Porsche chiude la divisione e-bike: stop a Porsche eBike Performance e ritorno al core business automobilistico

Porsche chiude la divisione e-bike: stop a Porsche eBike Performance e ritorno al core business automobilistico
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Porsche avvia una profonda riorganizzazione industriale e decide di chiudere la controllata Porsche eBike Performance, dedicata ai sistemi di trazione per biciclette elettriche. La scelta rientra in una strategia più ampia di riduzione dei costi e rifocalizzazione sul business automotive, dopo il rallentamento del mercato elettrico e il calo della redditività
11 maggio 2026

Porsche cambia rotta e mette fine alla propria ambizione nel settore delle e-bike. Il costruttore di Stoccarda ha annunciato la chiusura di Porsche eBike Performance GmbH, società nata per sviluppare sistemi di propulsione elettrica per biciclette premium, nell’ambito di una ristrutturazione aziendale più ampia che coinvolge anche altre controllate tecnologiche. La chiusura riguarda Porsche eBike Performance GmbH, società con sedi principali a Ottobrunn (Germania) e Zagabria (Croazia), creata per progettare e commercializzare motori elettrici ad alte prestazioni destinati alle biciclette premium.

Secondo Porsche, il contesto di mercato dei sistemi di trazione per e-bike è “fondamentalmente cambiato”, rendendo l’investimento meno coerente con gli obiettivi industriali del gruppo. Circa 350-360 dipendenti risultano direttamente coinvolti nella cessazione delle attività, parte di un piano che complessivamente impatta oltre 500 lavoratori considerando anche altre divisioni chiuse. La decisione non significa però l’uscita totale dal mondo delle biciclette elettriche: Porsche continuerà a commercializzare e-bike a marchio proprio realizzate con partner industriali esterni, rinunciando però allo sviluppo interno dei sistemi motore.

Una ristrutturazione più ampia: tagli, profitti e nuovo corso

Porsche ha infatti annunciato anche lo stop a Cellforce Group (sviluppo batterie) e a Cetitec (software per comunicazioni dati), nell’ambito di un profondo riallineamento strategico guidato dal CEO Michael Leiters. Il costruttore sta affrontando un periodo complesso caratterizzato da calo delle consegne, riduzione dei profitti operativi e condizioni di mercato più difficili, tra domanda elettrica meno dinamica del previsto, debolezza del mercato cinese e incremento dei costi legati ai dazi internazionali. Il nuovo corso Porsche privilegia quindi efficienza economica, ottimizzazione degli investimenti e una strategia powertrain “technology-open”, che include motorizzazioni termiche evolute e ibride accanto all’elettrico puro.

Negli ultimi anni Porsche aveva investito con decisione nella mobilità elettrica a due ruote, acquisendo realtà come Fazua e integrando il brand croato Greyp all’interno della propria struttura eBike Performance. Queste operazioni facevano parte di una strategia di diversificazione avviata nella seconda metà degli anni 2010, quando la casa di Zuffenhausen cercava nuove opportunità nel panorama della micromobilità elettrica e delle tecnologie connesse. La stessa uscita dalle partecipazioni legate al gruppo Rimac e ad altri progetti tecnologici segnala una revisione complessiva delle ambizioni extra-automotive del marchio, oggi più orientato a consolidare il proprio posizionamento premium nel settore delle sportive e dei SUV ad alte prestazioni.

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