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Moody’s vede nero: rating di 7 costruttori UE sotto esame al ribasso

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Downgrade invece per BMW e outlook incerto per FCA, alla luce della fusione con PSA che per gli analisti potrebbe ancora avere effetti positivi

Moody’s vede nero: rating di 7 costruttori UE sotto esame al ribasso

Tra i settori industriali più colpiti dalla pandemia globale del Covid-19 c’è in testa il settore dell’automobile e dei veicoli in generale.

Per ragioni evidenti: dalle misure di distanziamento sociale che obbligano a chiudere concessionari e fabbriche alle interruzioni della catena di approvvigionamento della componentistica, dai margini già minati dal rallentamento del commercio internazionale dovuti ai precedenti scontri Cina-USA e dalle regole sule emissioni in UE all’incertezza dei potenziali clienti che in questo momento storico a tutto pensano tranne che a comprare.

Per questi motivi, l’agenzia di rating Moody’s nei giorni scorsi ha previsto un rallentamento del mercato globale dell’automobile nell’ordine del -14% rispetto alla previsione, già negativa, di un -0,9% preventivata nel periodo pre-pandemia.

A farne le spese sono i rating dei costruttori europei soprattutto: Moody’s ha messo in revisione i rating con outlook negativo sette costruttori europei: sono Daimler AG, Jaguar Land Rover Automotive Plc, Peugeot S.A., Renault S.A., Volkswagen Aktiengesellschaft, Volvo Car AB e McLaren Holdings Limited.

Downgrade invece per BMW, che passa da A1 ad A2.

Per gli analisti le previsioni sui mesi a venire sono negative: «Moody's ritiene che la domanda di nuovi veicoli sarà ridotta in modo significativo nei prossimi mesi, in particolare nei mercati dell'EMEA e del Nord America. È probabile che ciò si estenda almeno all'inizio dell'estate, con una ragionevole ripresa dai punti bassi a partire da quel punto. Per Moody’s le attuali ipotesi sono che la domanda globale si ridurrà di circa il 14% per tutto il 2020 e potrebbe diminuire nell’intervallo del 30% per il secondo trimestre. L’accelerazione dell'incidenza del coronavirus negli Stati Uniti e nell'EMEA potrebbe portare ad arresti della produzione ancora più estesi e un recupero molto ritardato sulle vendite. Gli impianti di produzione in Europa e Nord America sono per lo più chiusi, così come le fabbriche della catena di fornitura».

Leggermente migliori sono le stime per FCA, definite non negative ma “incerte” dagli analisti finanziari di Moody’s. La ragione della revisione con direzione incerta per FCA «bilancia da un lato le sfide che l'intero settore automobilistico sta affrontando durante l'attuale crisi e che sta guidando la revisione per il declassamento delle altre società citate. D'altra parte, crediamo ancora che la proposta fusione con PSA creerà un più ampio, società più diversificata e potrebbe quindi determinare un rating più elevato dell'entità combinata rispetto a valutazione indipendente di FCA oggi», spiegano gli esperti di Moody’s.

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