Noleggio Dexcar, la Guardia di Finanza denuncia i titolari

Noleggio Dexcar, la Guardia di Finanza denuncia i titolari

Pochi euro per guidare una berlina di lusso. Ma era una “catena di Sant'Antonio” vietata per legge destinata a rimanere una promessa. Denunciate sei persone che in un anno e mezzo avevano raccolto oltre 10 milioni di euro

13 giugno 2016

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Promettevano il noleggio di auto prestigiose dietro il versamento di un canone quasi irrisorio, 390 euro all'anno, semplicemente reclutando altri clienti-promotori. E' il sistema giudicato truffaldino dalla Guardia di Finanza della Dexcar, società paravento tedesca la cui attività è stata bloccata dal Comando Provinciale di Biella nell'ambito dell'operazione denominata “Car Dream”.

Denunciati a piede libero per violazione alla Legge 173/2005, la norma che vieta i sistemi piramidali (noti anche come “schema Ponzi” o “catena di Sant’Antonio”), due fratelli astigiani pluripregiudicati, tre manager ed un promotore, che hanno utilizzato un sito web e la collaborazione di numerosi promotori sparsi su tutto il territorio nazionale per raccogliere in un anno e mezzo ben 23.000 adesioni e una somma di oltre 10 milioni di euro.

Il sistema Dexcar, in cui si “guadagnava” l'auto al prezzo stracciato a condizione di reclutare un certo numero di soggetti che a loro volta versavano delle somme prefissate, prometteva ciò che nella realtà è impossibile. Anche noi di Automoto.it nelle scorse settimane avevamo espresso più di un dubbio sulle promesse di Dexcar.

Spiegano le Fiamme Gialle che «Tale sistema, incentrato su uno “schema piramidale”: ovvero il “gioco” continua a funzionare fintanto che vi siano individui alla base della piramide che garantiscono a coloro che già hanno aderito di avanzare di livello attraverso il pagamento delle quote di entrata. Pertanto, i partecipanti che si trovano alla base della piramide potranno recuperare il loro investimento iniziale, solo, e se, un alto numero di nuovi partecipanti (con i relativi investimenti iniziali) aderirà allo schema. Nonostante l’ingente cifra raccolta ed il consistente numero degli affiliati, infatti, solo 84 aderenti hanno ricevuto l’autovettura promessa».

«Tuttavia - hanno chiarito i finanzieri - per come è strutturato il sistema, il meccanismo può funzionare inizialmente con un numero esiguo di partecipanti, ma necessita ben presto di numeri astronomici per poter andare avanti. E a quel punto non serve essere un matematico per prevederne l’esito: la catena, prima o poi, “implode”, in quanto, dopo una ventina di passaggi per farla andare avanti servirebbe tutta la popolazione italiana e dal 30° passaggio non basterebbero tutti gli abitanti della Terra. E per gli ultimi arrivati (cc.dd. “latecomers”) che hanno versato la quota, naturalmente l’autovettura gratis resta “un sogno”».

I finanzieri di Biella hanno scoperto il sistema truffaldino della Dexcar intrufolandosi in incognito ad una delle riunioni tenutesi lo scorso mese di febbraio. 

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