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WRC 2019 Germania. Grandi Tanak e Toyota. Ma bravissimi chez Hyundai

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Nulla di strano che Tanak sia in testa al Germania che ha vinto le ultime due volte. Bene che Ogier sia della partita e, pur non perfettamente a posto, possa giocarsela. Ottimo che Neuville sia tornato quello che un anno fa non si discuteva

WRC 2019 Germania. Grandi Tanak e Toyota. Ma bravissimi chez Hyundai

Bostalsee, Germania, 23 Agosto 2019. Si è soliti essere impietosi con i perdenti perché è più facile esaltare i vincenti e mescolare tutti gli altri in un minestrone di schiappe dimenticate. Cosicché succede che chi perde non solo viene massacrato dal vincitore ma finisce perfettamente umiliato, la cortese indulgenza certe volte è puro fiele, da tutto il resto del teatro.

Non è questo il caso, e giusto poiché non lo è ci è venuta la riflessione. Sul fatto che Tanak potesse, o stesse, per dominare il suo terzo Rally di Germania consecutivo, eravamo già preparati e quindi, in certo senso come quando “si fa la bocca”, abituati. È sul salto quantico, sull’impennata solo apparentemente d’orgoglio del ritrovato Neuville che verte la grande, bella meraviglia della prima Tappa del difficile, insidioso, sorprendente e, a volte, traditore ADAC Rally, decima di quattordici Prove del Mondiale WRC 2019.

Giusto per mettere le mani avanti, esplicitando ancora una volta che in Rally come questi conta solo e alla fine sapere di aver riportato a casa indenne lo chassis, l’ossatura “morale” che, resistendo alle intemperie della Corsa, rivela il meglio di chi lo vive.

Ecco come si delinea il Rally alla luce della bellissima prima Tappa e in attesa, tanto per cambiare, del feroce Sabato del Panzerplatte che come sempre fa da megafono alle difficoltà dell’appuntamento tedesco.

 

Tanto per rifarsi partendo da un riferimento “storico”, al termine della prima Tappa del Rally di un anno fa Tanak aveva già seminato il panico, Ogier aveva già una dozzina di secondi di ritardo e Neuville correva già soltanto nella speranza di un podio, che avrebbe peraltro concretizzato alla grande.

Più o meno è quello che ci si aspettava dal verdetto della prima Tappa del Germania 2019, e invece ci troviamo di fronte a un contesto diverso, fortemente modificato, evidentemente, nel mistero dei reparti corse del dopo Finlandia. Ogier è, infatti competitivo, anche se apparentemente in difficoltà di regolazioni, e ancora di più lo è Neuville, cosicché adesso il francese è in ritardo di quasi il doppio di quella dozzina di secondi di un anno fa, sebbene una buona parte imputabili ad alcune sviste tecniche e di guida, e il belga, al contrario, è perfettamente in scia all’estone a poco più di 2 secondi, ovvero un niente. Bel colpo!

Tanak ha vinto cinque delle sette Speciali disputate, e ciononostante ha quasi dato l’impressione di aver ascoltato attentamente le nostre raccomandazioni anticipando di un giorno la strategia suggeritagli, cioè quella basata sull’amministrazione della superiorità del “pacchetto” Toyota e del vantaggio in termini di punti che detiene in Campionato. Essendo tuttavia irragionevole che un Pilota in corsa per il Titolo di Campione del Mondo venga a dar retta a noi, non resta che riconoscere che Citroen e, soprattutto, Hyundai, hanno lavorato sodo e bene per ridurre il gap patito nei primi due terzi del Mondiale in corso.

In particolare Hyundai. D’altra parte c’era da aspettarselo. Rivitalizzare un ambiente in crisi di risultati, nel parallelo con le ambizioni, beninteso, e tecnica, è proprio quel compito che sembra cucito addosso al temperamento della nuova guida del Team, Andrea Adamo, e il Germania si direbbe, partendo dal piccolo indizio della prima Tappa, quello spartiacque di tendenza che sancisce il definitivo passaggio di consegne tra le due ere recenti della Squadra coreana di stanza in Germania. Che Adamo abbia lavorato a fondo, non rinunciando a esplorare la benché minima traccia regolamentare, tecnica e di gestione del “materiale”, è quel già noto “savoir faire” che ha suscitato non poche vociate, e che ora si direbbe sul punto di zittire la critica, anche la più autorevole. I miglioramenti portati in Finlandia non avevano portato quei frutti sperati, poiché evidentemente acerbi, ma non hanno interrotto il processo di maturazione cui si assiste in Germania.

A parte la doppietta sulle due Stein und Wein, infatti, Neuville è sempre stato incollato a Tanak, tanto da risultare la più bella sorpresa di questo Rally nella migliore promessa di riscossa. Quelle due dozzine di punti di distacco dal leader Tanak, fino a ieri una condanna, sembrano adesso più un indirizzo programmatico, un compito da 5 punti a Rally da recuperare da qui alla fine della stagione.

Un po’ facilona come teoria, visto che non tiene conto del reale e incombente Tanak, ma emblematica dell’umore generato dall’exploit del belga al termine del venerdì della Mosella. Umore che si nutre della ripartenza di Neuville e di Hyundai, e che ridefinisce quel processo di carneficina a tre che animava il trailer avvincente a promessa di una stagione entusiasmante.

 

A Ogier va il beneficio d’inventario. La Citroen ha fatto progressi a passi da gigante, e ciononostante Ogier, che sembra capire bene dov’è il potenziale della C3 WRC, si rivela in difficoltà nella soluzione di quell’equazione che è il punto di compromesso perfetto e che fa di una buona Macchina una bestia vincente. Detta così potrebbe sembrare un segnale di allarme, ma è giusto ricordare che, quando si balla così vicini al passo giusto, trovare lo slancio del delirio può anche essere questione di un minuto o di un cacciavite. L’asfalto tedesco non aiuta, e intanto si deve eliminare quel fastidioso sottosterzo che rende la guida della C3 meno “confortevole” del previsto.

Lasciamo dunque l’equazione aperta, visto che è comunque difficile. Al momento ci sono tre Toyota tra le prime cinque Macchine, e Meeke sta facendo quella che gli auguriamo essere la Corsa della “buona verità”. Fino alla penultima Speciale, però, due delle quattro Vetture di testa erano Hyundai, per il supporto autorevole di Sordo ancora una volta efficacissimo prima del problema al cambio della sua i20 Coupé. In senso inverso si può leggere il “caso” Citroen, Lappi troppo distante come dire che a quel problema di assetto solo il talento e la perspicacia di Ogier ha saputo mettere una toppa. Cacciavite attendesi.

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