Mobilità & Pandemia

Spostamenti tra regioni nel mirino del nuovo DPCM?

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Aumentano le voci di un provvedimento del Governo per limitare la mobilità privata interregionale

Spostamenti tra regioni nel mirino del nuovo DPCM?

L’incremento dei contagi da Covid-19 mette in ansia il Governo, che sembrerebbe pronto a varare il terzo DPCM del mese di ottobre, contenente misure restrittive soprattutto per quanto riguarda la mobilità privata tra Regioni.

Il nuovo decreto, che sotto la spinta della crescita della curva delle infezioni potrebbe essere varato già nel prossimo weekend, conterrebbe soprattutto misure di contenimento degli spostamenti oltre i confini regionali di residenza, con le sole eccezioni dei motivi di salute o lavoro.

Una soluzione scelta anche per alleggerire il carico sul trasporto pubblico locale, considerato da molti tra i principali veicoli del contagio.

Anche se in una nota ufficiale Palazzo Chigi informa che quelle relative al nuovo DPCM sono solo “mere ipotesi che non trovano alcun fondamento”, non c’è dubbio che la stretta sugli spostamenti personali viene valutata come un ulteriore step contenitivo dei contagi, dopo la decisione rendere possibile in sede regionale il coprifuoco dalle 23 alle 5 di mattina.

Una modalità al momento in cui scriviamo decisa solo da Lombardia e Campania ed operativa già da giovedì 23 ottobre, ma che presto potrebbe trovare emuli: la misura del coprifuoco notturno comporta anche il ritorno sulla scena di una protagonista della stagione del lockdown, l'autocertificazione, indispensabile per giustificare i propri spostamenti nelle fasce orarie interdette.

Inoltre, grazie alla possibilità prevista nel DPCM del 18 ottobre, in Campania arrivano ordinanze più restrittive della mobilità personale: Vincenzo De Luca, infatti, oltre alla misura del coprifuoco notturno, ha stabilito che dal 23 ottobre saranno vietati gli spostamenti tra province, salvo quelli connessi a motivi di salute, lavoro, comprovati motivi di natura familiare, scolastici o afferenti ad attività formative e socio-assistenziali o altri motivi di urgente necessità.

Ovviamente i cittadini campani trovati in province diverse da quella di residenza dovranno provare le loro esigenze attraverso specifica autocertificazione: le prove generali per una misura prossimamente estesa all'intero territorio nazionale?


 

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