli che “devono” farsi vivi per non rimanere troppo indietro. Anche traslasciando gli dei del Rally, ovvero lasciando per una volta in pace Sébastien Ogier, la lista di nomi associati a forti motivazioni è lunga.

Kalle Rovanpera è in cerca della prima vittoria. Riuscirci in casa, e più o meno esattamente vent’anni dopo la prima e unica vittoria di papà Harri, in Svezia, sarebbe un bel colpo. Un altro ragazzo prodigio e figlio d’arte ha la sua grande occasione. Oliver Solberg è figlio di Petter “Hollywood”, Campione del Mondo WRC 2003 e due volte Mondiale Rallycross. Ecco, il diciannovenne Oliver ha la sua grande occasione. Inizialmente previsto alla guida di una R5, il giovane Solberg si è visto proporre una Hyundai i20 Coupé WRC, la stessa del lancio di un altro rampollo, Loubet. Perché? Perché i talent scout del Mondiale WRC credono nelle possibilità di uno che è nato e cresciuto in queste condizioni ambientali. E poi non si può star lì a perdere tempo. Se un Pilota vale bisogna andarlo a vedere subito, non aspettare che abbia aggiunto l’esperienza. Se no, un po’ di cinismo non guasta: meglio saperlo subito e togliersi il pensiero. C’è un’altra ragione per dar fiducia a un giovane, ed è quella di vederla ricambiata in punti di Mondiale Costruttori.

Per altri è un’occasione di vetrina, di punti… carriera. Come per Mikkelsen, che si schiera con una Skoda Toksport con il mondiale WRC2 nel mirino, lo si è già visto al Monte-Carlo, o come per Lappi che, svanito il sedile Ford, sale su una Polo GTI Movisport alla ricerca del visto per il rientro, magari più avanti, nella massima categoria.

Anche per uno come Breen è una specie di occasione, quella di rendersi “indispensabile” e lasciare la panchina del Team ufficiale Hyundai che divide con Sordo. Il progetto non è esattamente questo, in quanto la “filosofia della terza macchina” è quella di assegnare la i20 al Pilota più adatto all’evento. Se, però, ci mettiamo la responsabilità di quei punti di cui sopra, ecco che la gara dell’irlandese diventa delicatissima. Insomma, per la Squadra di Andrea Adamo, che promuove anche il Campione WRC3 Jari Huttunen dal WRC3 al WRC2, il momento è cruciale. Dopo un solo Rally mancano all’appello vittorie e punti, quindi per Tanak, Neuville, tant pis se comunque uno dei due avrà la peggio, e per il Team l’obiettivo è uno solo, urgentissimo.

Per altri è una semplice, grande occasione. Così è per Mattias Ekstrom, lo svedese Campione del Mondo Rallycross che torna alle origini con una Fabia Evo Rally2 e con il navigatore della… Dakar, Emil Bergkvist.

Bello, spettacolare e difficile. Una rara occasione di vedere le migliori WRC2 a confronto con le Plus. Il Rally Arctic comunque non è uno scherzo. Si potrà correre tra due muri di neve in un certo senso rassicuranti, ma ci sarà anche da lanciarsi a 200 all’ora sulle distese senza orizzonte della Lapponia, il che è più eccitante ma meno tranquillizzante. Farà un freddo cane, questo è certo. Al punto che tutte le macchine dovranno avere a bordo un kit di sopravvivenza. Non solo thè caldo, vitamine e “snack”, ma anche indumenti da spedizione artica e un attrezzo che vedremo nella sua forma tecnologica come il crick: la pala per togliersi d’impiccio da eventuali fuori programma, visto che non si potrà contare sulla presenza del pubblico amico e salvatore!

WRC Arctic Rally Finland Powered by Capitalbox, dal 26 al 28 Febbraio

© Immagini ACI -Toyota TGR-DAM, RedBull Content Pool – Hyundai Motorsport – Pirelli – M-Sport

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