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Erano da poco passate le 6:30 del mattino quando una giornata di lavoro come tante si è trasformata in un incubo. Una giovane professionista stava percorrendo un tratto della tangenziale di Treviso quando una banale questione di precedenza è degenerata in una aggressione brutale, fatta di insulti, tentativi di speronamento, schiaffi e sputi. Una vicenda che riporta sotto i riflettori il fenomeno della road rage o rabbia al volante, sempre più frequente nelle ore di punta sulle strade italiane.
La dinamica raccontata dalla vittima è tanto semplice quanto agghiacciante. La donna doveva immettersi sulla tangenziale, ma il flusso continuo di vetture in arrivo la costringeva a concedere la precedenza. Una manovra corretta, prudente, persino doverosa. Eppure è bastata a scatenare la furia dell'automobilista alle sue spalle, che ha iniziato a suonare il clacson con insistenza, pretendendo che lei si inserisse subito nel traffico. Inutili i gesti con cui la giovane invitava ad avere pazienza.
Una volta entrati entrambi nella corsia, la situazione è precipitata. L'uomo, descritto come sulla cinquantina, si è affiancato sulla corsia di sorpasso senza però superarla. Anziché proseguire, ha cominciato a stringerla verso il guard rail, puntando ripetutamente la propria vettura contro la sua tra gesti e insulti. Per non essere travolta, la donna è stata costretta a spostarsi più volte verso il margine della carreggiata, finendo persino parzialmente fuori strada. Poi la mossa più pericolosa: l'aggressore le ha tagliato la strada, l'ha sorpassata e ha inchiodato di colpo, obbligandola a una brusca frenata.
È a quel punto che si è consumata la parte più violenta dell'episodio. Con il finestrino che non si chiudeva, la giovane si è ritrovata indifesa. L'uomo l'ha afferrata per i capelli, l'ha colpita al volto con uno schiaffo e ha iniziato a sputarle addosso. La vittima ha cercato di proteggersi come poteva, alzando le mani davanti al viso. Rimasta sotto shock per diversi minuti, è riuscita poi a raggiungere il pronto soccorso del Ca' Foncello, dove i medici le hanno assegnato una prognosi di 7 giorni.
Il dettaglio più amaro riguarda chi ha assistito alla scena. Sulla tangenziale, in piena ora di punta, in molti hanno visto. Nessuno, però, si è fermato. «Suonavano e basta», è la testimonianza della donna, che restituisce l'immagine di una indifferenza collettiva tanto diffusa quanto inquietante.
La vittima ha presentato denuncia alla polizia, che ora analizzerà le immagini delle telecamere presenti nella zona per dare un volto e un nome all'aggressore. Resta la paura, sintetizzata dalle sue stesse parole: «Io come donna adesso ho paura. E se mi fossi trovata su una strada di campagna, cosa avrebbe fatto? Mi avrebbe uccisa?».