Svelato l'acquirente della Ferrari Luce da 40 milioni: l'eccentrico miliardario che compra hypercar per fare beneficenza

Svelato l'acquirente della Ferrari Luce da 40 milioni: l'eccentrico miliardario che compra hypercar per fare beneficenza
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Si chiama Herbert "Herbie" Wertheim. Ottico, inventore visionario e genio silenzioso di Wall Street. Le sue offerte astronomiche confermano la nostra tesi: chi spende certe cifre non compra il design, ma firma maxi-assegni per la filantropia
17 agosto 2026

Ieri analizzavamo come la sbalorditiva cifra di 40 milioni di dollari sborsata per la controversa Ferrari Luce fosse la dimostrazione perfetta di un teorema: il jet set internazionale non compra il design in sé, ma compra l'hype e l'esclusività assoluta incanalata attraverso la filantropia. Ebbene, i dettagli emersi nelle ultime ore sul misterioso acquirente confermano questa tesi al millimetro.

A vincere l'asta alla Monterey Car Week è stato il dottor Herbert "Herbie" Wertheim. Ottantasette anni (è nato a Filadelfia nel 1939), un inconfondibile cappello rosso a falda larga sempre in testa e un patrimonio personale stimato da Forbes in ben 4,6 miliardi di dollari.

Chi è Herbie Wertheim: l'ottico che ci ha protetto dal sole

Se oggi indossate occhiali con lenti in plastica scure o protettive, il merito è in gran parte suo. Cresciuto in Florida in un modesto appartamento sopra una panetteria, la sua non è la tipica storia da ereditiero. Ragazzo ribelle e dislessico, si è arruolato nella Marina degli Stati Uniti a soli 17 anni pur di sfuggire al riformatorio.

La svolta della sua vita accadde nel 1969, quando per primo al mondo scoprì e dimostrò clinicamente che la luce ultravioletta (UV) è responsabile della formazione della cataratta e danneggia gravemente la retina umana. Partendo da questa scoperta, Wertheim inventò la prima tintura in grado di assorbire i raggi UV per le lenti in plastica, fondando la Brain Power Inc. (BPI). Oggi la sua azienda è il più grande produttore mondiale di tinte ottiche e prodotti chimici oftalmici, e lui detiene personalmente oltre cento brevetti in materia.

Tuttavia, i 4,6 miliardi di patrimonio non derivano solamente dai laboratori di oftalmologia. Wertheim è considerato tra i più brillanti e pazienti investitori privati d'America, tanto da guadagnarsi la definizione di "Warren Buffett dell'ottica". Invece di incassare e sperperare i lauti utili della BPI, a partire dal 1970 ha iniziato a riversarli costantemente e silenziosamente nel mercato azionario.

Il suo fiuto è stato a dir poco spaventoso: ha acquistato massicci pacchetti azionari di Apple e Microsoft letteralmente nei giorni delle loro Offerte Pubbliche Iniziali (IPO), tenendoseli stretti per decenni. Inoltre, grazie alla sua profonda conoscenza della tecnologia, è diventato il più grande azionista individuale di Heico, colosso assoluto del settore aerospaziale e dell'elettronica.

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66 milioni in due Ferrari: l'illusione ottica dell'asta

Ed eccoci al punto nevralgico della critica sul reale valore della prima sportiva elettrica di Maranello e sul peso specifico di queste aste. I 40 milioni spesi per la "Telaio 0" della Luce - una cifra pari a 36 volte la stima iniziale fissata dalla casa d'aste - non sono un colpo di testa isolato. Esattamente un anno fa, sulla stessa identica pedana di Monterey, Wertheim aveva già infranto ogni logica pagando ben 26 milioni di dollari per una spettacolare Ferrari Daytona SP3 Tailor Made.

Perché cifre così irrazionali e sproporzionate? Perché il dottor Wertheim, fondamentalmente, non sta pagando per un'automobile. Sta facendo filantropia ai massimi livelli mondiali. L'intero ricavato di queste specifiche aste viene infatti devoluto direttamente alla Ferrari Foundation, l'ente di beneficenza del Cavallino Rampante che finanzia programmi educativi e progetti per le nuove generazioni.

Come vi spiegavo ieri, i mega-ricchi utilizzano queste occasioni per staccare enormi assegni per cause lodevoli (godendo simultaneamente dei giganteschi sgravi fiscali previsti dal sistema statunitense), portandosi a casa l'hypercar unicamente come splendida "ricevuta" e trofeo esclusivo. A dimostrarlo c'è lo storico del suo portfolio di beneficenza privata, che non ha nulla a che fare coi motori: recentemente Wertheim ha donato 100 milioni di dollari al Baptist Health South Florida, 100 milioni alla University of Florida Health e svariati assegni da 50 milioni in fondi di ricerca a prestigiosi atenei come l'Università di Berkeley.

Questo mosaico biografico non fa che confermare e cristallizzare le mie perplessità stilistiche sulla neonata creatura elettrica di Maranello disegnata da Jony Ive. Continuo a reputare la Ferrari Luce un'auto dal design incomprensibile, sgraziato ed eccessivamente controverso. E ritengo intellettualmente disonesto utilizzare lo scontrino da 40 milioni di dollari per tentare di urlare al "capolavoro stilistico" mettendomi a tacere. Il successo mediatico ed economico di quest'auto è frutto del meccanismo elitario che le gravita attorno, non delle sue proporzioni.

Tuttavia, avendo scoperto che quei 40 milioni sono usciti dalle tasche di un geniale ottico di 87 anni ed essendo destinati fino all'ultimo centesimo all'istruzione e allo sviluppo delle nuove generazioni, la prospettiva umana cambia radicalmente. L'auto continuerà a non piacermi, ma di fronte alla generosità del Dottor Wertheim c'è una sola cosa da fare: togliersi il cappello. Preferibilmente, un fedora rosso.

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