Torino, furti d’auto a catena tra deposito GTT e concessionari: cresce l’allarme sicurezza

Torino, furti d’auto a catena tra deposito GTT e concessionari: cresce l’allarme sicurezza
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Una notte di furti a catena tra Mirafiori, corso Orbassano e Chieri riaccende l’emergenza criminalità legata alle auto rubate. I ladri utilizzano veicoli sottratti per compiere nuovi colpi nei concessionari, seguendo uno schema ormai consolidato. Indagini in corso e crescente preoccupazione tra lavoratori e automobilisti
13 aprile 2026

Torino torna a fare i conti con un fenomeno che negli ultimi mesi sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti: i furti d’auto organizzati e seriali. Un gruppo di malviventi ha messo a segno una serie di colpi tra il deposito Gerbido del Gruppo Torinese Trasporti (GTT), concessionario di corso Orbassano, e l’area di Chieri, utilizzando una tecnica ormai diffusa: rubare un’auto per commettere altri furti e poi abbandonarla.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, i malviventi avrebbero inizialmente sottratto una vettura privata per spostarsi rapidamente verso il deposito del trasporto pubblico, dove è stato messo a segno un secondo furto ai danni di un dipendente GTT, con l’obiettivo di ottenere un veicolo più potente e discreto per proseguire la serie di raid. Le immagini di videosorveglianza, al vaglio degli inquirenti, mostrerebbero un gruppo numeroso e ben organizzato, segno di una struttura criminale tutt’altro che improvvisata, capace di muoversi in modo rapido e coordinato sul territorio urbano e periferico torinese.

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Il deposito GTT nel mirino e l’escalation nei concessionari auto

Il deposito GTT Gerbido si conferma un punto sensibile per questo tipo di reati, complice la sua posizione strategica e la presenza di numerosi mezzi parcheggiati nelle ore notturne. I lavoratori raccontano di episodi ripetuti negli ultimi mesi, con intrusioni nei parcheggi aziendali e danni ai veicoli, alimentando un clima di crescente insicurezza. Dopo il furto interno al deposito, la banda avrebbe utilizzato l’auto sottratta per raggiungere un concessionario auto Torino situato lungo corso Orbassano, obiettivo principale del raid, dove sarebbero stati presi di mira soprattutto modelli sportivi e vetture di valore più elevato.

Questo schema operativo evidenzia una strategia ormai consolidata nei furti auto in Piemonte, in cui i veicoli rubati vengono impiegati come “strumenti temporanei” per commettere ulteriori reati e poi abbandonati per ridurre le tracce. La dinamica è sempre più diffusa anche in altre aree della cintura torinese, da Rivoli a Moncalieri, dove concessionari e rivenditori segnalano tentativi sempre più frequenti di intrusione e danneggiamento.

Un fenomeno criminale in crescita e la risposta tra indagini e sicurezza

L’episodio tra Torino e Chieri si inserisce in un contesto più ampio di crescita dei furti auto a Torino, che negli ultimi mesi stanno assumendo caratteristiche sempre più organizzate e professionali, spesso legate anche al mercato nero dei ricambi e alla rivendita di componenti ad alto valore. Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire la rete di spostamenti della banda e identificare i responsabili, mentre cresce la richiesta da parte di cittadini e operatori del settore per misure di prevenzione più efficaci.

In questo scenario, la sicurezza auto diventa un tema centrale non solo per i privati ma anche per concessionari e flotte aziendali, che sempre più spesso adottano sistemi di videosorveglianza avanzata, antifurti satellitari e protezioni perimetrali. L’episodio conferma un trend ormai evidente: i furti d’auto in Nord Italia stanno evolvendo verso forme più rapide, coordinate e difficili da contrastare, rendendo necessaria una risposta strutturale sul piano della prevenzione e del controllo del territorio.

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