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Subaru e Subaru Tecnica International (STI) tornano protagoniste al Tokyo Auto Salon, scegliendo l’edizione 2026 come il palcoscenico ideale per raccontare il futuro del brand attraverso un linguaggio chiaro: quello della performance. La presenza del marchio a Makuhari Messe non si limita alla consueta vetrina di edizioni speciali, ma si inserisce in una strategia più ampia, che punta a valorizzare l’identità del marchio in un mercato in piena trasformazione.
Negli ultimi due anni Subaru ha insistito sul concetto di essere un marchio “Different”, non soltanto per la tecnica — tradizionalmente legata alla trazione integrale simmetrica e ai boxer — ma per il modo in cui dialoga con il cliente. Secondo quanto dichiarato sul palco dal CTO Okamoto, il costruttore vuole consolidare questo posizionamento lavorando su due esperienze simboliche: la Performance Scene, incentrata sul piacere di guida, e la Adventure Scene, che richiama spirito outdoor e scoperta.
Il Tokyo Auto Salon rappresenta il primo capitolo della narrazione dedicata alla Performance Scene, che non a caso coinvolge sia modelli stradali sia vetture da competizione.
Sotto i riflettori compaiono tre modelli destinati (purtroppo) al mercato giapponese:
Levorg STI Sport R-Black Limited II STI Performance
WRX S4 STI Sport R-Black Limited II STI Performance
Impreza ST-H STI Performance Edition con Plus Package
Le prime due declinazioni speciali, su base Levorg e WRX, condividono lo stesso linguaggio estetico: carrozzeria in tinta esclusiva Sunrise Yellow, abbinata a contrasti neri opachi su cerchi da 18”, calotte specchi, antenna e parti frontali. Gli interni accolgono sedili RECARO con perforazioni gialle e pannelli rivestiti in materiale simil-suede, soluzione che aggiunge una nota più racing a un’impostazione già marcatamente sportiva.
Diverso il ruolo della Impreza ST-H STI Performance Edition, che agisce più sul lato dinamico: pacchetto di componenti STI sviluppati nel motorsport, assetto rivisto per migliorare la stabilità e un design più aggressivo senza scivolare nell’estremo.
Si tratta di modelli pensati non per riempire un catalogo, ma per comunicare una direzione: Subaru non abbandona la guida analogica e il piacere meccanico, anche nell’epoca della transizione elettrica.
Il secondo pilastro del Performance Scene è il motorsport, che Subaru rimette al centro con una dichiarazione insolita per gli standard nipponici: "Punteremo a vincere", ha affermato Okamoto. Non semplice presenza, quindi, ma coinvolgimento tecnico e competitivo.
A Tokyo debutta così:
la nuova vettura per il Super Taikyu Series 2026, ispirata alla filosofia della concept Performance B
la Subaru BRZ GT300 2026
la WRX del Campionato Rally giapponese
L’elemento più rilevante arriva però dal Super GT: Subaru introdurrà un nuovo motore boxer a sei cilindri, soluzione che aumenta drasticamente il potenziale competitivo della BRZ GT300. Mentre nei rally prosegue il lavoro su una vettura evoluta per mirare al podio nella stagione 2026.
Non è un caso che STI e Subaru vengano presentate come entità complementari: sviluppo prodotto, performance stradale e corse diventano parti dello stesso sistema.
La vera sorpresa commerciale è la WRX STI Sport #, attesa nella primavera 2026 con cambio manuale, risposta diretta a una richiesta storica della comunità. Un modello che riassume la volontà di Subaru di offrire auto “più facili da amare”, come le definisce la casa.
Al Tokyo Auto Salon però non si è parlato solo di prodotto, ma anche di ciò che avviene dopo l’acquisto. Subaru riconosce che molti proprietari mantengono a lungo le loro vetture — spesso passando di generazione in generazione — e annuncia la nascita di una piattaforma di upgrade hardware:
Dynamic Motion Package (handling su Levorg)
Comfort Quiet Package (insonorizzazione su Levorg)
Ultrasuede Package (volante e pomello su Levorg e WRX)
Tre pacchetti disponibili dalla primavera 2026, pensati per estendere la vita utile e la personalizzazione post-vendita, secondo una logica di “retention” quasi europea.