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Multe, è strage. De Vita: «I comuni? Una condotta immorale»

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Tantissimi comuni negli ultimi anni si sono affidati sempre di più a multe ed autovelox per sanare buchi di bilancio, ma ora la situazione è veramente fuori controllo | E. De Vita

Multe, è strage. De Vita: «I comuni? Una condotta immorale»

Negli ultimi anni moltissimi comuni italiani hanno cercato di sanare spaventosi buchi di bilancio con  la “finanza creativa”. E’ così che tanti comuni si sono affidati sempre di più a multe ed autovelox per far quadrare i conti, ma ora la situazione è veramente fuori controllo.

 

Alcune amministrazioni, grazie al proliferare delle sanzioni-bancomat, arrivano ad incassare decine, se non centinaia, di milioni di euro l’anno e farne le spese sono come sempre gli automobilisti onesti. Di questo e molto altro ancora si è occupato il nostro editorialista Enrico De Vita a Isoradio, intervistato da Elena Carbonari all’interno del programma “Spazio Consumatori”.


A Milano si parla di una vera e propria “strage” causata dai nuovi autovelox. Le cose stanno davvero così?
«In soli 10 mesi i 7 nuovi autovelox installati a Milano hanno prodotto 791.000 verbali per aver superato anche di pochi km il limite di velocità di 50 o di 70 km/h. Hanno compiuto una strage, hanno colpito tutti, e, non contenti, ora ne installeranno altri 10. Se moltiplichiamo il numero dei verbali per una sanzione media di 150 euro, otteniamo un fatturato straordinario di 120 milioni di euro. Anche Roma, naturalmente, si è ingolosita di tale incasso, quindi presto il numero delle telecamere aumenterà anche nella Capitale. Nessuno prende provvedimenti, il Ministro Lupi sta zitto, o meglio, invita semplicisticamente (e inutilmente) a fare ricorso. Intanto gli automobilisti vengono continuamente vessati».

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Le multe per molti comuni sono diventati strumenti con cui sanare spaventosi buchi di bilancio

 

Gli autovelox sono strumenti che dovrebbe essere utilizzati per migliorare la sicurezza stradale. Ci spiega perché troppo spesso si fa un utilizzo improprio di questi apparecchi?
«Per legge, in ambito urbano, gli autovelox possono essere installati solo ed esclusivamente su strade a grande scorrimento. Questo significa che le telecamere andrebbero adottate solo se non ci sono incroci, semafori e aree di sosta. Invece, da circa un anno, gli autovelox proliferano sui vialoni delle grandi città dove si transita normalmente. Come se non bastasse poi hanno imposto limiti di 70 o addirittura di 50 km/h su tratti di strada dove nemmeno gli autobus riescono ad andare così piano! In questo modo la strage diventa davvero automatica».

 

Considerati gli incassi stratosferici delle multe dovremmo avere strade immacolate, visto che la legge impone alle amministrazioni di destinare il 50% dei proventi delle sanzioni al miglioramento la sicurezza stradale. Come mai ci ritroviamo pieni di buche e con infrastrutture stradale spesso fatiscenti?
«Sono soltanto 7 o 8 su 7.000 i comuni italiani che hanno dimostrato di utilizzare il 50% dei proventi delle multe, come imporrebbe la Legge, per migliorare la sicurezza stradale».

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I 7 nuovi autovelox di Milano hanno prodotto 791.000 verbali in soli 10 mesi!

 

Se non vengono utilizzati per migliorare la sicurezza stradale, a cosa vengono destinati gli incassi delle multe?
«È molto difficile capire se effettivamente il 50% dei proventi delle multe finisce per finanziare lavori stradali. A Milano per esempio le multe vanno a finanziare in parte il fondo previdenziali dei vigili. Per esempio, nel 2002, il 34% dei 50 milioni di euro messi a bilancio per strade, marciapiedi, illuminazione pubblica, segnaletica stradale e manutenzione semafori, venne destinato agli “oneri previdenziali per la polizia municipale”, alias le pensioni dei vigili. Tutto consentito dalla legge, ma francamente non è il massimo dell’etica: vedere un vigile che compila un verbale e pensare che grazie a quella multa metterà al sicuro parte della sua pensione...»

 

Perché non è normale che ogni anno aumenti il numero di sanzioni elevate agli automobilisti?
«I bilanci delle Amministrazioni non devono essere sanati con le multe. In un sistema sano e moderno, dove i vigili migliorano realmente la circolazione, le multe dovrebbero diminuire, non aumentare. In Italia invece negli ultimi 7 anni sono aumentate di ben 10 volte! Sono diventate quindi dei veri e propri bancomat con cui coprire le voragini create nei bilanci comunali».

La pubblica amministrazione consente e lucra un interesse del 100% per un ritardo di 24 ore. A noi sembra immorale!

 

Perché la condotta di molte amministrazioni si può tranquillamente definire immorale quando si parla di multe?
«Ci sono comuni – penso a Bologna – che su una multa per divieto di sosta da 36 euro applicano un costo di notifica folle, pari a 22 euro! Molti comuni fanno affari in questo modo, anche perché affidano la riscossione a ditte private. Che vengono remunerate comunque in funzione dei verbali compilati, anche se erano sbagliati o non vanno a buon fine. Se poi un cittadino si ritrova a pagare in ritardo una multa anche solo di 1 giorno, quindi dopo 61 giorni, l'importo della sanzione raddoppia! La pubblica amministrazione consente e lucra un interesse del 100% per un ritardo di 24 ore. A noi sembra immorale!»

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Pagare una multa anche con un solo giorno di ritardo prevede il raddoppio della sanzione. Un interesse usuraio, consentito dallo Stato

 

Sono interessi da usurai… Anzi, peggio!
«Nemmeno chi è accusato di evasione fiscale, un reato molto più grave del superamento del limite di velocità di 50 all’ora, arriva a pagare interessi del 100% in un giorno, ma neppure in un mese o in un anno. Nessuno a livello parlamentare si rende conto di aver approvato una norma simile, né cerca di rimediare, e invece grida vergogna questa ennesima anomali italiana, prevista nel codice approvato in Parlamento».

 

Lo sconto del 30% sulle multe con pagamento entro 5 giorni ha aiutato per davvero gli automobilisti?
«Lo sconto del 30% sulle multe ha aiutato gli onesti, chi non sa far ricorso e chi preferisce pagare piuttosto che intraprendere un'azione legale. I furbi invece, quelli che sono abituati a non pagare perché non possiedono beni intestati o hanno targhe clonate, non temono nulla e continuano a non pagare indisturbati».

 

Si sente spesso dire che per le strade si vedono sempre meno vigili e polizia. C’è un fondo di verità o sono solo suggestioni del momento?
«In effetti è vero. Oggi di vigili in strada se ne vedono veramente pochi perché preferiscono affidare a strumenti elettronici come gli autovelox il compito di sanzionare. Sempre più spesso poi vediamo le Forze dell'Ordine che procedono con la sola luce blu lampeggiante attivata ma senza sirena. Una condizione operativa non prevista dalla legge – sirene e lampeggianti devono sempre essere attivati insieme e solo in caso di emergenza reale – che la polizia usa per circolare senza fermarsi a contestare o a elevare sanzioni, e per muoversi in fretta nel traffico».

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Spesso i limiti di velocità imposti in corrispondeza di autovelox fissi sono impossibili da rispettare

 

Un altro tasto dolente è quello dei parcheggi a pagamento con strisce blu. Perché anche in questo caso abbiamo assistito ad un abuso da parte delle amministrazioni?
«La legge impone che in presenza di parcheggi a pagamento (strisce blu) ci sia un numero “adeguato” di stalli gratuiti (strisce bianche). Adeguato, secondo il dizionario, significa quasi uguale. Questo non si verifica praticamente mai. I comuni – in genere - affidano la riscossione del pagamento dei parcheggi a ditte private che naturalmente non hanno nessuna intenzione di rinunciare a introiti sempre maggiori. Non hanno quindi interesse a lasciare posteggi gratuiti, così le strisce bianche stanno scomparendo, nella più assoluta indifferenza. Qual è il trucco che le amministrazioni adottano per aggirare la norma? I comuni decidono di punto in bianco che tutte le strade con strisce blu si trovano in zone di interesse storico o di traffico elevato, dove quindi bisogna disincentivare la sosta per favorire la circolazione  e per preservare le bellezze artistiche. Il bello è che le strisce blu sono ammesse in queste zone. Come dire: se si paga non c'è più pericolo né monumento che tenga, basta pagare per poter parcheggiare in tutta tranquillità. Se i parcheggi sono gratis invece diventano automaticamente pericolosi!»

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La legge impone che in presenza di parcheggi a pagamento ci sia un numero “adeguato” di stalli gratuiti. Ma questo, in pratica, non avviene mai

 

In molti si chiedono quale sia il reale ruolo degli ausiliari del traffico. Queste figure macinano verbali a ritmo serrato, ma possono davvero elevare sanzioni?
«Gli ausiliari del traffico non sono autorizzati dalla legge ad elevare contravvenzioni per infrazioni al Codice della Strada, ma possono riscuotere soltanto la differenza del ticket del parcheggio non pagato a sufficienza. Spesso poi questi ausiliari non sono assunti dal Comune ma sono alle dipendenze dell'azienda che riscuote gli incassi dei parcheggi per conto del Comune. Nessuno conosce in dettaglio la natura dei contratti – a volte opachi - che lega questi lavoratori all'amministrazione pubblica.»

 

Non parliamo di chi guida nel nostro Paese con targhe straniere. Perché riescono sempre a farla franca?
«Soltanto di recente l'Italia si è accordata con alcuni Paesi stranieri in modo tale da recapitare le multe a cittadini con targa estera. Il problema è che un'operazione di recupero crediti del genere può essere portata avanti solo dai grandi comuni. Chi commette infrazioni o apre un contenzioso con piccole amministrazioni, invece, riesce quasi sempre a farla franca».

 

  • Nick3482 motohub.it, Pisa (PI)

    In Italia c'è solo una legge

    Ruba bene chi ruba ultimo !
  • alberto8369, Genova (GE)

    Refrattari alle regole

    Non capisco le polemiche. Puo' anche essere verosimile che i comuni adottino la tecnologia per fare cassa ma lo vediamo o no cosa accade sulla strada? Il tratto di asfalto davanti all'auto/moto pare sia un'estensione della nostra proprieta'. Telefono all'orecchio, tablet sulle ginocchia, indicatori direz. optional, distanza sicurezza, velocita', poi in parte del meridione, casco cinture ecc. Un detto dice:"non fare male paura non avere". Io non sono un puro e se prendo una multa pace e, daltronde come tutti mi lamento, perche non esistono soldi peggio buttati. Siamo italiani dna: siamo refrattari alle regole.
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