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Volkswagen Electric for All, Il pianale MEB

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Abbiamo toccato con mano, con due anni di anticipo sul debutto mondiale, la piattaforma MEB del gruppo VAG: ID sarà davvero una gamma con “nuovi” Maggiolino, Bulli e Golf?

Dopo aver parlato di come sono le visioni Volkswagen in termini di nuova mobilità, andiamo al sodo scoprendo la piattaforma MEB, quella 100% tedesca ma “scrocca” quella che deve nelle intenzioni introdurre la macchina elettrica di massa in Europa, da parte di uno dei più grandi costruttori del mondo. Base per auto che saranno vestite di stile VW, ma anche Audi, Seat e Skoda. Quando ci viene presentata però, è “nuda” e si accosta a immagini in bianco e nero. Sono quelle del Maggiolino al suo debutto, perché l’obiettivo è ripercorrere quella strada. Le carte in regola pare averle, questo pianale leggero, compatto, con un passo ruota lungo (variabile) pochissimo sbalzo carrozzeria oltre gli assi e, infine, disposizione dei pesi ottimale.

Lo vedete in gallery, le foto fanno capire che per “funzionare” le auto generaliste di accesso gamma ID (la prima serie di modelli VW a usare questo pianale) denotano un’assenza di elementi voluminosi all'interno: il che vuole dire tanto spazio, tanto che, come ci spiegano alla Fabbrica di Vetro di Dresda “partendo da una compatta di segmento A, come ingombri, ci si trova dentro con lo spazio di un segmento B”. Non esiste nemmeno il tunnel centrale e davanti sono assenti molte parti di aspirazione e scarico dei motori endotermici. Rivoluzione motoristica elettrica a parte, la piattaforma MEB mostrata in anteprima nel 2018 non esibisce (almeno per ora) nulla di trascendentale. Il motore è dietro, sotto il vano bagagli e la batteria è sotto il fondo del telaio, posta centralmente. In questo, per disposizione motore e trazione si richiama davvero il primo Maggiolino (by Porsche, ndr) per il resto soluzioni di sospensioni, impianto frenante o altro, appaiono molto semplici, da auto per tutti come vuole essere.

Quel grande e sottile pacco, visibile osservando sotto per l’involucro di alluminio, è per batterie capaci di un range ottimale: fino a 550 km in versione full-power. Visto così, questo primo telaio MEB seminudo sembra fatto apposta per farsi dire “Sarà 100% elettrica, ma semplice: non costerà tanto!”. Già, dev’essere così se in Germania si sbilanciano a dire che la prima ID in accesso gamma potrà costare circa quando una Golf TDI, forse € 25.000. Una rivoluzione davvero, con tutti vantaggi che avrebbe, basta solo che si diffondano alcuni elementi utili e…. La rete per ricaricare: cosa non da poco. In ogni caso pare che i primi a mettere piede in questo segmento di EV generalista, saranno quelli di Volkswagen con a ruota i marchi correlati, incluse Seat e Skoda. Per realizzare i vari modelli della gamma ID che inizialmente saranno quattro, varia il passo ruota, oltre che le dotazioni e le configurazioni Powertrain. Tutte le soluzioni alla base sono condivise, in primis la ricarica rapida. Solo in futuro potrà arrivare una elettrica MEB 4x4, o qualcosa di più evoluto nelle sospensioni, raffinato nei materiali. L'obiettivo della divisione E-Mobility adesso è: macchina di massa, elettrica, targata VV, per tutti. Una ID che vuole gradualmente prendere il posto della Golf quindi, stando alle affermazioni di molti funzionari VW che lavorano in Sassonia.

1 milione di veicoli annui nel 2025

E se pur con tempi lunghi, avranno ragione? In effetti di “mezzi” che si basano su MQB ne siamo pieni, oggi. L'abbiamo riguardata, questa vettura svestita che per la prima volta si faceva vedere e toccare ai giornalisti, sentendoci un po' come i giornalisti dell'Equipe che guardarono quei muletti tanto famosi, che negli anni del dopoguerra anticipavano la 2CV e poi la DS… Vabbè, forse no, loro erano bravi a rubarle molto prima le immagini e noi non lo sappiamo ora, come andrà a finire. Di certo una bella carrozzeria stile Maggiolino o altro di generalista, ci sta proprio sopra bene. Quello che colpisce è la leggerezza, ovvia: non c'è quasi niente dietro, non c'è quasi niente davanti, è tutto sotto. Il pacco batterie che pesa tanto è anche l'elemento più costoso della macchina realizzata su base MEB.

Quello di cui preoccuparsi, volendo, sono solo gli aggiornamenti software. Già update e upgrade, ci tengono a distinguerli in VW, a dire che potranno avvenire anche a lungo termine per le loro macchine di serie ID, anche quando rivendute da usate. Una ID potrà essere riportata a livello delle nuove, con soluzioni disponibili sul medesimo HW prima di essere rivenduta, perché l'elettronica in abitacolo per le funzioni Infotainment è progettata con quello scopo. Staremo a vedere, se si avvererà davvero questa nuova era, ma indubbiamente questo passo dei tedeschi, in queste misure, è fatto prima di altri che lo compiono solo per alcune fasce del mercato, magari premium, o di numeri contenuti. Forse qualcuno sta ancora nascondendo le carte, ma gli rimane poco per metterle in tavola.

Il segreto di questo progetto, se ci sarà è proprio nella semplicità e nel suo anticipare la concorrenza in grande scala, non nelle prestazioni assolute. Un pianale che vale per 28 modelli di quattro marchi, della compatta al SUV passando per berline e anche Van, il tutto con grandi economie che fanno margine se i volumi salgono per davvero, come già sono abituati a fare i tedeschi di Volkswagen. Sembra di vederla già, quando osserviamo questo prototipo, l’auto che si compone del resto ed esce in coda a migliaia di sorelle dalla linea di produzione. Un po' come accade nella Fabbrica di vetro, per le Golf elettriche, solo che oggi qui a Dresda di eGolf se ne fanno neanche 80 al giorno, 150 in totale sommando anche quelle di Wolfsburg. Non a caso dichiarano i tedeschi che partirà tutto dallo stabilimento di Zickwau, pronto a raggiungere quota 100mila veicoli MEB annui nel 2020. Qualche dubbio c’è, riguardo i costi che avrà l’utente a mantenere questa macchina. Saranno davvero minimi rispetto alle endotermiche? Di certo differenti, la parte più onerosa a bordo sarà la batteria, garantita otto anni comunque e magari i pensieri frequenti saranno quelli per la parte software, che è tanto leggero ma importante, da correggere e aggiornare. Per la resa magari, di più per tutto quello che fa di utile all’auto e alla vita di chi vi sieda dentro. Però questo aspetto, forse, non è un discorso che riguarda solo VW e i suoi cloud, ma anche i colossi dell’informatica.

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