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UNRAE: «Prossimo Governo non metta auto nel mirino»

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Per Federauto «Necessario rivedere il meccanismo bonus/malus»

UNRAE: «Prossimo Governo non metta auto nel mirino»

Mentre a Roma si lavora per mettere insieme il nuovo esecutivo a maggioranza M5S-PD, i professionisti del settore dell’automobile si augurano che il possibile governo Conte bis non si accanisca sul settore dell’automobile.

«In uno scenario già difficile per il mercato auto l’UNRAE auspica che al più presto possa essere pienamente operativo un nuovo Governo, e che questo voglia mettere finalmente e seriamente nella sua agenda il rilancio del settore automotive, uno dei comparti cardine della nostra economia, che ormai da troppo tempo sta soffrendo una crisi ben più grave di quella dell’economia in generale. E’ assolutamente necessario che le esigenze di finanza pubblica, pur imprescindibili, non vedano ancora una volta l’auto nel mirino del fisco, con misure punitive che puntano a fare cassa con accise, bolli, tasse e imposte varie, colpendo consumatori e imprese al tempo stesso», afferma Michele Crisci, presidente dell’UNRAE, l’associazione delle Case automobilistiche estere.

«L’UNRAE – conclude Crisci - si augura che il nuovo esecutivo sia in grado di mettere in campo azioni efficaci, incisive e tempestive per lo sviluppo del mercato e con esso dell’economia italiana e resta come sempre a disposizione delle Istituzioni per dare il proprio contributo nell’ottica di una mobilità sempre più innovativa e sostenibile da un punto di vista economico, sociale ed ambientale».

 

Dello stesso tenore la posizione di Federauto, l’associazione dei concessionari. Per il presidente Adolfo De Stefano Cosentino «Certamente bene non fa la crisi di Governo che insieme allo stallo dell'economia italiana e al deterioramento dello scenario economico internazionale costituiscono gli aspetti di contorno più preoccupanti. Riguardo le evoluzioni interne, a questo punto non possiamo che auspicare che dal confronto tra le forze politiche e nella discussione sulla formula del nuovo Governo attraverso cui dare soluzione alla crisi, si mantenga salda la consapevolezza di una comune responsabilità. La responsabilità, cioè, di scelte chiare e tempestive».

«Ciò che più preoccupa le concessionarie è l’impatto dovuto all'inasprimento delle aliquote IVA che si profila a partire dal prossimo anno. L’aumento va evitato a qualsiasi costo poiché si tradurrebbe in un indebolimento della domanda di autovetture e un’ulteriore contrazione del mercato, in un contesto economico nazionale di completo stallo. Il settore auto ha bisogno di un piano articolato di interventi e fra tutti è indispensabile definire un piano strutturale per lo svecchiamento del parco auto italiano, che tenga conto dell’efficienza ambientale di tutti i carburanti, senza escludere aprioristicamente i motori diesel di nuova generazione, e rivedere completamente il meccanismo di bonus/malus in vigore dallo scorso marzo», sostiene il presidente di Federauto.

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