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La Fiat 600 gioca, almeno sulla carta, in uno dei segmenti più strategici del mercato italiano ed europeo: quello dei B-SUV. Un segmento in forte crescita, popolato da modelli trasversali per prezzo, dimensioni e tipologia di motorizzazione. Eppure, a oltre due anni dal debutto, la nuova 600 fatica a trovare una vera continuità commerciale.
I numeri raccontano una storia chiara: dal lancio, avvenuto nel terzo trimestre del 2023, fino a dicembre 2025, sono state immatricolate circa 29.000 unità complessive in Italia, tra versioni ibride ed elettriche. Una media poco superiore alle 1.000 vetture al mese, un risultato lontano dalle aspettative per un modello che porta un nome così pesante nella storia Fiat.
Il powertrain è quello ormai ben conosciuto all'interno del gruppo Stellantis: il mild hybrid da 145 CV, composto dal tre cilindri Puretech a benzina abbinato al cambio automatico a sei rapporti che integra un’unità elettrica da 21 kW. La batteria da 0,8 kWh consente brevi tratti in modalità elettrica, fino a 30 km/h e per circa un chilometro di distanza. Inoltre, a listino è presente anche la motorizzazione da 110 Cv, che adotta lo stesso sistema.
Numeri alla mano, lo 0-100 km/h viene coperto in circa 8,5 secondi nella motorizzazione da 145 Cv, mentre la velocità massima arriva a 200 km/h. Prestazioni adeguate al segmento, così come il comfort di marcia, ben isolata dal punto di vista acustico e orientata a un utilizzo quotidiano rilassato.
Il primo vero ostacolo, tuttavia, è il prezzo. Il listino parte da 25.850 euro per l'allestimento POP, ma nelle versioni più accessoriate - come la Milano Cortina 145 Cv in prova - si superano facilmente i 30.000 euro (più precisamente 31.350 euro). Una soglia che rende la Fiat 600 poco competitiva non solo rispetto a rivali esterne, ma anche rispetto ad altri modelli costruiti sulla stessa piattaforma CMP all’interno dello stesso gruppo.
Il risultato è una sovrapposizione evidente: prodotti tecnicamente molto simili, con carrozzerie diverse ma prezzi allineati, finiscono per farsi concorrenza tra loro, rendendo più difficile per la 600 trovare una collocazione chiara.
C’è poi un fattore meno misurabile, ma decisivo: la percezione del pubblico italiano. Il nome “600” ha evocato aspettative che il prodotto attuale, per impostazione e posizionamento, non soddisfa fino in fondo. Design gradevole e coerente con il family feeling Fiat, ma anche una distanza evidente da quell’idea di auto accessibile e popolare che storicamente ha definito il marchio.
A questo si aggiunge l’eredità - ancora ingombrante - della reputazione del motore PureTech, nonostante gli aggiornamenti tecnici introdotti da Stellantis. Anche se oggi le criticità del passato sono state affrontate, la fiducia dei clienti non si ricostruisce in tempi brevi, soprattutto in un mercato come quello italiano.
La Fiat 600 non è un prodotto sbagliato, ma forse è un prodotto che fa fatica a trovare il suo pubblico. È confortevole, spaziosa per il segmento, tecnologicamente allineata e gradevole da guidare. Ma sembra mancare di un messaggio chiaro: non è economica come ci si aspetterebbe da una Fiat “di volume”, né distintiva a sufficienza da giustificare il prezzo rispetto a concorrenti dirette, interne ed esterne al gruppo.
Forse il problema non è tanto l’auto in sé, quanto ciò che il pubblico si aspettava che fosse. E, più in generale, una questione di identità e posizionamento che Fiat dovrà necessariamente chiarire nei prossimi anni.
La domanda resta aperta: la 600 è arrivata nel momento sbagliato, o con la formula sbagliata? I numeri, per ora, sembrano suggerire la seconda.
Fiat
Corso Giovani Agnelli, 200
Torino
(TO) - Italia
800 342 800
https://www.fiat.com
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