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Nascar: nasce il team “antirazzista” di Michael Jordan

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Schiererà una vettura per “Bubba” Wallace, l'unico pilota afroamericano della seguitissima serie per stock car

Nascar: nasce il team “antirazzista” di Michael Jordan

Dopo aver formato nel 2004 una sua squadra nella AMA Superbike americana, Michael Jordan avvia una nuova avventura nel motorsport: nel 2021 schiererà un team nella Nascar Cup Series, il massimo campionato USA per stock car.

Jordan avvierà la nuova squadra in comproprietà con l'esperto pilota Denny Hamlin, allo scopo di dare un sedile ed una vettura competitiva a Darrell Bubba” Wallace, l'unico pilota afroamericano della Nascar. Vettura e nome del team verranno annunciati più avanti.

«Crescendo nella Carolina del Nord, i miei genitori portavano me, i miei fratelli e le mie sorelle alle gare e sono un fan della Nascar da sempre. L'opportunità di possedere la mia squadra corse in collaborazione con il mio amico Denny Hamlin e di avere Bubba Wallace alla guida per noi è molto eccitante per me. Storicamente, la Nascar ha sempre avuto qualche problema con la diversità e ci sono stati pochi proprietari neri. Il tempismo ci è sembrato perfetto poiché la Nascar si sta evolvendo e abbracciando sempre di più il cambiamento sociale. Oltre al recente impegno e alle donazioni che ho fatto per combattere il razzismo sistemico, vedo questa come un'opportunità per educare un nuovo pubblico e aprire maggiori opportunità per i neri nelle corse», ha dichiarato l'ex numero 23 dei Chicago Bulls.

L'iniziativa di Jordan ed Hamlin si inserisce nell'onda delle proteste del movimento “Black Lives Matter” negli Stati Uniti. Di recente la Nascar ha annunciato di aver bandito su richiesta di Wallace le bandiere sudiste che sventolavano in autodromo molti del pubblico, tradizionalmente conservatore, considerate un simbolo razzista.

Wallace negli scorsi mesi è stato al centro di un giallo a sfondo razziale che lo ha coinvolto poi rivelatosi un equivoco: aveva denunciato la presenza di una corda legata a mo' di cappio nel box che gli era stato assegnato all'autodromo di Talladega, in Alabama, che lo aveva fatto pensare ad una intimidazione per aver corso nella gara precedente con lo slogan “Black Lives Matter” sulle fiancate.

Le indagini della FBI hanno successivamente appurato che il presunto cappio altro non era che una corda legata ad anello per fungere da maniglia della porta del garage e che era presente in quel box almeno da ottobre 2019.

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