Troppe auto in città: meglio farsi una moto?

Troppe auto in città: meglio farsi una moto?
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Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
Traffico da incubo, pochi parcheggi e tanto tempo perso ogni giorno in strada: in molti cercano (e trovano) un'alternativa alle quattro ruote
  • Alfonso Rago
  • di Alfonso Rago
19 giugno 2024

I numeri non mentono e fotografano con precisione la situazione: il nostro Paese è in cima alla top ten europea per numero di autovetture, con una quota di ben 690 veicoli ogni mille abitanti, a fronte di una media europea di 560.

Come rivela in uno studio l'Osservatorio Aipark, si calcola che ben il 30% del traffico urbano sia generato da veicoli in cerca di parcheggio: una cifra enorme se si considera che il 75% della popolazione europea vive nelle città e che la ricerca di un pertugio per la sosta, che rappresenta solo l’ultimo tratto di un viaggio, costa in media 15 minuti al giorno; ma questo dato, all'apparenza quasi accettabile, diventa più che doppio per gli automobilisti del nostro Paese, che pure nonostante gli evidenti disagi, in larga percentuale (il 76%) continuano a preferire gli spostamenti in macchina.

Il punto è che ai veicoli che affollano le aree interne delle città non corrisponde un’offerta adeguata di strutture di sosta: l’Osservatorio Aipark calcola che sarebbe necessario aggiungere a quelli esistenti almeno 670.000 posti, su strada o in struttura dedicata, corrispondenti a una fila ininterrotta di automobili lunga 3.000 km, vale a dire più o meno la distanza che separa Roma da Mosca.

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Scendendo nel dettaglio, e prendendo a campione alcune grandi città, di parcheggi a Roma ne mancherebbero oltre 200.000 (oggi c'è 1 stallo di sosta ogni 39 residenti), a Napoli oltre 65.000 (qui il rapporto è 1 su 31), a Torino oltre 35.000 (1 su 15), a Milano oltre 31.000 (1 su 13), cos' come a Genova (1 su 22).

Per un raffronto eloquente, si consideri che nelle città europee meglio dotate in termini di infrastrutture, è in media disponibile 1 posto auto ogni 10 residenti.

Sarà anche a causa di quanto riportato, oltre che per la cronica insufficienza del servizio di trasporto pubblico locale, che negli ultimi anni è sempre più evidente la tendenza da parte degli abitanti delle grandi città di scegliere le due ruote per gli spostamenti urbani.

Nei primi cinque mesi del 2024 sono state superate le 170.000 immatricolazioni di moto e scooter in Italia, con un incremento del 45,7% sullo stesso periodo del 2019 (anno di riferimento pre-Covid), crescita ancora più significativa se confrontata con il mercato auto, dove le immatricolazioni sono calate del 19% nello stesso periodo.

Considerando i preventivi per i nuovi mezzi, monitorati dall’Osservatorio Assicurativo di Segugio.it, si registra da un lato che la percentuale di richieste per moto nuove sul totale è cresciuta nel 2024 del 9,5%, mentre l’auto registra un calo, scendendo del 3,9%.  

A conferma dell'ipotesi iniziale, la percentuale di richieste di preventivi per moto nuove è particolarmente alta nelle province più popolate, su tutte Milano con il 12,7%, segnale che la moto (insieme allo scooter) sia diventata il mezzo prediletto per gli spostamenti in città; riportano un dato superiore alla media anche Roma (11,2%), Torino (10,5%) e Palermo (10,2%), mentre Napoli è in linea con la media nazionale (9,5%).

E se inizialmente il successo delle due ruote è stato sostenuto dal forte calo dei premi assicurativi, che tra il 2019 e il 2021 sono diminuiti in maniera sensibile passando da una media di 508,1 euro a 363,7, la situazione oggi è cambiata visto che dopo un 2022 di fatto in parità, i premi sono tornati a salire: nel 2024 il prezzo medio è stato di 522,4 euro, quindi superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2019, principalmente a causa del maggiore costo dei sinistri dovuto all’inflazione.

Quindi, sebbene i prezzi delle assicurazioni moto abbiano subito un aumento negli ultimi anni, il fascino delle due ruote non si è affievolito ed anzi la loro richiesta di mercato è cresciuta, a conferma di una modifica profonda nelle abitudini e di un preciso cambio di mentalità dell'utenza nei confronti della mobilità urbana.

La maggiore domanda di moto e scooter e il contemporaneo declino della presenza delle auto in città non appare un fenomeno temporaneo, ma un nuovo modo di concepire la possibilità di movimento in ambito urbano: con l'irrisolto problema della congestione del traffico e le crescenti preoccupazioni ambientali, per molti italiani le due ruote appaiono la soluzione ideale per praticare un modalità di spostamento più agile e sostenibile.

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