Stellantis, richiamo per 700.000 auto. Ma la probabilità che la tua prenda fuoco è (quasi) zero

Stellantis, richiamo per 700.000 auto. Ma la probabilità che la tua prenda fuoco è (quasi) zero
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Stellantis ha avviato una campagna di richiamo globale per circa 700.000 veicoli mild hybrid 1.2 GEN3 48V prodotti tra il 2023 e il 2026, per un difetto riguardante la distanza tra due componenti nel vano motore che, in particolari circostanze, potrebbe causare un incendio. Quanto è probabile che ciò avvenga? I dati parlano di una probabilità dello 0,0017%, inferiore di due ordini di grandezza rispetto alla media delle auto a combustione...I dati parlano di una probabilità dello 0,0017%, inferiore di due ordini di grandezza rispetto alla media delle auto a combustione...
2 aprile 2026

Stellantis ha avviato una campagna di richiamo globale che interessa circa 700.000 veicoli equipaggiati con il motore 1.2 di terza generazione (EB2 Gen 3) in versione mild hybrid a 48 volt, prodotti tra il 2023 e il 2026. Il problema, non riguarda il motore. Si tratta, piuttosto, di un difetto di assemblaggio circoscritto alla prossimità di due componenti nel vano che lo contiene: il tubo del filtro antiparticolato benzina (GPF) e la calotta di protezione del polo del generatore di avviamento a cinghia a 48V (BSG). Sono coinvolti otto marchi del gruppo — Peugeot, Citroën, DS Automobiles, Opel/Vauxhall, Lancia, Alfa Romeo, Jeep e Fiat. La notizia ha generato una copertura diffusa e in molti casi allarmistica. Ma i numeri, letti nella loro interezza, suggeriscono una prospettiva diversa.

Come nasce il richiamo

La campagna ha preso forma in Francia, dove la testata specializzata L'Argus ne ha dato notizia in esclusiva nelle settimane precedenti alla comunicazione ufficiale del gruppo: il richiamo riguardava inizialmente 211.725 veicoli sul mercato francese. Il 1° aprile 2026 Stellantis ha ufficializzato la cifra di 212.000 unità coinvolte solo in Francia, confermando che oltre la metà sono modelli Peugeot. L'estensione ad altri mercati è poi avvenuta in rapida sequenza: la KBA, l'autorità tedesca per i trasporti automobilistici, ha reso noti i numeri globali — circa 700.000 vetture nel mondo — con oltre 80.000 unità interessate in Germania. In Italia, Stellantis ha confermato 911 veicoli nella prima fase della campagna (denominata F60E), con modelli prodotti tra il 2024 e il 2026.

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Il difetto tecnico

Come accennato, il difetto riguarda il gioco insufficiente tra il tubo del filtro antiparticolato benzina (GPF) e la calotta di protezione del polo del generatore di avviamento a cinghia a 48V (BSG), il componente centrale del sistema mild hybrid. In condizioni di elevata umidità, il contatto tra questi due elementi può causare infiltrazioni d'acqua e la conseguente formazione di un arco elettrico, con rischio di surriscaldamento e, nello scenario peggiore, di incendio nel vano motore.

Stellantis parla di «potenziale rischio» e di «scenario peggiore»: una sequenza di eventi possibili ma, come vedremo, statisticamente rara. Fonti interne a Stellantis sottolineano che si tratta di un difetto di montaggio nella disposizione di due componenti, non di un vizio progettuale del motore o del sistema ibrido.

Quanto è probabile che ti riguardi

Su circa 700.000 veicoli coinvolti, gli episodi correlati al difetto registrati in tutto il mondo sono 36, di cui 12 sfociati in un incendio nel vano motore. Nessun ferito in nessuno dei casi. Tradotto in termini statistici, la probabilità che un veicolo interessato dal richiamo abbia preso fuoco è pari allo 0,0017%. Per contestualizzare: secondo le statistiche europee sulla sicurezza stradale, la probabilità media di incendio su un'auto a combustione interna nel corso della sua vita utile si aggira tra lo 0,1% e lo 0,2% — un valore da 60 a 120 volte superiore. Fonti interne a Stellantis ricordano che nei casi registrati non è mai stata esclusa la presenza di concause. Il richiamo, precisano le stesse fonti, non è il segnale di un'emergenza in corso, ma l'esito di una procedura ordinaria di controllo qualità: è la casa automobilistica stessa a segnalare il problema alle autorità competenti e a richiedere l'autorizzazione ad avviare la campagna correttiva.

I modelli coinvolti

Sulla base dei dati resi pubblici dalla KBA tedesca, la distribuzione numerica per modello è la seguente:

  • Peugeot 208 e 2008: 295.000 unità
  • Citroën C3, C4 e C3 Aircross: 126.000 unità
  • Fiat Grande Panda: 124.000 unità
  • Jeep Avenger: 88.000 unità
  • Alfa Romeo Junior: 44.000 unità

Tra gli altri modelli coinvolti figurano anche Lancia Ypsilon, Fiat 600, Jeep Compass, Opel Corsa, Mokka, Frontera, Grandland e Astra, DS3 e DS4, nelle versioni ibride leggere da 110 e 145 CV.

Il caso italiano: una cifra parziale

I 911 veicoli confermati in Italia nella prima fase non rappresentano il totale definitivo. Il numero è destinato a crescere: la campagna viene gestita in modo progressivo, per lotti successivi, e non prevede la convocazione simultanea di tutte le vetture potenzialmente interessate. La cifra attuale riflette una prima tranche di identificazione, non la platea complessiva. Va considerato, inoltre, che i modelli a maggiore diffusione in Francia — Peugeot 208, 2008 e Citroën C3, che da soli rappresentano oltre 420.000 delle 700.000 unità globali — hanno una penetrazione strutturalmente più bassa sul mercato italiano rispetto ai marchi di origine italiana del gruppo. I proprietari di un veicolo Stellantis con motore 1.2 mild hybrid prodotto tra il 2023 e il 2026 che non hanno ancora ricevuto comunicazioni non possono ritenersi automaticamente esclusi: è consigliabile verificare il proprio numero di telaio (VIN) sul portale ufficiale del proprio marchio e monitorare eventuali aggiornamenti nelle settimane successive.

L'intervento correttivo

La soluzione è gratuita. L'intervento prevede la sostituzione della calotta di protezione del BSG con una versione a maggiore isolamento e, se necessario, la verifica e la regolazione della distanza tra i due componenti. La durata è di circa 30 minuti presso qualsiasi officina della rete autorizzata. Stellantis sta contattando direttamente i proprietari dei veicoli coinvolti per invitarli a fissare un appuntamento. In Italia, da febbraio 2026 è attivo un registro pubblico dei veicoli richiamati non ancora riparati: il mancato adeguamento entro due anni comporta l'iscrizione automatica nella banca dati, con potenziali conseguenze amministrative.

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