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Lo scontro a distanza tra il Governo italiano e le istituzioni europee sul tema della transizione ecologica si arricchisce di un nuovo, acceso capitolo. Ancora una volta è il Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a far sentire la propria voce contro quelle che definisce imposizioni irrealistiche da parte dell'UE.
L'occasione è stata l'evento "Le nuove frontiere della mobilità", organizzato a Roma da ANIASA (l'Associazione di Confindustria che rappresenta i servizi di mobilità e noleggio). Attraverso un videomessaggio, il leader della Lega ha puntato il dito contro il cosiddetto "pacchetto automotive" di Bruxelles, esprimendo una totale contrarietà alle quote forzate di veicoli a zero emissioni richieste per il settore.
Il nodo cruciale della polemica riguarda la gestione dei parchi auto delle imprese e, secondo le direttive in discussione in Europa, le grandi flotte aziendali e le società di noleggio dovrebbero raggiungere in tempi molto brevi una quota del 95% di veicoli elettrificati. Un traguardo che, secondo il Ministro, rischia di paralizzare un settore nevralgico per l'economia italiana.
Per Salvini, la rotta tracciata da Bruxelles è dettata più da posizioni dogmatiche che da reali valutazioni di mercato. L'imposizione di una quota così vicina al totale del parco circolante in tempi ristretti viene considerata letteralmente fuori dalla portata del sistema attuale. La transizione ecologica resta un obiettivo dichiarato anche per l'Italia, ma il Governo insiste sulla necessità di un approccio pragmatico, basato sul principio della neutralità tecnologica e sul rispetto delle tempistiche industriali.
Il Ministro ha concluso il suo intervento promettendo battaglia per tutelare la filiera italiana: "Non smetteremo di portare avanti questa battaglia di assoluto buonsenso su cui stiamo cercando di costruire una maggioranza diversa dalle ideologie del passato. Infatti la decarbonizzazione del comparto automotive non può e non deve prescindere da un approccio flessibile che tenga conto della sostenibilità sia ambientale, ma soprattutto dell’equilibrio economico e industriale dei soggetti interessati".
Un messaggio chiaro inviato a Bruxelles: l'Italia non è disposta ad accettare "al buio" scadenze che mettano a repentaglio la tenuta del settore automotive e del noleggio a lungo e breve termine: "In nome di un’ideologia che poco ha a che fare con chi fa impresa, si vorrebbe obbligare le grandi flotte aziendali e le società di noleggio ad una quota addirittura del 95% di veicoli elettrificati in un lasso di tempo infattibile, con ripercussioni pesanti dal punto di vista economico, industriale e sociale".
"Le attività di noleggio veicoli costituiscono un asset fondamentale e strategico per lo sviluppo del nostro Paese e per la cosiddetta transizione ecologica e tecnologica," ha spiegato Salvini nel suo intervento. "Ribadisco, come Ministro dell’attuale Governo, la nostra totale contrarietà a quanto vorrebbe realizzare l’Europa con il suo cosiddetto pacchetto automotive".