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Mentre le cronache finanziarie e immobiliari battono la notizia di una clamorosa offerta per Villa Certosa, la storica e smisurata residenza estiva di Silvio Berlusconi in Costa Smeralda, l'attenzione del grande pubblico è tutta rivolta alle cifre da capogiro della trattativa. Ma c'è un dettaglio che a noi appassionati di motori non può certo sfuggire: come ci si muoveva all'interno di una proprietà così vasta?
Con i suoi 126 ettari di estensione - una superficie che comprende parchi, giardini botanici, piscine, un anfiteatro e persino un vulcano artificiale - pensare di spostarsi esclusivamente a piedi era fuori discussione. Ecco perché, lontano dagli sguardi indiscreti e dai flash dei paparazzi, Villa Certosa ospitava una vera e propria flotta di veicoli dedicati esclusivamente alla mobilità interna.
Se la collezione di auto di Silvio Berlusconi ha sempre fatto discutere (chi non ricorda le iconiche berline blindate, la passione per le Audi o la celebre Land Rover), i veicoli usati tra i viali della Certosa rappresentavano un mondo a sé.
Per garantire spostamenti rapidi ma silenziosi, in modo da non turbare la quiete degli ospiti illustri - tra cui capi di Stato e star internazionali - la tenuta faceva largo uso di golf cart elettrici pesantemente modificati. Non si trattava di semplici caddy da campo da golf: queste "vetturette" erano spesso personalizzate con finiture di pregio, sedili in pelle, tendalini parasole su misura e configurazioni a più posti per ospitare comodamente delegazioni intere o famiglie numerose.
Oltre ai mezzi elettrici, fondamentali per i tragitti brevi tra la villa principale e le dependance, il parco mezzi interno doveva affrontare anche percorsi più sconnessi per raggiungere le calette private o le aree più remote del parco.
Per questo motivo, non mancavano veicoli dal sapore estivo e "dolce vita", ispirati alle celebri Spiaggine degli anni '60, veicoli aperti e privi di portiere, ideali per godersi la brezza marina. Accanto a questi, trovavano spazio piccoli fuoristrada e mezzi agili, perfetti per il personale di servizio e per la sicurezza, che doveva pattugliare costantemente un perimetro immenso.
Con l'arrivo di una maxi-offerta per rilevare l'intero complesso immobiliare, sorge spontanea una domanda: che ne sarà di questa particolarissima collezione di "auto da villa"? Spesso, in compravendite di questo calibro (che includono arredi e opere d'arte), i mezzi di servizio e di svago interni vengono ceduti insieme alla proprietà, pronti a servire i nuovi inquilini.