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WRC 2021. Monte-Carlo. D-2. Evans, Toyota, ma è Legge del Padrone di Casa

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Fa tutto Ogier. Vince tre Speciali e va perentoriamente in testa alla fine del primo giro, tripletta Toyota. Poi uno “spin”, una foratura, la sesta finita sul cerchio. Evans va in testa, Ogier riparte. È il tema principale del Sabato del “Monte”

WRC 2021. Monte-Carlo. D-2. Evans, Toyota, ma è Legge del Padrone di Casa

Monte Carlo, 22 Gennaio. Venerdì. From bad to worse. Di male in peggio. Ci riferiamo al meteo, che è uno dei succhi gastrici del Rallye Monte-Carlo, capace di digerire le più buone intenzioni in un lampo di disattenzione o di errore. Non fa freddissimo, non viene giù il diluvio, ma non c’è un angolo di tempo uguale all’altro adiacente. È facile partire con una condizione, attraversarne un’altra, finire con l’ennesima. E poi ricominciare da capo. Paradossalmente, è uno degli elementi di fascino del “Monte”. Di peggio potrebbe esserci solo, che so, un Targa Florio con neve e tornado. Immaginate di moltiplicare le diversità del suolo per gli algoritmi indecifrabili dell’aria. Avete ben capito, è un arsenale contro il povero Pilota, il frustrato Navigatore, il malcapitato ingegnere.

Beh, esagerare un poco se non altro aiuta a rendere meglio l’idea. E comunque di Monte-Carlo infernali se n’è visti. Oggi, in un contesto che si presenta assai poco interpretabile, la storia si interrompe all’ultimo, a un passo dall’epilogo ispirato dall’andamento di giornata. L’ultima Speciale del Venerdì del programma era già stata cancellata, ma questo fa sì che il capitolo resti monco del finale più logico. La fine di una puntata, novella percepita ma non risolta.

Non è questione di buoni o di cattivi. È questione del migliore. Da queste parti non ci sono dubbi. Fino a prova contraria Sébastien Ogier. Nella sua versione 2021 appena inaugurata. Pronti, via, è idea che l’uomo da battere sia Ott Tanak, e la Macchina da sconfiggere la Hyundai. Quando si parte così, con due Speciali vinte su due disputate, credere o far credere che si sia trovato il punto di intersezione ideale tra prestazioni e affidabilità è un attimo. Ed è bello anche crederci, perché è come avere una linea guida da seguire, e lasciare alla retorica il concetto perennemente insoddisfacente di “Aspetta un attimo, la strada è ancora lunga!”

Però le Hyundai non vanno, o non sono condotte, come ci si aspetterebbe, e per l’appunto, il Venerdì cambia le carte in tavola riportando al tavolo del Monte-Carlo una vecchia mano imbattibile. Quella di Sébastien Ogier e di Julien Ingrassia. Cambiano, semmai, i colori della scala reale. L’anno scorso gli era andata buca e aveva vinto Thierry Neuville interrompendo la serie. Quest’anno il giovedì Ott Tanak aveva vinto tutto. Alla continua ricerca di spunti, viene da pensare immediatamente che la i20 sia particolarmente ben misurata sulle strade delle Alpi Alte. Magari è così, ma non abbastanza ancora, non oggi. Niente da fare, insomma, ecco che arriva il Padrone di Casa ed è inevitabile tornare indietro a una storia lunga sette edizioni e dieci anni.

È un Venerdì in tre fasi, tre personaggi d’autore interpretati dallo stesso attore: Seb Ogier. Fa tutto lui, tutto da solo. Per prima cosa vince in serie precisa le prime tre Speciali, tutte quelle del primo giro. Aspremont – La-Batie-des-Fonts, 19 chilometri, Chalancom-Gumiane, 21, Montauban-sur-l’Ouveze – Villebois-les-Pins, altri 22. Con quella tripletta assai espressiva, Ogier prende la testa del Rally. Sarebbe anche tripletta Toyota se Rovanpera non si facesse appioppare dieci secondi di penalità per un arrivo tardi al CO. Così Tanak salva la faccia e Hyundai sale almeno sull’ultimo gradino del Podio virtuale. Neuville, sempre dietro, ormai a più di un minuto. Sordo idem e l’attenzione si sposta, come vi avevamo consigliato di fare, sulla bellissima gara di Andreas Mikkelsen, settimo e primo delle WRC2 con una Fabia Evo 2. C’è da dire, in generale, che il vantaggio Toyota è sottolineato da una più che probabile non azzeccatissima scelta di gomme delle Hyundai. Le i20, infatti, hanno messo su una chiodata, ma quel 25% non fa la differenza aspettata, anzi.

La sesta, prima Speciale del secondo giro, porta in prima linea un piccolo colpo di scena. Ancora Ogier. Giravolta, una foratura, arrivo sul cerchio. Su quella Speciale, vinta da Elfyn Evans, restano oltre mezzo minuto e due posizioni nella Generale. In testa Evans, passa anche Tanak. La settima, il riscatto. Perso poco, Ogier riparte. Vince ancora e risale. Scavalca Tanak e si porta a una manciata di secondi, abbondante, da Evans. Nessun dubbio, ancora una e si torna al tema del giorno: la legge del Padrone di Casa!

La storia del giorno si interrompe qui. Probabilmente, per vederla conclusa nel modo più logico, avremmo dovuto vedere andare in scena anche la seconda Montauban-sur-l'Ouvèze - Villebois-les-Pins, ultima del programma originale invece cancellata due settimane fa per far rientrare tutte le pecorelle nell’ovile di Gap prima del nuovo coprifuoco francese delle 18.

Niente di male, il racconto riprende Sabato. Giriamo pagina sapendo già da dove si ricomincia, senza perdere il filo.

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© Immagini ACI -Toyota TGR-DAM, RedBull Content Pool – Hyundai Motorsport - Pirelli

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