Per fermare questo mostro da 4.000 CV servono i paracadute: ecco cosa si nasconde sotto la carrozzeria

Per fermare questo mostro da 4.000 CV servono i paracadute: ecco cosa si nasconde sotto la carrozzeria
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Un mostro su ruote basato su un Peterbilt del 1979: vanta 24 cilindri, 12 compressori volumetrici, una turbina aeronautica ausiliaria e prestazioni da dragster. Ecco la storia del camion più costoso del mondo
23 giugno 2026

Ci sono veicoli nati per lavorare, altri per correre e poi c’è Thor24, una creazione che ridefinisce completamente i concetti di esagerazione e ingegneria custom. Definito come il semi-truck più potente e costoso mai costruito sulla faccia della Terra, questo colosso stradale non è il frutto del listino di un costruttore tradizionale, ma una vera e propria opera d'arte meccanica (e follia ingegneristica) durata ben sette anni. Frutto della visione del pilota e costruttore Mike Harrah, Thor24 è un vero e proprio tributo alla potenza bruta e alla mitologia norrena, capace di polverizzare ogni record precedente sia in termini di prestazioni pure che di valore economico durante le aste internazionali.

Un cuore da 28 litri con 12 compressori e protossido d'azoto

Il fulcro attorno a cui ruota l'intera esistenza di Thor24 è il suo incredibile propulsore. Sotto il cofano (o meglio, in bella mostra sopra il telaio) ruggisce un motore V24 a due tempi da ben 27,9 litri (1.704 pollici cubi). Per ottenerlo, Mike Harrah ha unito due storici motori diesel V12 Detroit Diesel (modello 12V-71) posizionandoli muso a muso e accoppiandoli tramite un albero scanalato custom. Non contento della configurazione aspirata, il team ha installato un sistema di sovralimentazione mai visto prima su un mezzo stradale: ben 12 compressori volumetrici BDS 8-71 montati a cascata e azionati da un albero di trasmissione lungo oltre due metri e mezzo e pesante 120 kg. Completano il quadro otto bombole di protossido d'azoto (NOS). Questa configurazione estrema genera una potenza massima dichiarata che oscilla tra i 3.424 e i 3.974 cavalli a 2.500 giri/min, scaricati sulle ruote posteriori tramite un cambio automatico Allison HT740.

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Struttura da 14 tonnellate e frenata assistita da paracadute

Per ospitare una simile motorizzazione, il telaio originale di un classico camion americano Peterbilt 359 del 1979 è stato radicalmente allungato, fino a raggiungere una lunghezza complessiva di 13,4 metri (44 piedi). Il peso totale sulla bilancia si attesta sulle 14,5 tonnellate (32.000 libbre), di cui ben 4.500 kg concentrati esclusivamente nel massiccio blocco motore. Per gestire la dinamica di un simile colosso, Harrah ha dovuto eliminare le sospensioni di fabbrica, sostituendole con un avantreno a bracci oscillanti oscillanti a "A" derivato da un autobus di linea VanHool. Nonostante la mole da edificio in movimento, Thor24 è in grado di raggiungere una velocità massima impressionante di 210 km/h (130 mph). Una simile forza d'inerzia ha richiesto un sistema frenante d'emergenza unico nel suo genere: oltre ai freni tradizionali, il retro della cabina ospita quattro paracadute da dragster da 12 piedi (circa 3,6 metri di diametro) per arrestare il mezzo in tutta sicurezza.

Cabina da jet privato e una vera turbina aeronautica a bordo

L'estetica e la vita di bordo di Thor24 non passano certo in secondo piano rispetto alla meccanica. La cabina Peterbilt Crew Cab è stata ampliata e arricchita con quattro portiere, dotando la sezione anteriore passeggero di un'apertura verticale a forbice in puro stile Lamborghini. L'interno è rivestito in pelle cucita a mano con dettagli cromati, mentre sul cruscotto spiccano ben 24 indicatori analogici (uno per ciascun cilindro e per monitorare i singoli compressori) dominati da una leva del cambio a forma di spada fiammeggiante. Il sistema di infotainment e intrattenimento di bordo mette in ombra qualsiasi ammiraglia di lusso: dispone di un impianto audio da 1.500 watt per canale a 110 volt e ben 7 schermi cinematografici, tra cui un display principale da 40 pollici. Per alimentare l'immensa richiesta di energia di schermi e accessori senza gravare sul motore principale, nel retro è installata un'unità APU (Auxiliary Power Unit) d'eccezione: una vera turbina jet di un aereo Hawker.

Il record da 12 milioni di dollari all'asta di Riyadh

Un progetto così monumentale ha richiesto un investimento economico straordinario. Mike Harrah ha dichiarato di aver speso circa 7 milioni di dollari di soli costi vivi in materiali e manodopera durante i sette anni di sviluppo a Lake Havasu City, in Arizona. Tuttavia, si è trattato di un investimento decisamente redditizio. Nel novembre del 2019, Thor24 è volato in Arabia Saudita per partecipare alla prestigiosa asta "Riyadh Auction and Salon" organizzata da Worldwide Auctioneers. Sotto il martelletto dell'appassionato pubblico mediorientale, il mezzo ha scatenato una vera e propria guerra al rialzo tra collezionisti. Il prezzo finale di aggiudicazione ha toccato la cifra record di 12 milioni di dollari netti che, sommati al 10% di commissioni d'asta (Buyer's Premium), hanno portato il totale a ben 13,2 milioni di dollari. Questo incredibile risultato lo ha consacrato ufficialmente nella storia dell'automotive come il camion personalizzato più costoso del mondo, pur rimanendo fisicamente custodito in Arizona per volere del suo nuovo, anonimo proprietario.

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