Porsche prepara nuovi licenziamenti: fino a 4.000 posti a rischio, la crisi del marchio tedesco si aggrava

Porsche prepara nuovi licenziamenti: fino a 4.000 posti a rischio, la crisi del marchio tedesco si aggrava
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Il costruttore di Zuffenhausen starebbe valutando un nuovo piano di riduzione del personale che potrebbe coinvolgere fino a 4.000 dipendenti. Dopo il calo delle vendite, soprattutto in Cina, e la frenata del mercato delle auto elettriche, Porsche accelera il piano di ristrutturazione
9 luglio 2026

Per Porsche la fase di riorganizzazione potrebbe essere molto più profonda del previsto. Dopo i primi interventi annunciati nei mesi scorsi, la casa automobilistica tedesca starebbe preparando un nuovo pacchetto di misure per ridurre i costi, che secondo indiscrezioni provenienti dalla Germania potrebbe portare al taglio di fino a 4.000 ulteriori posti di lavoro. Una decisione che arriva in un momento particolarmente delicato per il marchio, alle prese con il rallentamento della domanda globale, le difficoltà del mercato cinese e una transizione verso l'elettrico più complessa del previsto.

Il nuovo piano di efficienza potrebbe interessare principalmente i settori management, amministrazione e parte delle attività di ricerca e sviluppo nel centro tecnico di Weissach, dove sarebbe allo studio una riduzione di circa il 30% della capacità operativa. Porsche, pur senza confermare le cifre, ha ammesso di essere al lavoro su un "pacchetto per il futuro" destinato a rendere l'azienda più snella ed efficiente, che dovrebbe essere presentato entro la fine di luglio. Questi possibili licenziamenti si sommerebbero alle misure già avviate negli ultimi mesi: il costruttore aveva infatti annunciato la soppressione di 1.900 posti di lavoro entro il 2029 nell'area di Stoccarda, la mancata conferma di circa 2.000 contratti a termine e la chiusura di tre società controllate, con oltre 500 dipendenti coinvolti.

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Vendite in calo e Cina sempre più difficile

Alla base della ristrutturazione c'è un contesto economico che continua a peggiorare. Il mercato cinese, storicamente uno dei più redditizi per Porsche, sta attraversando una fase di forte rallentamento, complice la crescente concorrenza dei costruttori locali specializzati in veicoli elettrici. A questo si aggiungono i dazi negli Stati Uniti, la domanda inferiore alle aspettative per alcuni modelli elettrificati e il rallentamento generale del segmento premium. I dati più recenti confermano il momento difficile: nel primo semestre del 2026 le consegne globali di Porsche sono diminuite del 16%, con un crollo del 32% in Cina, evidenziando come il mercato asiatico continui a rappresentare la principale criticità per il marchio di Zuffenhausen.

Con il nuovo amministratore delegato Michael Leiters, Porsche sta progressivamente modificando la propria strategia industriale. L'obiettivo è riportare l'attenzione sui modelli più redditizi, mantenendo più a lungo in gamma le motorizzazioni benzina e ibride plug-in, riducendo il numero delle varianti e concentrando gli investimenti sui prodotti con i margini più elevati. Negli ultimi mesi la Casa ha inoltre deciso di interrompere alcune attività considerate non strategiche, tra cui quelle legate alle batterie sviluppate internamente, alle biciclette elettriche e ad altre iniziative esterne al business principale. La nuova filosofia punta a privilegiare il valore rispetto ai volumi, ma la ristrutturazione rischia di avere un impatto significativo sull'occupazione. Il piano definitivo sarà illustrato nelle prossime settimane e servirà a delineare il futuro del costruttore tedesco in uno dei momenti più complessi della sua storia recente.

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