Porsche 911 GT3: 100 esemplari per l'Inferno Verde

Porsche 911 GT3: 100 esemplari per l'Inferno Verde
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La Porsche 911 GT3 100 Jahre Nürburgring celebra il centenario del circuito con 100 esemplari per la Germania, dettagli verdi e Manthey Kit da 540 kg di deportanza a 285 km/h.
19 agosto 2026

Esistono piste che perdonano, circuiti che divertono e poi c'è il Nürburgring. Oltre venti chilometri di asfalto tormentato, 73 curve infinite e 300 metri di dislivello che si snodano tra i boschi dell'Eifel. È il circuito che Jackie Stewart battezzò "L'Inferno Verde" e che, dal 1927 a oggi, rappresenta il banco di prova definitivo per chiunque voglia costruire (o guidare) una vera automobile sportiva.

Nel 2027 questa lingua d'asfalto leggendaria festeggerà il suo centesimo compleanno e Porsche - che del "Ring" ha fatto da decenni la propria seconda casa e il laboratorio a cielo aperto per ogni suo modello stradale e da corsa - ha deciso di celebrare l'evento nell'unico modo possibile: costruendo una macchina feroce.

Nasce così la Porsche 911 GT3 "100 Jahre Nürburgring", un'edizione limitata destinata esclusivamente al mercato tedesco e prodotta, non a caso, in soli 100 esemplari.

 

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L'estetica della competizione: un omaggio cromatico

La GT3 celebrativa non è un semplice esercizio di stile, ma un concentrato di citazioni provenienti dal motorsport duro e puro. La livrea sarà disponibile in due sole tinte: un asettico Bianco (il colore neutrale delle vetture da corsa prima dell'applicazione degli sponsor) e l'iconico GT Silver Metallic, storico omaggio alle vetture della Porsche Cup.

A dominare visivamente la scena, però, sono i tocchi di verde acceso. Un colore che non richiama solo il famigerato "Green Hell", ma rievoca un'usanza pratica e romantica del passato, quando le squadre ufficiali Porsche usavano pellicole verdi su cofani e paraurti per distinguere a colpo d'occhio le proprie auto da quelle dei team privati.

Oggi, quel verde torna prepotentemente: lo ritroviamo sull'enorme alettone posteriore, sulle calotte degli specchietti, sui ganci da traino omologati (corredati dalle classiche frecce d'emergenza bianche) e, persino, nei loghi artigianali che riprendono il font dei leggendari "graffiti" tracciati dai tifosi sull'asfalto della Nordschleife.

A completare un pacchetto estetico clamoroso ci pensano i cerchi forgiati ultraleggeri (da 20 pollici all'anteriore e 21 al posteriore) verniciati in California Gold lucido, un dettaglio di lusso che fa da contraltare all'aggressività delle appendici aerodinamiche.

Nell'abitacolo: sedili asimmetrici e il "tasto" dell'Inferno

Se l'esterno grida competizione, l'abitacolo è una dichiarazione d'amore alla pista. Ad accogliere guidatore e passeggero ci sono i battitacco in alluminio anodizzato nero con l'incisione illuminata "Welcome to the Green Hell", mentre dai proiettori sottoporta la sagoma del Nürburgring viene proiettata direttamente sull'asfalto.

Il dettaglio più estremo (e affascinante) si nasconde nei sedili a guscio: mentre la gabbia di sicurezza posteriore sfoggia una verniciatura verde brillante, i due posti sono volutamente asimmetrici. Solo il sedile del conducente presenta infatti un rivestimento traforato che lascia intravedere un materiale verde sottostante e, come se non bastasse, al centro del volante GT, il canonico selettore delle modalità di guida è stato ribattezzato "Grüne Hölle".

Un'auto da puristi, che non a caso lascia ai futuri (e fortunati) proprietari la scelta tra la precisione chirurgica del cambio automatico PDK a 7 rapporti e il coinvolgimento viscerale del manuale sportivo a 6 marce, impreziosito in quest'ultimo caso da un pomello in legno di noce.

L'arma letale: il pacchetto aerodinamico Manthey

Per chi non si accontenta dell'esclusività estetica ma cerca il decimo di secondo tra il Flugplatz e il Karussell, Porsche mette a disposizione il pacchetto opzionale Manthey Kit. L'azienda tedesca, storica partner e "regina" del Nürburgring, ha messo a punto un'aerodinamica che fa letteralmente spavento, portando la deportanza della vettura all'impressionante valore di 540 chilogrammi a 285 km/h. Abbinata a componenti frenanti ottimizzate e sospensioni modificate, quest'arma ha già dimostrato le sue capacità permettendo ad Ayhancan Güven (campione in carica del DTM) di staccare un giro spaventoso in 6:50.853 minuti.

 

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