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Il tema degli autovelox continua a essere al centro del dibattito sulla sicurezza stradale e sulla validità delle sanzioni elevate agli automobilisti. Per fare chiarezza e uniformare le procedure, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha firmato il 9 giugno 2026 un nuovo decreto che ridefinisce in modo dettagliato l’omologazione dei dispositivi utilizzati per il rilevamento automatico delle violazioni dei limiti di velocità. Il provvedimento introduce una serie di requisiti tecnici, controlli e verifiche che dovranno essere rispettati dai produttori e dagli enti incaricati delle certificazioni, con l’obiettivo di garantire la massima affidabilità degli strumenti impiegati sulle strade italiane.
Il nuovo decreto stabilisce le caratteristiche, i requisiti tecnici e le procedure necessarie per ottenere l’omologazione dei dispositivi di rilevamento della velocità. L’omologazione del prototipo rappresenta il passaggio fondamentale attraverso il quale viene verificata l’idoneità del sistema a svolgere correttamente la funzione di misuratore di velocità. Tra gli elementi sottoposti a valutazione figurano numerosi parametri tecnici, tra cui la tipologia di velocità rilevata (istantanea o media), la modalità di funzionamento automatica o manuale, la collocazione fissa o mobile del dispositivo, la direzionalità della misurazione e le caratteristiche dei sistemi di acquisizione delle immagini. Ogni apparecchiatura dovrà inoltre essere accompagnata da una dettagliata scheda identificativa contenente tutte le specifiche tecniche che ne definiscono il funzionamento.
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento riguarda la taratura e le verifiche di funzionalità. Il decreto introduce infatti l’obbligo di effettuare una verifica iniziale e successivi controlli periodici per accertare che i dispositivi mantengano nel tempo i requisiti richiesti. L’articolo 4 del decreto prevede che un autovelox che non superi le verifiche previste non possa essere utilizzato fino al completo ripristino delle condizioni di piena funzionalità. Una misura che punta ad aumentare la trasparenza delle attività di controllo e a ridurre eventuali contestazioni relative all’affidabilità delle rilevazioni effettuate dagli strumenti elettronici. Anche i produttori saranno soggetti a controlli più stringenti. Gli organismi accreditati dovranno verificare periodicamente sia il sistema di gestione della produzione sia la conformità del prodotto finale rispetto al modello originariamente omologato. In questo modo sarà possibile garantire che ogni dispositivo installato sulle strade italiane mantenga le stesse caratteristiche tecniche approvate dal Ministero.
Il decreto dedica particolare attenzione anche ai dispositivi già autorizzati secondo la normativa precedente. L’articolo 6 definisce infatti le modalità di adeguamento degli strumenti approvati con il Decreto n. 282 del 2017, prevedendo procedure specifiche per la regolarizzazione delle apparecchiature già esistenti e per la gestione delle pratiche ancora in corso. Contestualmente, il nuovo provvedimento dispone l’abrogazione del Decreto 282/2017, che cesserà di avere efficacia trascorso un anno dall’entrata in vigore della nuova normativa. Questo periodo transitorio consentirà agli operatori del settore, ai produttori e agli enti locali di adeguarsi gradualmente alle nuove disposizioni.