Tarquini: "Valentino Rossi potrebbe vincere a Le Mans"

Tarquini: "Valentino Rossi potrebbe vincere a Le Mans"
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Paolo Ciccarone
Gabriele Tarquini parla delle potenzialità di Valentino Rossi e degli altri piloti passati dalle due alle quattro ruote
17 maggio 2022

Valentino Rossi, Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo: dopo una carriera in MotoGP e titoli mondiali, sono passati alle quattro ruote in maniera definitiva. Hanno scelto tre campionati diversi ma tutto sotto lo stesso gruppo VW Audi: Rossi con l'Audi nel GT, Pedrosa nel Trofeo Lamborghini e Lorenzo con Porsche nel Carrera Cup. Il sogno? Vederli tutti e tre insieme in un equipaggio sulla stessa auto, magari alla 24 ore di Le Mans. "Perché no? Sarebbe interessante" dice Jorge Lorenzo. Cosa ne pensino gli altri due, al momento non si sa. Tre nomi eccellenti che agli appassionati hanno ricordato le gesta a due ruote, ma finora le delusioni sono dietro l'angolo. Perché e che futuro possono avere? Lo abbiamo chiesto a Gabriele Tarquini, che dall'alto della sua esperienza in auto, dalla F.1 ai titoli mondiali con le vetture turismo, ha le idee chiare sulle difficoltà che incontrano i tre alfieri nei loro campionati: "Pilota moto e pilota auto, sono due mestieri diversi - dice Tarquini - in comune ci sono a volte le piste e il fatto che con un motore dietro ci si sfida, ma sono due mondi completamente differenti e fare paragoni fra i successi nella MotoGP e le difficoltà attuali, è sbagliato".

Sognare un bell'equipaggio con tutti e tre insieme che corrono a Le Mans è eccessivo?

"il sogno ci può stare, magari dal punto di vista comunicazione è pure un messaggio bello forte, ma non sono vincenti e non ne vale la pena. Penso che fra i tre al momento solo Valentino Rossi potrebbe vincere a Le Mans, a patto però di essere nella squadra e coi compagni giusti".

Perché Rossi sì e gli altri no?

"Mi spiego e non voglio essere critico verso nessuno. Rossi corre nel GT in una categoria dove ci sono una decina di piloti di buon livello, per cui anche se non è vincente è lì che se la gioca nel gruppo di rincalzo. Sta facendo molto bene ma viene da un altro mondo, ha altre difficoltà. Potrà recuperare e migliorare senza dubbio, ma gli gioca contro, al pari degli altri, l'età che anche nelle auto conta, e la formazione tecnica. Conoscendolo arriverà a poco dagli altri al top, ma quel margine sarà sempre difficile da superare perché i suoi rivali corrono da anni, conoscono tutti i segreti e sono cresciuti sulle auto, ecco perché pur migliorando Rossi non arriverà a quel livello".

Ok Rossi, ma Lorenzo e Pedrosa?

"Lorenzo ha scelto una categoria con una delle macchine più difficili da guidare. La Porsche 911 è una bestia difficile da domare per cui paga lo scotto di un campionato dove il gentlemen che ha conoscenza ed esperienza, gli sta davanti. E' un monomarca e deve vedersela con gente che la settimana fa un altro lavoro e la domenica corre. Pedrosa è nella situazione di guidare una Lamborghini che è meno complicata della Porsche ma se la vede coi gentlemen. Non è un campionato dal grande livello tecnico per i piloti, con tutto il rispetto per chi corre e vince nella categoria, perché vincere non è mai facile da nessuna parte. Prenderle da professionisti è un conto, beccarle da un gentlemen un altro".

Rossi vincente a Le Mans, perché?

"Perché per come guida lui potrebbe essere anche un secondo al giro più lento degli altri e a Le Mans un secondo al giro, nell'arco della 24 ore, è davvero niente. Messo in squadra con due specialisti o tre come si deve, quel secondo al giro che pagherebbe ai colleghi, verrebbe ammortizzato nell'arco della gara e quindi potrebbe essere vincente. Credo ci stia pensando anche lui, perché vincere a Le Mans resta nella storia e lui ha già scritto tante pagine belle".

Ti sei ritirato dalle corse ma sei sempre nel giro, dal campo alla panchina verrebbe da dire, tornare a Le Mans con l'esperienza che hai?

"Ho smesso di correre perché ho pensato fosse il momento giusto. Hyundai mi aveva offerto la possibilità di continuare ma ho detto di no. Esiste un momento per farlo al top e ho scelto questo. Ho vinto due mondiali, collaborato alla nascita di vetture vincenti e alla serie N, partendo da un foglio bianco. Sono il campione del mondo più anziano nella storia delle corse, se pensate che Fangio lo vinse a 55 anni io ho fatto di meglio. E quindi essendo "anzianotto" meglio dedicarsi ad altro. Le Mans? Ci ho corso nel 1985 con la Porsche. La corsa più pericolosa che abbia mai fatto e infatti non mi hanno più visto lì".

Perché pericolosa?

"Macchine troppo diverse fra loro, professionisti e gentlemen insieme, la notte era terribile, io avevo per fortuna una Porsche e sul lungo rettilineo di Hunaudières, che poi era interrotto da un curvone velocissimo, a 400 all'ora di notte passavo gente che andava più piano di 100-150 km/h, un delirio. Per fortuna la mia Porsche era uno spettacolo, facile da guidare, impostavo la traiettoria esterne e tenevo giù il piede e la macchina non si scomponeva. Nannini mi diceva che la sua Lancia, invece, ondeggiava e in traiettoria non ci stava e allargava. Adesso immaginate di arrivare di notte a 400 all'ora e trovi quello davanti che si sposta di colpo perché la sua macchina non sta in strada e va pure più piano...E' andata bene una volta e ho deciso di lasciar perdere, ho rischiato con altro...".

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